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lunedì 30 ottobre 2017

Vigilando con delicatezza... ancora

L’ultima volta il nostro pezzo s’era aperto con le seguenti parole:
Non c’è nulla di più rassicurante, per un investitore, che veder l’indice azionario mondiale MSCI salire inarrestabile, e con “ottima” continuità, verso l’infinito ed oltre.
Poi, però, in settimana accade quel che alcuni [solo per abitudine, ci mancherebbe], ormai, non s’attendono più (una repentina violazione dei supporti giornalieri, N.d.R.) e c’è chi, d’improvviso, prende a veder le streghe ancor prima che sia giunta la notte di Halloween: “E se fosse solo una prova dell’Horror Show che ci hanno riservato per i prossimi giorni?…”
E pensar che proprio noi, invece, solo qualche giorno fa s’era scritto:
Nella sua ascesa, l’MSCI WORLD è accompagnato dagli algoritmi del passato, quelli ancor legati al “vecchio mondo” (per intenderci), un mondo il cui ciclo di lunghissimo periodo (potremmo quasi parlar di ciclo secolare, seppur frammentato, nel caso) parrebbe ormai prossimo a veder luce divina, dopo aver trascorso gli ultimi anni, suo malgrado, sotto la propria linea dello zero.

L’esito, in realtà, è del tutto scontato perché la sua Inerzia, ormai, non potrà più invertir la rotta al ciclo: questione di poche settimane, insomma, e lo vedremo (finalmente!) varcar la soglia del “fine-apnea”.
Orbene, a dispetto del suo Impulso (“l’abbrivio”), l’Inerzia del Vecchio Mondo è giunta infine a far carezze alla propria linea dello zero e, seppure d’un nonnulla, la violerà proprio quando le streghe di Halloween prenderanno a volar sulle nostre teste.

Al che, almeno per noi, varranno le parole scritte a tal proposito l’ultima volta (per l’indubbio peso che il mercato americano ha su un indice come l’MSCI WORLD, la cui costruzione lo costringe a seguir dappresso i primi dieci titoli di Wall Street):
Chi scrive non ha mai creduto ad un possibile “crollo” del mercato americano, ma pensa che, una volta varcata “la sacra linea dello zero” da parte del nostro Argo-ritmo del Vecchio Mondo, proprio quel mercato avrà raggiunto il suo scopo “finale” e, soprattutto, che non riuscirà a trovarne altri (di scopi) che possano dar un senso al suo legittimo incedere: si spegnerà pigramente, insomma, proprio come tutto quel che brucia energia, ma solo fin quando trova qualche buon argomento da bruciare.

E, molto probabilmente, quel momento non è poi così lontano, come qualcuno invece spera o… teme: quando infatti la linea dello zero sarà raggiunta del tutto (questione di poche settimane, come detto), potrebbe iniziare il fatidico conto alla rovescia. Come accade, in fondo, a tutto quel che noi s’è soliti considerar “già vecchio” e che proprio per questo, ci spinge a misurarne il tempo in funzione di “quel che ancor gli resta da vivere” e non più di “quel che ancora potrebbe fare”.
Il vero problema, tuttavia, resta sempre il medesimo: chi dovrebbe raccogliere il testimone, prima che il “vecchio mondo” rischi di lasciarlo cadere a terra, non è per nulla pronto a farlo:
Il “Nuovo Mondo” indubbiamente s’affanna, ma continua a credere che non sia ancor tempo per un crimine che saprebbe, in fondo, di “lesa maestà”.

Continua a crederlo o, più probabilmente, preferisce crederlo, come sovente accade ai pavidi di cuore. Purtroppo per tutti, però, dallo scorso 20 ottobre s’è entrati nell’ultimo 20% di tempo che resta ancor all’anno per morir di se medesimo e le cose si son fatte, ormai, più spesse.
Anche il gioco, a propria volta, è ormai sempre più serio…
Si diceva l’ultima volta:
Chi vincerà il 31 dicembre (“Vecchio” o “Nuovo” Mondo?…), avrà dalla sua le chances per imporsi anche nell’anno successivo o, quanto meno, nella prima parte dello stesso (anche perchè l’abbrivio conquistato si trasformerà comunque, seppur “cautamente”, in morbida Inerzia).

Detto altrimenti: il “bellum” (latino: “guerra”) sta ormai per cominciare. I capitani di ventura, tanto del vecchio quanto del nuovo mondo, smetteranno presto d’affilar le proprie armi per assumerne, invece, l’indegno scopo di far fuori l’altro. Lo scontro, come s’è soliti dir in questi casi, sarà epocale, ma alla fin fine, vedrete, tutti scopriranno d’averci comunque vinto qualcosa.
Per come stanno adesso le cose, tuttavia, lo scontro non parrebbe aver proprio nulla d’eroico: non si vedono, infatti, cavalieri affrontarsi in campo aperto com’autentici paladini della propria causa.

Anzi, il Nuovo Mondo parrebbe quasi giocar a quella Peppa Tencia, in cui vince chi lascia le “carte di cuori” agli avversari: in effetti, il nome francese del gioco, “Sans Coeur”, è di certo più onesto dell’inglese “Hearts”, nome col quale il gioco è invece conosciuto in tutto il Mondo.
Già, ma quale “Mondo”?… Ma il “Vecchio”, suvvia… Proprio quello che, alla fine, perderà la partita per non aver ancor capito che le regole del gioco son ormai cambiate: che il valore delle carte è ormai cambiato. Come spiegar altrimenti, a chi non sa, che nel 2017 il mercato di “un paese sull’orlo della guerra civile” come il Venezuela è riuscito a guadagnare più del 2000%?… Certo, il mercato venezuelano è composto d’una sola decina di titoli e non fa testo, ma il “far testo” è un concetto che appartiene al “vecchio” mondo non al “nuovo”: al “nuovo”, piuttosto, appartiene il “far specie”.

E così “può far specie” che il mercato italiano voli dopo la caduta del governo, che il dollaro scenda dopo il rialzo dei tassi, che i mercati del sudest asiatico prendano a salire, e sempre più convintamente, proprio quando in quell’area i rumori d’una possibile guerra nucleare si fanno più forti: non fa testo, certo ma “fa specie”.
E chissà che un giorno non prenda a far specie anche la Borsa di Madrid, se le cose dovessero andar proprio come nessuno oggi si augura.
Tra una settimana, invece, proveremo a delimitar meglio i luoghi del Vecchio e del Nuovo Mondo: perché, proprio come si diceva l’ultima volta, oltre le semplici apparenze dei mercati, v’è sempre qualcosa in più del solito.
Fonte: News Trend Online

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