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mercoledì 22 novembre 2017

Banche in rialzo, ma non tutte. I titoli da avere in portafoglio


Deludente conclusione quest'oggi a Piazza Affari dove il Ftse MIb ha provato a dare un seguito al rialzo della vigilia, salvo poi indietreggiare e fermarsi appena sotto la parità. Un movimento a passo di gambero che non ha condizionato oltre il dovuto i titoli del settore bancario, capaci di salire in controtendenza, salvo due eccezioni.
Non hanno evitato il segno meno Banco BPM e Bper Banca che dopo aver provato a spingersi in avanti insieme agli altri protagonisti del comparto, sono scivolati al di sotto della parità, chiudendo con un ribasso rispettivamente dello 0,74% e dello 0,58%. Ubi Banca invece si è apprezzato di circa mezzo punto, ma è riuscito a fare meglio Unicredit con un rialzo dell'1,09% e ancor più Mediobanca e Intesa Sanpaolo che hanno guadagnato rispettivamente l'1,23% e l'1,59%.

Settore bancario in cerca di un driver

Nel complesso il settore bancario ha dato vita ad un recupero oggi dopo essere stato penalizzato di recente dalle vicende riguardanti Banca Carige e Creval. 
Nei giorni scorsi gli analisti di Credit Suisse hanno diffuso un report dedicato al settore bancario europeo, spiegando che quest'ultimo è alla ricerca di catalizzatori e non a caso gli esperti credono che il comparto abbia bisogno di un driver. 
La banca elvetica dichiara che i conti del terzo trimestre degli istituti di credito hanno mostrato un buon andamento dell'utile per azione, ma non è da escludere una revisione al ribasso delle stime sull'utile del consenso nell'ordine dello 0,5%. 

Credit Suisse punta su Intesa Sanpaolo e UBI Banca

Tra i titoli di Piazza Affari, gli analisti di Credit Suisse continuano ad accordare la loro preferenza ad Intesa Sanpaolo, che viene indicata come top pick nel settore, con una raccomandazione "outperform" e un prezzo obiettivo a 2,84 euro. 
Da segnalare che a inizio mese la banca elvetica ha riavviato la copertura su Ubi Banca, con un rating "outperform" e un target price a 5,15 euro.

Gli analisti parlano di una storia di ristrutturazione che non è stata ancora del tutto prezzata, considerando l'enorme potenziale in termini di ricavi, derivato dall'acquisizione di Nuova Banca Marche, di Nuova Banca Etruria e di Nuova Cassa di Risparmio di Chieti.
A scommettere su Ubi Banca è anche Mediobanca che al pari di Credit Suisse assegna al titolo una raccomandazione "outperform", con un fair value ritoccato veros l'alto da 4,7 a 4,8 euro. 
Dopo i conti trimestrali gli analisti parlano di un giusto equilibrio tra qualità dell'attivo e Common Equity Tier 1, mentre con riferimento all'addendum BCE sui crediti non performanti, gli analisti credono che Ubi Banca dovrebbe essere una tra le banche più solide. 

Unicredit piace a JP Morgan e a Berenberg

Tra i titoli da avere in portafoglio troviamo anche Unicredit che secondo Jp Morgan è da sovrappesare, con un prezzo obiettivo a 22 euro.

La banca americana fa sapere che da un investor meeting con il Cfo del gruppo è emersa la conferma che il piano Transform 2019 è sulla buona strada. 
A ciò si aggiunga che la strategia di Unicredit sulle esposizioni non performanti è in linea con le attese della BCE e che la fase 2 della transazione Fino sta procedendo bene. 
A scommettere su Unicredit è anche Berenberg che consiglia di acquistare con un target price a 16 euro.
Il broker segnala che Unicredit è una delle poche banche che considererebbe di avere in portafoglio nell'area euro, ricordando che il pilastro chiave del piano della banca è rappresentato dalla riduzione dei costi e dei rischi e i risultati conseguiti fino ad ora sono stati incoraggianti. 

Le strategie su Bper Banca e Mediobanca

Tra i bancari un'opportunità da cogliere è offerta anche da Bper Banca, almeno secondo le indicazioni di Mediobanca che ha un rating "outperform", con un fair value a 5,6 euro.

Con riferimento alla conclusione del merger di Nuova Carife, gli analisti affermano che questo è il pre-requisito per estrarre le sinergie di costi dall'integrazione. 
Infine, è da aggiungere in portafoglio anche Mediobanca secondo la strategia di Banca IMI che però la scorsa settimana ha ridotto il rating sul titolo da "buy" ad "add", con un target price alzato però da 8 a 10,9 euro.
Quest'ultima mossa è da ricondurre ad un miglioramento delle stime sull'utile azione, alzato del 10% con riferimento all'anno in corso e al prossimo. 

Fonte: News Trend Online

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