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martedì 31 ottobre 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: Apple continua a correre, gli indici frenano
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in ribasso. Il Dow Jones ha perso 0,36%, l'S&P 500 lo 0,32% e il Nasdaq Composite lo 0,03%.
Sul fronte macroeconomico l'indice PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) a settembre e' risultato in crescita dello 0,1% su base mensile, in linea con le attese e con la rilevazione precedente. Lo stesso indice calcolato rispetto a un anno fa è cresciuto dell'1,3% (consensus +1,3%). La spesa personale è salita dell'1% e i redditi personali sono aumentati dello 0,4%, entrambi in linea con le attese.
Tra i titoli in evidenza Apple +2,25%. Le azioni del gruppo di Cupertino hanno toccato il nuovo massimo storico a 168,07 dollari.
CalAtlantic +21,26%. Il gruppo delle costruzioni Lennar Corporation (-3,9%) ha annunciato l'acquisto della rivale per 9,3 miliardi di dollari attraverso uno scambio azionario (0,885 azioni Lennar per ogni titolo CalAtlantic).
Jc Penney -8,17%. Diversi broker hanno peggiorato la raccomandazione sul titolo della catena di grandi magazzini dopo il profit warning.
Dynegy +5,7%. Il gruppo energetico americano Vistra Energy (-8,42%) ha lanciato una offerta di acquisto sulla rivale Dynegy. La proposta prevede 0,652 azioni Vistra per ogni azione Dynegy, equivalente a 13,24 dollari per azione.
AMD -8,02%. Morgan Stanley ha tagliato il rating sul titolo del gruppo dei semiconduttori a underweight.
Cooper Tire & Rubber -10%. Il produttore di pneumatici ha chiuso il terzo trimestre con un giro d'affari inferiore alle attese a 733,8 milioni di dollari contro i 788,1 milioni del consensus.
General Motor -2,87%. Goldman Sachs ha abbassato il giudizio sul titolo del gruppo automobilistico a sell da neutral.
Merck -6,08%. Il gruppo farmaceutico ha ritirato la domanda per la commercializzazione in Europa del trattamento del cancro ai polmoni Keytruda.
Sprint -9,3%. Secondo indiscrezioni, il progetto di fusione tra l'operatore mobile e la rivale T-Mobile US (-5,35%) potrebbe concludersi con un nulla di fatto.
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata. A Tokyo il Nikkei 225 fermo sulla parità
Seduta contrastata per l’Asia con i dati macroeconomici a guidare i mercati. Riflettori puntati su Pechino, con l’indice Pmi manifatturiero ufficiale della Cina che resta per il quindicesimo mese consecutivo sopra la soglia che separa espansione da contrazione ma rallenta significativamente in ottobre a 51,6 punti dai 52,4 punti di settembre (51,7 punti in agosto), lettura più elevata dall’aprile 2012. Il dato è anche inferiore ai 52,0 punti del consensus del Wall Street Journal.
La Bank of Japan (BoJ), intanto, ha confermato i tassi d’interesse allo 0,10% in negativo e ha anche mantenuto l’aggressivo piano di espansione della base monetaria. La decisione era stata prevista da tutti i 43 economisti che componevano il consensus di Bloomberg. Per Tokyo la giornata è stata altalenante e in chiusura il Nikkei 225 si ferma sulla parità (fa decisamente peggio per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,28%). Netto rialzo invece per Seoul, con il guadagno dello 0,86% registrato dal Kospi. Dietro alla performance il calo delle tensioni tra Corea del Sud e Pechino sul dispiegamento di uno scudo missilistico Usa.
La tendenza frenata è confermata dal marginale guadagno dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che chiude però ottobre in progresso di oltre il 4% nella migliore performance mensile da gennaio: l’indice ha segnato progressi in tutti i mesi dell’anno, nella striscia più lunga dal 2007. In Cina Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 chiudono in progresso dello 0,09% e in flessione dello 0,07% rispettivamente.
Fa decisamente meglio lo Shenzhen Composite che, dopo la perdita dell’1,73% segnata lunedì, si apprezza dello 0,69% al termine degli scambi. Poco mosso Hong Kong: a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni l’Hang Seng limita si muove infatti sulla la parità (peggiore la performance dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino dello 0,20% circa). In precedenza era stato dello 0,17% il declino dell’S&P/ASX 200 di Sydney.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse, Francoforte chiusa
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta senza grandi variazioni. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,1%. Sulla parità il Cac40 di Parigi mentre il Dax30 di Francoforte è chiuso per festività.
Tra i titoli in evidenza BP +3,5%. Il gruppo petrolifero ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel terzo trimestre l'utile netto è raddoppiato a 1,87 miliardi di dollari contro gli 1,58 miliardi del consensus.
