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mercoledì 22 novembre 2017

Anche il gruppo Intesa Sanpaolo sente il fascino del bitcoin


La tecnologia blockchain comincia a far breccia anche nel cuore del sistema finanziario italiano.
Il sito di news Coindesk, uno dei portali più noti tra gli appassionati di criptovalute, riporta oggi in grande evidenza nella sua home page la notizia che Banca IMI, l'investment bank del gruppo Intesa Sanpaolo, starebbe cominciando a "reimmaginare come il mercato da 1,2 quadrilioni di dollari potrebbe apparire in futuro su una blockchain pubblica".

Derivati su tecnologia blockchain?

In un’intervista rilasciata al sito, Massimo Morini, un analista quantitativo che ricopre in Banca Imi il ruolo di Head of Interest Rate and Credit Models, ha presentato i contenuti di un nuovo "libro bianco" scritto di suo pugno e pubblicato oggi, in cui si spiega in dettaglio come un contratto smart sulla blockchain di ethereum, sviluppato da Intesa Innovation, Banca IMI e dala startup Oraclize, potrebbe rendere impossibile l’insolvenza di qualsiasi controparte e far calare significativamente i rischi di controversie legali.

Morini ha inoltre rivelato i dettagli di altri due progetti in corso, che ritiene possano ispirare modelli di derivati completamente nuovi usando bitcoin ed ethereum.

"Abbiamo cercato di sviluppare" ha chiarito poi, "un modello di business sfruttando la tecnologia tale che dal punto di vista finanziario funzioni sulla blockchain pubblica, perché le garanzie sono molto più forti di quelle che abbiamo con la tecnologia standard“.

Ma sta crescendo il rischio bolla? 

Nel frattempo, però, mentre con una nuova impennata tra ieri e oggi il bitcoin continua a mantenersi in prossimità dei suoi massimi storici sopra quota 8200 dollari, continua a crescere il fronte degli analisti proccupati che la incontrollata salita dei prezzi degli asset digitali possa finire male.
Mentre lo strategist di Deutsche Bank Ulrich Stephan sconsigliava oggi agli investitori privati tedeschi di esporsi a bitcoin e simili, avvertendo che si tratta di asset puramente speculativi e del tutto privo di regole, un pesante warning sulla bitcoin mania è arrivato soprattutto dagli analisti di Bespoke Investment Group, che in una nuova nota scrivono di considerare equiparabile quanto sta accadendo nel mercato delle monete digitali alla bolla delle dot-com degli anni novanta del secolo scorso.

“Si sta assistendo a un classico caso di mentalità da gregge che ha portato l'intero settore (delle criptovalute, ndr) in una bolla destinata prima o poi a scoppiare", si legge nel report, che marchia come "una roba ridicula" il sistema delle ICO - delle specie di Offerte pubbliche iniziali per criptovalute senza alcun controllo regolamentare - e fornisce esempi di come anche certi asset del mercato azionario siano stati gonfiati in maniera del tutto ingiustificata dalla febbre da bitcoin.

Il bitcoin "gonfia" anche l'azionario?


Il broker cita i casi di Overstock.com o di Square Inc., due titoli che hanno messo a segno ultimamente grandi guadagni non per i loro risultati aziendali, ma solo perché hanno associato i loro nomi alla tecnologia blockchain

“Overstock.com è una società di e-commerce il cui titolo era crollato dai 72 dollari nel 2004 ai 15 dollari del luglio scorso,", scrivono nella nota.

Se non fosse che “poi è arrivata la notizia che Overstock si stava interessando della blockchain, accettando bitcoin come forma di pagamento sulla sua piattaforma, e avviando un servizio di exchange di criptovalute." Risultato: "Dalla fine di luglio, Overstock ha guadagnato il 278%!”.

Stessa dinamica ha riguardato Square, protagonista di un rialzo del 18% nell'ultima settimana dopo che la società di servizi finanziari ha rivelato mercoledì scorso che consentirà ad alcuni utenti di Square Cash di comprare bitcoin direttamente attraverso una app sullo smartphone.

“Non sappiamo quando l'impazzimento per il bitcoin finirà, ma il modo in cui azioni come Overstock e Square si sono mosse recentemente ci ricorda del modo come le azioni del settore internet si muovevano alla fine degli anni novanta duranta la bolla delle dot-com", è quindi il monito finale degli analisti.

Che chiudono il ragionamento con un paradosso: "se un'azione come Campbell Soup (una famosa azienda dell'industria conserviera, ndr) decidesse di annunciare che sta mettendo tutti i suoi barattoli di zuppe sulla blockchain, probabilmente raddoppierebbe o triplicherebbe la sua capitalizzazione di mercato."

Fonte: News Trend Online

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