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martedì 3 ottobre 2017

Riprendono gli afflussi verso gli ETP su metalli industriali

 
  • Per la prima volta da quattro settimane gli investimenti negli ETP sui metalli industriali hanno ricominciato a esibire un andamento positivo.
  • Gli investimenti negli ETP sulla robotica hanno toccato i massimi da marzo 2017.
  • Sono proseguiti i deflussi dagli ETP sul greggio a fronte del nuovo cedimento delle quotazioni petrolifere, seguito al breve rialzo di inizio settimana.
Per la prima volta da quattro settimane gli investimenti negli ETP sui metalli industriali hanno ricominciato a esibire un andamento positivo. Ad agosto, dopo aver raggiunto livelli particolarmente elevati, le posizioni nei metalli industriali hanno segnato un’inversione di tendenza che è proseguita sulla scia del calo dei prezzi. Tuttavia, la settimana scorsa le quotazioni della maggior parte dei metalli hanno iniziato a dare segni di ripresa e gli investimenti nel settore hanno ripreso vigore. Il ridimensionamento delle posizioni speculative nel mercato dei future e il calo dei volumi negoziati alla borsa di Shanghai segnalano che l’interesse degli investitori nei confronti delle operazioni basate sul momentum sta scemando. Le posizioni lunghe negli ETP sul rame sono aumentate di 5,0 milioni di USD e quelle sul nichel, metallo che dovrebbe beneficiare dell’espansione della domanda di batterie avanzate, di 4,4 milioni di USD. La settimana scorsa Pechino ha annunciato che entro il 2019 il 10% delle autovetture di nuova produzione dovrà avere emissioni basse o zero, mentre entro il 2020 questa quota salirà al 12%. “Poiché le batterie di prossima generazione conterranno probabilmente una quantità maggiore di nichel, questo metallo sembra destinato a beneficiare dell’aumento della domanda legato alle nuove norme”, ha dichiarato Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securities.
Gli investimenti negli ETP sulla robotica hanno toccato i massimi da marzo 2017. Gli afflussi di 29,1 milioni di USD verso questo settore segnano il nuovo picco dal marzo scorso. Il rendimento del 35% generato da questi strumenti nell’ultimo anno esercita un’indubbia attrattiva sugli investitori. “Sebbene a settembre i titoli tecnologici abbiano perso terreno, il segmento robotica si è mosso in controtendenza, guadagnando oltre il 4%”, ha commentato Siano.
I deflussi dagli ETP sul greggio hanno toccato i massimi da 7 settimane. I prezzi del petrolio hanno ripreso quota verso l’inizio della settimana, dopo il voto a favore dell’indipendenza espresso dai cittadini della regione autonoma del Kurdistan iracheno. Gli investitori hanno monetizzato i profitti ritirando 53,1 milioni di USD dagli ETP lunghi sul petrolio. Sussiste però il rischio che questa regione ricca di giacimenti, che produce oltre mezzo milione di barili al giorno sui 4,5 milioni di barili al giorno della produzione totale irachena, resti isolata dai mercati internazionali a causa del divieto di vendita imposto da Baghdad. La minaccia era stata per lo più ignorata, fino a quando il governo turco non ha prospettato la chiusura dell’oleodotto che trasporta il greggio estratto in questa regione. Lunedì la quotazione del Brent ha toccato i massimi degli ultimi due anni, segnando un’impennata di quasi il 4% durante la seduta giornaliera. Le probabilità che Ankara faccia seguire alle parole i fatti è però modesta, vista la forte dipendenza del paese da questa fonte di petrolio e la difficoltà di trovare fonti alternative a breve termine. “È probabile che il Governo Regionale del Kurdistan (KRG) consideri il voto come un’opportunità per aprire un tavolo negoziale con il governo iracheno in vista di una futura secessione, piuttosto che un’effettiva dichiarazione di indipendenza. Malgrado le affermazioni altisonanti e le esercitazioni militari, le attività di produzione dovrebbero quindi proseguire senza interruzioni”, ha spiegato Siano.
Dopo due settimane di flussi positivi, gli ETP sull’oro hanno accusato deflussi per 13,4 milioni di USD. Dopo la temporanea distrazione fornita dagli sviluppi geopolitici legati alle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, l’attenzione degli investitori sembra essersi riportata sulla politica monetaria. Nell’intervento della settimana scorsa la presidente della Federal Reserve Janet Yellen ha infatti sottolineato i rischi di un inasprimento troppo graduale dei tassi. “Nella precedente settimana i rendimenti dei Treasury decennali erano saliti dal 2,25% al 2,31%, mentre l’indice dell’USD aveva guadagnato lo 0,8%. Venerdì le quotazioni aurifere sono scese a 1.287,91 USD/oncia dai 1.310 USD/oncia di martedì per effetto delle pressioni di vendita innescate dal ribasso dei prezzi”, ha concluso Siano.

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