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lunedì 13 novembre 2017

Approfondimento pre hard fork del 16 novembre: Segwit2X e il fork di novembre

Il 16 novembre 2017 segnerà un’ulteriore tappa della storia della criptovaluta più famosa del mondo. Come già più volte ricordato, la valuta di Satoshi Nakamoto è in procinto di differenziare ancor di più la propria tecnologia, veicolando idee diverse in seno alla community che già da mesi hanno dato origine a più divisioni. Questa settimana … Continue reading Bitcoin – Approfondimento pre hard fork del 16 novembre: cos’è veramente l’hard fork?
Oggi avremmo dovuto affrontare l’ultima parte degli approfondimenti che avrebbero portato a capire la ratio del fork previsto per il 16 novembre.
Come più volte anticipato in tempi non sospetti, non c’è mai stata vera unità di intenti nella community criptovalutaria BTC. Da più parti si è spesso registrata diffidenza e mancata convinzione verso un aggiornamento che dividesse in due la blockchain.
Questa scissione ideologica in seno alla comunità Bitcoin ha portato l’annullamento del detto hard fork della prossima settimana. Tale decisione è stata ufficializzata nella giornata del 9 novembre.
Nonostante un siffatto dietrofront, risulta opportuno riflettere sul tema, affinché sia chiaro cosa abbia guidato la genesi dell’aggiornamento potenziale.
L’upgrade in questione altro non era che la seconda parte di un programma di implementazione che, prendendo le mosse dall’ottimizzazione del Software SegWit,  si proponeva di introdurre SegWit2x, aumentando la dimensione del singolo blocco da 1 a 2MB.
La fattispecie di cui sopra si inquadra in un dibattito in cui le due parti (favorevoli e contrari) sono sempre state in conflitto. La scelta di annullarne il lancio ne è la prova.
Le obiezioni più stringenti sono state poste da un ingente gruppo di sviluppatori secondo i quali l’accordo di New York (con cui si stabilivano le due implementazioni) è stato più un passaggio contestuale che un vero e proprio patto decisionale. In sostanza, un prendere coscienza di una condizione di necessarietà senza la quale non sarebbe stato possibile andare avanti.
Da qui si spiega la matrice del dubbio sull’incompatibilità alla base della scelta di migliorare un software che per sua stessa natura non è detto registri benefici. Perché se da una parte la ratio ottimizzatoria si prefigge di accelerare i processi e catalizzare le transazioni, dall’altra le conseguenze di una catena di blocchi divisa potrebbe non valere un simile processo.
Quello che la frangia dei contrari al fork voleva evitare era una situazione di incertezza.
Gli scenari possibili sarebbero potuti essere tre.
Il primo avrebbe implicato la maggioranza di consensi, con una rilevante parte (o la totalità) di minatori disponibile ad aggiornare i propri software e quindi scongiurando un’effettiva divisione della blockchain, operando su un network con blocchi di dimensioni superiori e con il nuovo SegWit2x come setting.
Di contro, il secondo scenario avrebbe  riguardato la situazione opposta, con un’esigua porzione di aggiornamenti minatori, contribuendo a mantenere un’unica catena sotto l’egida delle precedenti regole.
Ultimo e più importante, il classico worst-case scenario.
Questo stato di precarietà avrebbe inerito una situazione intermedia, ospitando due parti ben proporzionate di minatori con idee contrastanti. Il che avrebbe generato la divisione della blockchain, auspicata da alcuni e temuta da altri.
Qui si pone il vero centro di tutta la vicenda.
Anche BTC diverrebbe un surrogato di se stesso come già avvenuto come Bitcoin Cash e Bitcoin Gold. Due blockchain differenti con l’arduo compito di stabilire simbolo e nomenclatura ulteriore. Senza tralasciare lo scontro al riguardo.
È palese come la questione abbia conosciuto un impossibile alveo di risoluzione, ponendosi volano di un dibattito ideologico che molto probabilmente non finirà, alimentando però la speculazione massiva.
Non è un mistero come BTC abbia registrato un ribasso valoriale non indifferente dopo la comunicazione del mancato aggiornamento e non è escluso che reazioni di volatilità arrivino anche nel prossimo mese, periodo in cui la criptomoneta proverà a stabilizzarsi (sempre se può parlarsi di un simile concetto in riferimento al Bitcoin) in relazione al mantenimento di SegWit.
This article was originally posted on FX Empire

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