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lunedì 9 ottobre 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: seduta di venerdì piatta, settimana positiva
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana senza grandi variazioni. Il Dow Jones ha perso lo 0,01%, l'S&P 500 lo 0,11% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,07%.
Nel primo pomeriggio il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che nel mese di settembre i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono diminuiti di 40 mila unita'. Il dato e' inferiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 83 mila impieghi. Rivista al ribasso la rilevazione di agosto a 164 mila impieghi dai 165 mila precedenti.
Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,2%, inferiore alla rilevazione precedente e alle attese (fissate entrambe al +4,4%). Aumenta dello 0,5% il salario orario medio mensile risultando superiore alla rilevazione di agosto pari al +0,2% (consensus +0,3%).
Ad agosto le scorte all'ingrosso hanno fatto segnare un incremento pari allo 0,9%, a fronte di attese pari a +1%. Nel mese di luglio le scorte erano aumentate dell'1% su base mensile.
Negativo il comparto energetico a causa del calo del petrolio.
Tra i titoli in evidenza Costco Wholesale -5,97%. Il colosso della grande distribuzione a discount ha registrato nel quarto trimestre profitti netti in crescita da 779 milioni, pari a 1,77 dollari per azione, a 919 milioni, e 2,08 dollari. I ricavi sono balzati del 15,7% a 42,30 miliardi di dollari, a fronte del progresso del 5,7% delle vendite a perimetro costante (5,8% nei soli Usa) contro il 5,1% stimato da Consensus Metrix.
Oltre le attese anche utili e ricavi: il consensus di Thomson Reuters per infatti per 2,02 dollari e 41,55 miliardi rispettivamente. A deludere, però, è la marginalità lorda, calata di 15 punti base, a causa soprattutto degli investimenti per la fidelizzazione della clientela.
Cree -0,37%. Jp Morgan ha tagliato il rating sul titolo del gruppo specializzato nelle tecnologie Led a underweight da neutral.
Summit Materials -4,2%. Secondo indiscrezioni, il gruppo dei materiali per costruzioni avrebbe preentato una offerta da 3,8 miliardi di dollari per l'acquisto della rivale Ash Grove Cement, finita nel mirino anche dell'irlandese CRH (che ha messo sul piatto 3,5 miliardi di dollari).
Netflix +1,87%. Il titolo della società dei video in streaming ha toccato il nuovo record storico. Walgreens Boots Alliance -4,87%. Secondo la Cnbc, Amazon sarebbe sul punto di entrare nel mercato della distribuzione dei farmaci.
Nell'arco della settimana il Dow Jones ha guadagnato l'1,6%, l'S&P 500 l'1,2% e il Nasdaq Composite l'1,5%.
MERCATI ASIATICI
Shanghai e Shenzhen riaprono in rialzo. Chiuse Tokyo e Seoul
Dopo la chiusura intorno alla parità venerdì per Wall Street (dei tre principali indici Usa in positivo solo il Nasdaq, apprezzatosi dello 0,07%), la settimana inizia di nuovo a mezzo servizio per i mercati asiatici. Contrattazioni ferme a Tokyo per la celebrazione del Taiiku no hi (il Giorno di sport e salute), mentre a Seoul il Kospi non scambia per il Giorno dell’Hangeul (che ricorda la creazione dell’alfabeto coreano nel XV secolo da parte di Sejong il Grande), dopo essere rimasto chiuso per l’intera scorsa ottava per il Chusok, festività di metà autunno legate al calendario lunare.
Riaprono invece le piazze della Cina continentale dopo una settimana di stop per il Guóqìng jie (la festa nazionale che ricorda la fondazione della Repubblica popolare cinese il 1° ottobre 1949) e lo fanno in netto recupero toccando apprezzamenti intorno al 2% in intraday nella prima seduta dopo che la People’s Bank of China ha ridotto il rapporto delle riserve obbligatorie per le banche. A circa un’ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 guadagnano intorno all’1% e all’1,50% rispettivamente. Bene anche lo Shenzhen Composite, in progresso dell’1,30% circa. Sul fronte macroeconomico, l’indice Pmi nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin è crollato a sorpresa ai minimi di due anni in settembre.
