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lunedì 9 ottobre 2017

TRY in caduta libera sulla scia delle tensioni fra USA e Turchia

 
Moneta turca in calo dopo che gli USA sospendono il rilascio di visti
By Yann Quelenn
Fra gli Stati Uniti e la Turchia si stanno intensificando le tensioni. Ieri sera, entrambi i paesi hanno sospeso parzialmente il rilascio dei visti. Un addetto dell’ambasciata USA è stato infatti arrestato con l’accusa di spionaggio a Istanbul. Gli USA e la Turchia hanno dunque deciso di non rilasciare più visti (tranne quelli d’immigrazione) per i viaggiatori turchi.
La coppia USD/TRY è salita parecchio (più del 6%) sulla scia di questa decisione, probabilmente perché si teme un’escalation, raggiungendo il livello massimo da aprile (3,80 TRY per un dollaro). Le relazioni fra la Turchia e gli Stati Uniti stanno volgendo al peggio. Le tensioni geopolitiche sono in forte ascesa. Sullo sfondo, le tensioni si stanno esacerbando perché gli USA sostengono i ribelli curdo-siriani, che la Turchia considera un gruppo terrorista.
Crediamo fermamente che ciò possa far emergere altre tensioni di fondo, dato che la Turchia si avvicina sempre di più alla Russia e all’Iran. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) breve termine, con il risolversi della situazione l’USD/TRY potrebbe comunque rimbalzare al ribasso. Crediamo però che le tensioni globali siano in diffuso aumento e ciò dovrebbe pesare sulla TRY.
La stabilizzazione dell’AUD potrebbe essere passeggera
By Arnaud Masset
Lunedì mattina il dollaro australiano ha tenuto, dopo essere precipitato più dell’1% contro l’USD la settimana scorsa. La pubblicazione di dati economici interni deludenti e di cifre in miglioramento negli USA ha incoraggiato gli investitori a liquidare i lunghi in AUD.
Innanzitutto, la scorsa settimana la banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia, RBA) ha inviato segnali poco chiari. Anche se il governatore Lowe ha ripetuto che la crescita economica è in graduale miglioramento, ha anche rilevato che la recente forza dell’AUD potrebbe frenare sia la crescita economica, sia l’inflazione. Questo è stato il primo colpo per l’aussie. Poi anche le vendite al dettaglio di settembre si sono attestate ben al di sotto delle previsioni medie, contraendosi dello 0,6% m/m a fronte del +0,3% previsto. Questo è stato il secondo colpo.
Giovedì scorso l’AUD/USD ha violato al ribasso la sua fascia mensile, scendendo sotto 0,7787 (minimo 18 luglio) e attualmente scambia intorno a 0,7760. Molto probabilmente i trader continueranno a tagliare i lunghi in AUD, poiché la Fed dovrebbe finalmente tornare ad alzare i tassi e iniziare a ridurre il suo bilancio. Tuttavia, poiché oggi gli USA sono chiusi per la festività del Columbus Day, sarà una seduta al rallentatore con volumi bassi.

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