Bnp Paribas -3%. La banca francese ha comunicato che nel terzo trimestre i profitti netti sono cresciuti dell’8% a 2,04 miliardi di euro, contro i 2,01 miliardi del consensus di FactSet. Risultato che è stato sostenuto dalla plusvalenza derivante dalla cessione di un pacchetto del 4% nella joint venture indiana Sbi Life. Nei tre mesi i ricavi sono invece calati da 10,59 a 10,39 miliardi.
Airbus +3%. Il gigante aerospaziale ha chiuso il terzo trimestre con un utile operativo adjusted a 697 milioni di euro su ricavi per 14,244 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Ebit a 690 milioni su ricavi per 14,2 miliardi.
WPP -1,5%. Il gruppo pubblicitario ha abbassato le previsioni per l'anno in corso. Nel terzo trimestre le vendite a perimetro costante sono diminuite dell'1,1%.
Ryanair +0,7%. La compagnia low cost ha chiuso il primo semestre con risultati in linea con le attese ed ha confermato l'outlook.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco sotto la parità: Ftse Mib -0,08%.
Il Ftse Mib segna -0,08%, il Ftse Italia All-Share -0,04%, il Ftse Italia Mid Cap +0,27%, il Ftse Italia Star +0,13%.
Mercati azionari europei in verde. Francoforte chiusa per festività, FTSE 100 +0,3%, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 +0,3%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1-0,2 per cento. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 -0,32%, Nasdaq Composite -0,03%, Dow Jones Industrial -0,36%.
Mercato azionario giapponese immobile, indice Nikkei 225 invariato. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha terminato a -0,07%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,32%.
Deboli i bancari: l'indice Ftse Italia Banche segna -0,7%. In rosso Mediobanca (-0,6%), Intesa Sanpaolo (-0,8%), UniCredit (-0,8%), Banca MPS (-0,8%), Bper Banca (-0,6%). L'antitrust ha comminato a due broker di diamanti e ad alcune banche sanzioni per 15,35 milioni di euro per pratiche commerciali fraudolente.
In controtendenza Banco BPM (+0,3%) che, secondo Il Messaggero, oggi dovrebbe siglare l'accordo di bancassurance con Cattolica Assicurazioni (-0,5%). Quest'ultima acquisirà il 60-65 per cento nelle joint venture assicurative di BPM per 1,25-1,30 miliardi di euro. Al contempo la banca pagherà a Unipol e Aviva circa 800 milioni di euro per rilevare le rispettive quote nelle stesse jv.
Lieve correzione per STMicroelectronics (-0,8%) dopo gli ampi progressi delle ultime sedute, quando il titolo aveva sfruttato gli ottimi dati del terzo trimestre 2017 e il rally del settore microchip: l'indice SOX (PHLX Semiconductor Sector Index) ha toccato ieri i livelli più elevati dal 2000 mentre Apple (+2,25% ieri al NASDAQ) ha fatto segnare i massimi storici. Il colosso di Cupertino ha reso noto che l'andamento dei pre-ordini per l'iPhone X è così sorprendente da aver indotto a chiedere ai fornitori di Taiwan di raddoppiare la capacità produttiva. Il nuovo smartphone verrà lanciato il 3 novembre.
Bene i petroliferi con Eni (+0,9%), seguita da Tenaris (+0,4%) e Saipem (+0,5%). Il greggio è stabile a ridosso dei recenti massimi. Il future gennaio sul Brent segna 60,40 $/barile (sui massimi dall'estate 2015), quello dicembre sul WTI 54,00 $/barile (sui massimi da febbraio/marzo).
Fincantieri (+3%) si conferma in ottima forma dopo il +4,63% di ieri. La scorsa settimana in audizione alla Camera l'a.d. Giuseppe Bono ha esaltato l'accordo a tre con le francesi STX e Naval Group: complessivamente si parla di ordini totali per 60 miliardi di euro e 10 miliardi di ricavi all'anno. Il manager ha ricordato che Fincantieri è nella short list per la commessa da 25 miliardi di dollari per 9 fregate della Marina australiana. Possibile anche la partecipazione alla gara canadese da 18 miliardi di euro per 15 navi e a quella per corvette/fregate della Marina brasiliana.
Buon avvio per Trevi Finanziaria Industriale (+2,7%) grazie alla indiscrezioni di MF secondo cui sarebbe stato trovato l'accordo con il pool di 30 banche per lo standstill (moratoria) sul debito da 566 milioni di euro. Il gruppo di Cesena ha ora la possibilità di lavorare al piano di ristrutturazione societaria senza la pressione delle scadenze con gli istituti.
