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martedì 7 novembre 2017

Banche in calo: confermato rigore su Npl. La view degli analisti


A Piazza Affari anche la seduta odierna si è conclusa in calo per i titoli del settore bancario che hanno continuato a perdere terreno. Solo due le azioni che sono salite in controtendenza e si tratta di Mediobanca che ha guadagnato l'1,25%, seguito da Intesa Sanpaolo che ha dovuto accontentarsi di un progresso dello 0,28% dopo la diffusione dei conti del terzo trimestre, migliori delle attese.
Unicredit ha ceduto lo 0,43%, mentre Ubi Banca e Bper Banca hanno accusato una flessione dell'1,58% e dell'1,88%, lasciando ancora più indietro Banco BPM che ha chiuso le contrattazioni con una correzione del 2,21%.

Confermata linea di rigore sul tema degli NPE

Le vendite sui bancari continuano ad essere alimentate dai timori legati alle nuove linee guida della BCE sui non performing loans.
In un’audizione all’Eurogruppo il presidente dell’SSM ha confermato la linea di rigore del regolatore sul tema delle esposizioni non performanti delle banche.
In particolare è stata ribadita la volontà di introdurre il calendar provisioning a partire dal 2018 come da addendum BCE presentato a inizio ottobre.


La nuova policy prevede un azzeramento in 2-7 anni del valore delle nuove esposizioni non performanti generate dallo stock di crediti esistenti. In base ai calcoli degli analisti di Equita SIM, l’introduzione di questo approccio comporta maggiori accantonamenti per 1,3 miliardi di euro sul 2018 e per 2,6 miliardi di euro sul 2019.
La SIM milanese fa sapere che le sue stime di costo del rischio per il 2019, recentemente aumentate in vista di possibili strette regolamentari, incorporano circa 1/3 di questo effetto, mentre in base ai dati in possesso degli analisti, il consensus di mercato non sconta alcunché.


Da notare che, formalmente, la consultazione sulle nuove regole termina l’8 dicembre, ma l’endorsment dell’Eurogruppo alla linea BCE lascia pensare che non ci saranno modifiche rispetto alla bozza iniziale.

Necessario intervenire anche sullo stock degli Npl

Anche se le nuove regole sul provisioning riguarderanno i nuovi crediti non performanti, l'SSM sottolinea la necessità di intervenire anche sullo stock.
In base ai dati della European Banking Authority, alla fine del secondo trimestre  le coperture delle esposizioni non performanti delle banche italiane sono sopra la media, ma come noto risultano sovraesposte al rischio.

L'analisi di Equita SIM

Secondo gli analisti di Equita SIM l’SSM ha un mandato informale di creare le condizioni, entro il 2021-2023, per il completamento dell’unione bancaria, attraverso la realizzazione di un meccanismo comunitario di tutela dei depositi.

Questo obiettivo richiede secondo gli esperti l’armonizzazione del livello di rischio. Ipotizzando un target di medio termine di NPE ratio inferiore al 10%, le banche italiane dovrebbero ridurre lo stock di 55 miliardi di euro.
Al momento gli istituti già sostanzialmente in linea con questo livello sono Credito Emiliano e Mediobanca, con un dato pari rispettivamente al 5,8% e al 6%, insieme a Unicredit, mentre Intesa Sanpaolo, il cui NPE ratio è attualmente pari a circa il 13%, ha un target del 10% al 2019.
Un secondo gruppo di banche che comprende Banca Popolare di Sondrio e UBI Banca ha un NPE ratio di circa il 15% e potrebbe raggiungere l’obiettivo accelerando le cessioni, mentre tutti gli altri protagonisti del comparto, il cui dato è superiore al 20%, necessitano di azioni più strutturali e cambiamenti nella strategia.
Fonte: News Trend Online

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