Tra le materie prime, petrolio e oro sono in progresso di circa mezzo punto percentuale (il Wti era crollato del 3% venerdì) e a Sydney il settore minerario perde terreno a fronte di una sessione complessivamente positiva per i bancari. In chiusura è dello 0,50% il guadagno dell’S&P/ASX 200. Tra i singoli titoli da segnalare il balzo di circa il 17% di Mantra Group.
Secondo quanto comunicato alle autorità di mercato, l’operatore alberghiero ha ricevuto un’offerta d’acquisto da 1,18 miliardi di dollari australiani (780 milioni di euro) da parte della francese AccorHotels, a premio del 23% rispetto alla chiusura di venerdì. In negativo invece Hong Kong che, a differenza di Shanghai e Shenzhen, settimana scorsa era rimasta chiusa per festività solo nelle giornate di lunedì e giovedì: l’Hang Seng perde circa lo 0,60% (fa peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino di quasi lo 0,80%).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee sopra la parità
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Dax30 di Francoforte lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,1% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,4%. Debole il Ftse100 di Londra (-0,1%) zavorrato dal comparto legato alle risorse di base.
Tra i titoli in evidenza Commerzbank +0,8%. Secondo quanto riporta l’Handesblatt, anche Crédit Agricole (-0,5%) sarebbe interessata alla banca tedesca, se il secondo maggiore istituto del paese fosse effettivamente messo in vendita.
Airbus -1,5%. Il colosso aerospaziale ha comunicato di avere consegnato 55 aerei in settembre, portando a 454 velivoli il totale da inizio anno. Cifra che comporterà una decisa accelerata nel quarto trimestre, se il colosso aerospaziale europeo vorrà rispettare il target di 720 aerei per l’intero 2017 annunciato in precedenza.
Accor +1%. Il gruppo alberghiero ha offerto 1,18 miliardi di dollari australiani (780 milioni di euro) per l'acquisto della rivale Mantra Group.
Kering +1%. Berenberg ha alzato il target price sul titolo del gruppo del lusso a 385 euro da 350 euro.
Sul fronte macroeconomico a luglio la produzione industriale tedesca è rimasta ferma. L'Ufficio di Statistica Destatis ha indicato una variazione positiva del 2,6% ad agosto rispetto al mese precedente. Il dato ha battuto le attese degli analisti che avevano stimato un incremento pari allo 0,7%.
A luglio la produzione industriale era diminuita dello 0,1%.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana positiva in avvio, brilla Mediaset: Ftse Mib +0,31%.

Il Ftse Mib segna +0,31%, il Ftse Italia All-Share +0,30%, il Ftse Italia Mid Cap +0,20%, il Ftse Italia Star +0,25%.
Mercati azionari europei in verde. DAX +0,2%, FTSE 100 invariato, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 +0,8%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1% circa. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,11%, Nasdaq Composite +0,07% (nuovo massimo storico), Dow Jones Industrial -0,01%.
Mercato azionario giapponese chiuso per festività. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a +1,19%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,4% circa.
Mediaset (+5,1%) in netto rialzo grazie alle rivelazioni del fine settimana del Sole 24 Ore. In base a indiscrezioni raccolte dal quotidiano finanziario, sono iniziate le trattative con Vivendi (+0,5%) per risolvere la lite iniziata nell'estate 2016, quando i francesi decisero di non rispettare l'accordo per l'acquisizione della pay tv Mediaset Premium. L'ipotesi di compromesso vede l'ingresso di Mediaset nella joint venture Canal Plus-TIM e la discesa di Vivendi sotto il 10% del capitale del gruppo di Cologno Monzese (ora la quota sfiora il 30%).
In verde Telecom Italia (+0,9%). Il magnate egiziano Naguib Sawiris ha dichiarato in un'intervista al Sole 24 Ore che continua a essere interessato a investire nella compagnia telefonica nonostante il tentativo respinto di alcuni anni fa.