IGD (+2,2%) estende il rally di ieri in scia alla corsa agli acquisti sui titoli del settore immobiliare e tocca il massimo da dicembre 2015. Sono state confermate le indiscrezioni di una settimana fa secondo cui le azioni del comparto potrebbero essere inserite, tramite il Ddl Bilancio 2018, nei panieri degli investimenti consentiti ai PIR (Piani Individuali di Risparmio). Il testo ufficiale della manovra è stato depositato ieri al Senato e inizia oggi in aula e in commissione il suo iter.
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TITOLI DEL GIORNO
Vendite su UniCredit in scia alle indiscrezioni del fine settimana secondo cui la BCE avrebbe chiesto delucidazioni sulla cessione delle sofferenze del progetto Fino a Fortress e a Pimco. Si tratta di ben 17,7 miliardi di euro di npl che dovrebbero essere venduti al 13% del valore lordo. La BCE starebbe indagando proprio su questo ultimo elemento, al fine di verificare che non siano previste commissioni capaci di ridurre il prezzo effettivo e indurre poi UniCredit a effettuare ulteriori accantonamenti. Debole il titolo in avvio di ottava dopo il fallito tentativo di rottura della media mobile a 50 giorni, resistenza a 17,75/17,80. Tale circostanza ha favorito un nuovo dietro front alimentando lo swing che da agosto caratterizza l’andamento dei prezzi confinati tra due linee convergenti, i cui riferimenti si collocano attualmente a 18,18 euro e a 16,75 euro. Il debordo da uno dei due lati potrebbe fo rnire indicazioni utili sulla direzione da prendere. Al rialzo, oltre 18,18 euro, possibile allungo in direzione dei 20/20,50 euro, massimi da agosto 2016. Nella direzione opposta, invece, discese sotto 16,75 lascerebbero spazio a cali verso area 16,38, poi supporto a 15,92, base del gap del 26 giugno e quota pari circa al 50% di ritracciamento del rialzo dal flesso dello scorso aprile.
Ottima performance in avvio di ottava per Fincantieri che tocca i massimi da fine settembre a 1,0330 euro. La scorsa settimana in audizione alla Camera l'a.d. Giuseppe Bono ha esaltato l'accordo a tre con le francesi STX e Naval Group: complessivamente si parla di ordini totali per 60 miliardi di euro e 10 miliardi di ricavi all'anno. Il manager ha ricordato che Fincantieri è nella short list per la commessa da 25 miliardi di dollari per 9 fregate della Marina australiana. Possibile anche la partecipazione alla gara canadese da 18 miliardi di euro per 15 navi e a quella per corvette/fregate della Marina brasiliana. Superando i massimi dell'11 ottobre a 0,999 euro il titolo ha completato il piccolo doppio minimo disegnato in area 0,933/34 a partire dal 5 ottobre. La figura rialzista dovrebbe fornire la base per movimenti almeno fino in area 1,067, target ottenuto proiettando l'ampiezza del doppio minimo verso l 'alto dal punto di rottura. Resistenze successive a 1,1080 e sui massimi di fine settembre a 1,18 euro. Ripiegamenti in area 0,98 non danneggerebbero le prospettive di crescita mentre sotto quei livelli emergerebbe il rischio di un nuovo test del supporto critico di area 0,933/34.
Bel progresso ieri per Immobiliare Grande Distribuzione Siiq (IGD) che ha approfittato della corsa agli acquisti sui titoli del settore immobiliare per toccare il massimo da dicembre 2015. Sono infatti state confermate le indiscrezioni di una settimana fa secondo cui le azioni del comparto potrebbero essere inserite, tramite il Ddl Bilancio 2018, nei panieri degli investimenti consentiti ai PIR (Piani Individuali di Risparmio). Il testo ufficiale della manovra è stato depositato ieri al Senato e inizia oggi in aula e in commissione il suo iter. L'analisi del grafico di IGD evidenzia la solida tendenza ascendente originata dal minimo del novembre 2016, movimento riattivato con il progresso di ieri. Ora il titolo punta ad attaccare il massimo del 1° dicembre 2015 a 1,006 euro, resistenza oltre la quale si aprirebbero spazi di ascesa fin sul picco del giugno 2014 a 1,1061 almeno. Discese sotto 0,91/0,92 antic iperebbero invece un test delle ex resistenze a 0,88/0,98, ora supporti determinanti in ottica di medio periodo.
