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venerdì 13 ottobre 2017

Unicredit: si complica la partita tedesca per Commerzbank


Virano al ribasso in chiusura di ottava le azioni Unicredit, che hanno cominciato a cedere terreno nel pomeriggio dopo una prima parte di seduta poco mossa e per nulla condizionata da alcune notizie sulla controllata austriaca Unicredit Bank Austria e qualche sviluppo della vicenda Commerzbank.
Dopo una breve escursione sotto la parità nelle prime fasi di contrattazioni, il titolo dell'istituto di Piazza Gae Aulenti, che aveva chiuso le contrattazioni di ieri a quota 17,07 euro, si è mantenuto per tutta la giornata in frazionale rialzo, salvo poi arretrare nuovamente intorno alle 15 per attestarsi intorno alle 16 a quota 16,93 euro, in calo dello 0,82% e a fronte di deboli i volumi di scambio: sono circa 6,7 milioni le azioni transitate sul mercato contro una media degli ultimi tre mesi pari a circa 13,4 milioni di pezzi.

Akros conferma il rating neutral

Dall'Austria, è arrivata notizia che la corte costituzionale del Paese transalpino ha rigettato le obiezioni di UniCredit Bank Austria contro la legge del 2016 che aumenta i versamenti dei contributi dei dipendenti al sistema pensionistico pubblico.
Gli analisti di Banca Akros hanno segnalato che la legge, che ha caratteristiche simili a quelle dell'accordo che UniCredit aveva raggiunto con Bank Austria e il Central Works Council a fine 2015, è però "retroattiva, aumentando l'importo da pagare nei confronti dei trasferimenti che si verificano a partire da febbraio 2016 dal 7% al 22,8% dell'ultimo salario pagato al dipendente".
UniCredit Bank Austria, che ha sostenuto l'incostituzionalità della legge per via dei suoi effetti retroattivi e dell'incremento della percentuale richiesta per il trasferimento degli obblighi pensionistici, ha comunque già previsto accantonamenti per i costi più elevati legati alla nuova legge e al tempo stesso ha rivisto gli oneri per il piano di ristrutturazione.
"Non prevediamo, quindi, un ulteriore impatto sul bilancio di Unicredit" scrive Akros, che ha quindi ribadito tanto il rating "neutral" che il target price a 18,80 euro sulle azioni Unicredit. 

Commerzbank è in vendita o no?

Nel frattempo, nuovi sviluppi in Germania hanno riportato in evidenza la vicenda della possibile cessione da parte del governo tedesco della sua quota nel capitale di Commerzbank, rispetto a cui era emerso qualche settimana fa un interesse della stessa Unicredit e della banca francese Bnp Paribas.
Secondo quanto riferisce la stampa tedesca, il governo tedesco non avrebbe però intenzione di liberarsi a breve della sua partecipazione del 15,6% nel capitale dell'istituto francofortese, che ai prezzi attuali rappresenterebbe una perdita per le casse pubbliche.
"Non siamo certamente pronti a vendere, la perdita sarebbe troppo elevata", ha dichiarato un alto funzionario tedesco al quotidiano Die Welt, mentre un portavoce del ministro tedesco delle Finanze ha dichiarato ieri all'agenzia Reuters che un'operazione su Commerzbank dovrebbe svolgersi in un modo "soddisfacente per i contributori tedeschi." 
I commenti ufficiali del governo di Berlino sono arrivati dopo che nei giorni scorsi un altro pretendente si è fatto avanti mostrando un interesse per l'istituto.

In un'intervista al quotidiano finanziario Handelsblatt, il direttore generale di Crédit Agricole, Philippe Brassac, ha dichiarato che nel caso Commerzbank fosse in vendita anche il colosso francese, "essendo una delle realtà bancarie più importanti dell'Eurozona," dovrebbe "certamente analizzare quest'opzione"./inte/marceddu-antonello-piazza-affari-131017/


Fonte: News Trend Online

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