Sawiris ha anche confermato che intende cedere la quota del 69,4% in Dada (+2,2%), ottima azienda ma troppo piccola per il suo gruppo.
Buone performance nel settore lusso/abbigliamento con Yoox Net-A-Porter Group (+1,4%), Tod's (+1%), Salvatore Ferragamo (+1,1%), Brunello Cucinelli (+1,5%), OVS (+0,7%).
TerniEnergia (+3,1% a 0,92 euro) guadagna ulteriore terreno dopo il +7,47% di venerdì in scia alla decisione di Banca IMI che ha avviato la copertura sul titolo con raccomandazione buy e target a 1,15 euro. Stamattina il titolo approfitta del contratto di manutenzione correttiva sottoscritto dalla controllata Softeco Sismat per conto di e-distribuzione SpA, società del Gruppo Enel attiva nel settore della gestione delle reti e delle Smart grid.
Sottotono Atlantia (-0,1% a 27,56 euro) che venerdì scorso ha toccato il nuovo massimo storico a 27,73 euro. Si avvicina il momento decisivo per l'assalto ad Abertis: secondo indiscrezioni già oggi potrebbe arrivare l'ok della CNMV (la Consob spagnola) all'OPAS annunciata in primavera dal gruppo controllato dalla famiglia Benetton. Secondo quanto riferito da Bloomberg invece il via libera potrebbe tardare qualche giorno.
La scorsa settimana il ministro dell'economia spagnolo Luis de Guindos aveva dichiarato che Madrid terrà un atteggiamento neutrale nella disputa per il controllo di Abertis: la spagnola ACS due settimane fa ha confermato di avere allo studio una contro-offerta sul gruppo iberico delle autostrade. Questa mattina però El Confindencial rivela che a fine settembre il ministeri dello sviluppo e dell'energia hanno inviato alla CNMV due lettere in cui invitano l'organismo a non autorizzare l'OPAS di Atlantia in quanto quest'ultima deve prima ottenere l'ok del governo. Se questa ultima indiscrezione dovesse rivelarsi corretta potrebbe creare seri problemi alle ambizioni del gruppo italiano in terra di Spagna.
In rosso Trevi Finanziaria Industriale (-1,8%) dopo che Cerved Rating Agency ha peggiorato il rating della società da B2.1 a C1.1.
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TITOLI DEL GIORNO
Fase delicata per Atlantia che venerdì scorso ha toccato il nuovo massimo storico a 27,73 euro. Si avvicina il momento decisivo per l'assalto ad Abertis: secondo indiscrezioni già oggi potrebbe arrivare l'ok della CNMV (la Consob spagnola) all'OPAS annunciata in primavera dal gruppo controllato dalla famiglia Benetton. Secondo quanto riferito da Bloomberg invece il via libera potrebbe tardare qualche giorno. La scorsa settimana il ministro dell'economia spagnolo Luis de Guindos aveva dichiarato che Madrid terrà un atteggiamento neutrale nella disputa per il controllo di Abertis: la spagnola ACS due settimane fa ha confermato di avere allo studio una contro-offerta sul gruppo iberico delle autostrade. Questa mattina però El Confindencial rivela che a fine settembre il ministeri dello sviluppo e dell'energia hanno inviato alla CNMV due lettere in cui invitano l'organismo a non au torizzare l'OPAS di Atlantia in quanto quest'ultima deve prima ottenere l'ok del governo. Se questa ultima indiscrezione dovesse rivelarsi corretta potrebbe creare seri problemi alle ambizioni del gruppo italiano in terra di Spagna. L'analisi del grafico di Atlantia evidenzia una solida struttura ascendente di lungo periodo: il titolo sembra intenzionato ad alimentare il movimento rialzista verso verso 28,70 circa, con obiettivo successivo in area 31,50 (lato alto del canale dal 2012). Concreti segnali di debolezza, ma solo in ottica di breve termine, alla violazione del minimo di fine settembre a 26,34, con sostegno successivo a 25,90 circa.
