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giovedì 9 novembre 2017

Bitcoin storna i guadagni dopo l’annullamento del fork

By Arnaud Masset
Ieri, intorno alle 18:00 GMT, c’è stato un crollo improvviso del prezzo di Bitcoin, dopo che Mike Belshe, amministratore delegato di BitGo, ha diffuso una nota in cui spiega le ragioni per cui non supporteranno il fork Segwit2x. La nota è stata firmata anche da Wences Casares (CEO Xapo), Jihan Wu (Bitmain), Jeff Garzik (Bloq), Peter Smith (CEO Blockchain) ed Erik Voorhees (CEO Shapeshift). Nella nota si spiega che lo scopo iniziale di SegWit2X era migliorare la scalabilità di Bitcoin, ma anche ridurre le commissioni, che sono piuttosto elevate. Secondo Belshe, però, si dovrebbe procedere tenendo unità la community, cosa impossibile con un supporto pari solo al 30% dei miners. Belsh si rammarica di non “essere riusciti, fino a questo momento, a creare il consenso sufficiente per un aggiornamento pulito della dimensione dei blocchi”.
Dopo la pubblicazione della nota, il prezzo di Bitcoin si è impennato a $7.900 per poi scendere fino a un minimo di $6.978 su alcune piattaforme di cambio (movimento del 13% in meno di 2 ore). Ieri sera il prezzo si è stabilizzato intorno a $7.300. Ma giovedì mattina Bitcoin è stato oggetto di rinnovate pressioni a vendere, perché gli investitori continuano a scontare il fork.
Vale inoltre la pena ricordare che circolavano voci secondo cui un piccolo gruppo di miner (che rappresenta solo il 30% del potere di hash, ovvero di potenza di elaborazione) procederà con il fork. Gli investitori non sembrano crederci, infatti il prezzo di BTC è tornato a scendere. Sul fronte delle notizie positive, le valute alternative hanno compiuto un rally marcato perché gli investitori hanno venduto BTC, ridistribuendo il loro portafoglio.

Messico: il tasso overnight dovrebbe rimanere invariato

By Yann Quelenn
Stasera, con tutta probabilità, Banxico manterrà i tassi d’interesse invariati al 7%. Questo per varie ragioni: innanzitutto le previsioni d’inflazione sono in calo, perché la banca centrale ha aumentato troppo il tasso overnight, anticipando un corso di restringimento dei tassi più aggressivo da parte della Fed. I mercati si aspettavano, infatti, almeno 4 rialzi del tasso dalla Fed. Dal momento che la Fed non interverrà fino alla riunione di dicembre, Banxico ora non ha fretta di intervenire.
Ricordiamo che la banca centrale messicana sta monitorando il differenziale fra i tassi d’interesse con gli USA per evitare potenziali deflussi di capitale. Un differenziale ristretto fra i tassi ovviamente non avvantaggia il Messico, ma al momento lo spread è talmente ampio che gli investitori preferiscono il peso messicano, che offre rendimenti elevati.
La Fed, però, alzerà sicuramente I tassi ancora una volta a dicembre, anche se non crediamo che saliranno ancora, almeno nel medio termine, o innescherebbero probabilmente lo scoppio della bolla dei bond.
Sul fronte valutario, l’MNX si è rafforzato, passando da 22 a 16 MXN per un dollaro, ecco perché le aspettative d’inflazione messicane hanno sofferto. In questa fase, la politica monetaria della Fed sta facendo salire l’USD contro l’MXN e riteniamo probabile che Banxico il prossimo anno tagli il suo tasso overnight, sviluppo che farebbe indebolire il peso. Al momento l’MXN è sopravvalutato. http://www.trend-online.com

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