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martedì 17 ottobre 2017

Super internet: parte l’asta da 2,5 miliardi


REUTERS/Stefano Rellandini
Dopo Milano e Torino tocca a Prato e L’Aquila. Entro il 2020 Open Fiber e Wind Tre porteranno il 5G in Toscana e Abruzzo. Si tratta di una delle tre sperimentazione volute dal ministero dello Sviluppo economico e hanno l’ambizione di portare la connessione super veloce in Italia con il fine di rendere le nostre città sempre più smart city.
Il resto dell’Italia sarà coperto dal 5G grazie alle frequenze messe all’asta, come deciso nell’ultima Legge di Bilancio. “La base d’asta per le frequenze 5G sarà di 2,5 miliardi”, ha detto ieri il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. “Con l’azione di questo governo e del precedente abbiamo portato dal doppino in rame al 5G l’Italia in tre anni”.
La banda larga, anzi larghissima, non significa solo maggiore velocità. Ma anche più servizi a disposizione per gli utenti. Per esempio, la domotica sarà sempre più a portata di casa. Lasciare che l’auto entri da sola nel proprio box o la guida autonoma non saranno più un’utopia. “Il 5G non è solo velocità, ma è una tecnologia che crea un’ecosistema per innovare e portare sul mercato applicazioni e soluzioni in ambiti diversi: telemedicina, education, smart city e realtà aumentata”, ha spiegato il ceo di Wind Tre, Jeffrey Hedberg.
Open Fiber parteciperà all’asta 5G? “E’ uno dei temi che ci stiamo ponendo”, risponde il ceo Tommaso Pompei. Intanto la sperimentazione a Prato e L’Aquila partirà nel 2018 per arrivare a regime nel 2020. A fine anno si comincerà a lavorare per portare la rete. Gli altri due lotti sono stati affidati aVodafone, a Milano e a Tim, Fastweb e Huawei a Bari e Matera.

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