Banca Mediolanum è alla quarta seduta consecutiva al ribasso. Sul titolo incombe il rischio di uscita dall'indice Ftse Mib. L'a.d. di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi ha infatti affermato che Pirelli, rientrata in borsa due giorni fa, a dicembre verrà inserita nell'indice Ftse Mib. A farle spazio potrebbe essere, stando alle elaborazioni degli analisti di Mediobanca, proprio Banca Mediolanum. Ottava negativa per il titolo che ha fallito il confronto con gli ostacoli a 7,60, linea che scende dai top di maggio. L’area di oscillazione dei corsi si sta restringendo negli ultimi mesi, segno che la congestione in essere da maggio si avvicina al punto di rottura. L'eventuale superamento di 7,60/7,70 euro invierebbe un forte segnale di ripresa con possibilità di riattivazione della tendenza rialzista di fondo verso il massimo pluriennale del 2015 a 8,4750. Discese sotto 7,12, linea che sale dai mi nimi dello scorso autunno, favorirebbero invece correzioni con primo obiettivo a 7,00 e successivo a 6,70.
Mediaset tenta il rimbalzo nell'ultima seduta dell'ottava. Fervono i lavori sui diritti internazionali della Serie A italiana per la stagione 2018-2021 da parte di Luigi De Siervo, ad di Infront consulente della Lega Serie A e dei rappresentanti di quest’ultima come il direttore generale Marco Brunelli e il subcommissario Paolo Nicoletti. Per quanto riguarda Mediaset, la conclusione di un’intesa sui diritti internazionali potrebbe accelerare i lavori per la gara sui diritti nazionali della Serie A rimasta al palo dopo il flop vistosi a giugno, quando proprio Mediaset aveva boicottato la stessa gara criticando duramente i termini del bando. Le quotazioni del titolo si sono spinte fino a quota 2,932 per poi stabilizzarsi poco al di sopra della chiusura di giovedì a 2,91 euro. Il tentativo di rimbalzo nasce dalla comparsa il 5 ottobre di una candela di tipo "hammer", elemento che indica la presenza di un forte supporto in prossimità dei suoi minimi, posti a 2,85 euro. La tenuta di questi livelli e la rottura di 2,974, massimo del 25 settembre, confermerebbero la ritrovata propensione al rialzo con la prospettiva di vedere ricoperto il gap ribassista del 13 settembre con lato alto a 3,074 euro. Oltre quei livelli attesi movimenti verso 3,18, minimo del 7 luglio, e 3,25, gap del 29 agosto. La violazione di 2,85 potrebbe invece implicare discese non solo fino a 2,79, base del gap rialzista del 13 dicembre, ma anche ribassi più estesi, fino in area 2,45 almeno.
DATI MACRO ATTESI

Lunedì 9 Ottobre 2017

GIA Mercati chiusi per festività;
03:45 CINA Indice Caixin PMI servizi set;
08:00 GER Produzione industriale ago;
10:30 EUR Indice Sentix (fiducia investitori) ott;
15:00 EUR Riunione Eurogruppo.
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HEADLINES
Per Rosengren (Fed) rialzo tassi è necessario per la ripresa
Secondo Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve (Fed) di Boston, l’istituto centrale di Washington deve reagire a un mercato del lavoro Usa “molto stretto” continuando nel rialzo graduale dei tassi d’interesse o il rischio è quello di fermare la ripresa economica. “La gestione prudente dei rischi dovrebbe sostenere la continua graduale rimozione della politica monetaria accomondante al fine di ridurre al minimo il rischio di risultati che possano accorciare prematuramente l’attuale recupero”, ha spiegato Rosengren, considerato uno dei “falchi” della Fed, parlando sabato presso l’International Atlantic Economic Conference a Montreal, in Canada. “La mancata risposta con tassi lasciati in negativo in termini reali potrebbe potenzialmente rischiare di frenare inutilmente la ripresa economica”, ha aggiunto. Rosengren quest’anno non &egr ave; membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie).