DATI MACRO ATTESI

Martedì 31 Ottobre 2017

GER Mercati chiusi per festività;
GIA Riunione BoJ;
00:30 GIA Consumi set;
00:30 GIA Tasso di disoccupazione set;
00:50 GIA Produzione industriale preliminare set;
01:01 GB Indice GfK (fiducia consumatori) ott;
03:00 CINA Indice PMI manifatturiero ott;
03:00 CINA Indice PMI non manifatturiero ott;
07:00 GIA Inflazione BoJ set;
07:00 GIA Nuovi cantieri residenziali set;
07:30 GIA Conferenza stampa Kuroda (BoJ);
07:30 FRA PIL preliminare trim3;
08:45 FRA Consumi set;
08:45 FRA Inflazione preliminare ott;
10:00 ITA Tasso di disoccupazione set;
11:00 EUR PIL 1a stima trim3;
11:00 ITA Inflazione preliminare ott;
11:00 EUR Inflazione stima flash ott;
11:00 EUR Tasso di disoccupazione set;
12:00 ITA Indice prezzi alla produzione set;
13:30 USA Indice costo del lavoro trim3;
14:00 USA Indice S&P-Case/Shiller (prezzi abitazioni) ago;
14:45 USA Indice PMI Chicago (manifatturiero) ott;
15:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) ott;
21:30 USA Scorte settimanali petrolio (API).
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HEADLINES
Giappone: tasso disoccupazione stabile al 2,8% in settembre
In settembre il tasso di disoccupazione in Giappone, secondo quanto comunicato dal ministero di Affari interni e Comunicazione nipponico, è rimasto stabile al 2,8% già segnato nei tre mesi precedenti (3,1% in maggio). La lettura, che resta sui minimi dal giugno 1994, è in linea con le attese degli economisti.
Giappone: frenata a sorpresa per la spesa delle famiglie
Frenata a sorpresa in settembre per la spesa delle famiglie in Giappone che, secondo quanto comunicato dal ministero di Affari interni e Comunicazione nipponico, è calata dello 0,3% annuo contro l’incremento dello 0,6% di agosto (in luglio era peggiorata dello 0,2%), che aveva segnato la fine di una precedente striscia di contrazione durata quindici mesi. Il dato si confronta però con il progresso dello 0,6% stimato dagli economisti. Su base mensile la lettura è invece per una crescita dello 0,4% dopo il progresso dello 0,2% di agosto (e la flessione dell’1,9% di luglio) e sopra allo 0,1% del consensus.
Giappone: produzione industriale rallenta meno delle attese
Secondo quanto comunicato su base preliminare dal ministero nipponico di Economia, Commercio e industria, in settembre la produzione industriale è cresciuta in Giappone del 2,5% annuo, in deciso rallentamento rispetto al 5,3% della lettura finale di agosto (4,7% in luglio) ma sopra al 2,0% atteso dagli economisti. Su base mensile si è invece segnato un declino dell’1,1% contro l’incremento del 2,0% di agosto (e il calo dello 0,8% di luglio), anche in questo caso meglio rispetto alla flessione dell’1,6% del consensus.
Giappone: BoJ conferma conferma tassi d’interesse e stimolo
La Bank of Japan (BoJ) ha confermato i tassi d’interesse allo 0,10% in negativo introdotto a sorpresa, con una mossa senza precedenti nel Sol Levante, nel meeting del gennaio 2016. Il board dell’istituto centrale nipponico, ancora con otto voti favorevoli e quello contrario di Goushi Kataoka, ha anche mantenuto l’aggressivo piano di espansione della base monetaria, portato a 80.000 miliardi di yen l’anno (608 miliardi di euro al cambio attuale) nell’ottobre del 2014. La decisione era stata prevista da tutti i 43 economisti che componevano il consensus di Bloomberg. La BoJ, che continuerà ad acquistare titoli di Stato in modo da mantenere intorno allo zero il rendimento dei decennali, ha ribadito che l’economia nipponica prosegue nella sua moderata espansione. Secondo Kataoka l’istituto non sta facendo abbastanza per raggiungere il target d’inflazione del 2% e anzi dovre bbe intraprendere misure aggiuntive nel caso di ulteriori ritardi nell’ottenimento dell’obiettivo. Kataoka, entrato nel board della BoJ lo scorso luglio, ha raccomandato che si punti anche a mantenere sotto allo 0,2% il rendimento dei titoli di Stato a 15 anni.
Cina: Pmi non manifatturiero calato a 54,3 punti in ottobre
Secondo quanto comunicato dalla China Federation of Logistics and Purchasing in collaborazione con l’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, l’indice Pmi non manifatturiero, calcolato prevalentemente su costruzioni e servizi, è calato in Cina in ottobre a 54,3 punti dai 55,4 punti di settembre (53,4 punti in agosto), che erano la lettura più elevata dai 55,5 punti segnati nel maggio 2014.
Gran Bretagna: indice GfK fiducia consumatori scende a -10
Torna a peggiorare la fiducia dei consumatori in Gran Bretagna. Secondo il sondaggio realizzato da GfK (la società di ricerca con base a Norimberga) l’indice si è infatti attestato in ottobre a -10 punti da -9 punti di settembre e tornando ai livelli già segnati in agosto (-12 punti in luglio). Il dato, in linea con il consensus, segna il ventesimo mese consecutivo in territorio negativo.
Disclaimer
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