Dudley (Fed) vede nuovi rialzi tassi nonostante l’inflazione
William Dudley, president della Federal Reserve Bank (Fed) di New York, ha confermato venerdì la sua fiducia nell’economia Usa, sottolineando come il declino del dollaro e lo scivolamento del tasso di disoccupazione in settembre ai minimi dal febbraio 2001 siano motivi sufficienti per avere una politica monetaria più stretta. “Anche se l’inflazione è attualmente sotto al nostro obiettivo di più lungo termine, ritengo che sia ancora opportuno continuare a rimuovere gradualmente gli allentamenti di politica monetaria”, ha sottolineato venerdì nel corso di una conferenza presso il Council for Economic Education a Brooklyn. Dudley, membro permanente del board della Fed e considerato uno dei più stretti alleati della chairwoman Janet Yellen, ha osservato come le condizioni finanziarie si siano “più ristrette che allentate”, anche se l’isti tuto centrale Usa ha alzato i tassi tre volte in meno di un anno. Per questo, nonostante la bassa inflazione e l’impatto delle recenti calamità naturali sull’economia Usa, Dudley si è detto convinto che la Fed proseguirà con il suo graduale programma di aumenti.
Bullard (Fed) preoccupato da “zelo” nell’aumentare i tassi
James Bullard, president della Federal Reserve (Fed) di St. Louis, si è detto sempre più preoccupato di quanto lo “zelo” dei suoi colleghi nell’aumentare i tassi di interesse, nonostante la debolezza dell’inflazione, costituisca un errore politico che rischi di danneggiare il progresso verso gli obiettivi della Fed. “Se andiamo troppo avanti con questo zelo possiamo spingere al ribasso le aspettative sull’inflazione e questo potrebbe ostacolare la capacità di raggiungere il nostro target”, ha dichiarato venerdì. “Il meeting di dicembre sarà troppo presto per determinare se un recupero dei prezzi si stia concretizzando. Non vedo come potremo avere dati a riguardo. Sono sempre più preoccupato del fatto che potremmo commettere un errore politico”, ha concluso.
Germania: produzione industriale balza avanti ad agosto
Ferma a luglio la produzione industriale tedesca: l'Ufficio di Statistica Destatis ha indicato una variazione positiva del 2,6% ad agosto rispetto al mese precedente. Il dato ha battuto le attese degli analisti che avevano stimato un incremento pari allo 0,7%. A luglio la produzione industriale era diminuita dello 0,1%.
Francia: S&P conferma rating AA/A-1+ con outlook stabile
Standard & Poor’s (S&P) ha confermato venerdì il giudizio AA sul debito sovrano di lungo periodo della Francia (A-1+ su quello di breve) con outlook stabile (l’aveva migliorato da negativo nell’ottobre dello scorso anno), ribadendo fiducia nel fatto che le riforme economiche, di bilancio e strutturali proseguiranno sotto la presidenza di Emmanuel Macron. S&P ha citato “l’economia ricca e diversificata” di Parigi, ma anche la solidità delle sue istituzioni (la cui efficacia è dimostrata dall’influenza della Francia nell’ambiente economico e finanziario “altamente integrato” del’Eurozona). “Riteniamo che l’economia della Francia sia sostenuta dalla sua apertura e resistenza e da una forza lavoro altamente qualificata e produttiva”, ha aggiunto l’agenzia di rating.
Cina: Pmi servizi Markit/Caixin sui minimi di due anni
In settembre il Purchasing Manufacturers' Index (Pmi) nel settore dei servizi in Cina elaborato da Markit/Caixin è crollato a sorpresa ai minimi di due anni. La lettura relativa al mese scorso è infatti per 50,6 punti, contro i 52,7 punti di agosto (51,5 punti in luglio). Il dato, che si confronta con i 53,1 punti del consensus, è il più basso dai 50,2 punti del dicembre 2015. Il Pmi Composite, che raggruppa manifatturiero e servizi, è invece calato in settembre a 51,4 punti dai 52,4 punti di agosto (51,9 punti in luglio).
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