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lunedì 30 ottobre 2017

Report dei mercati

 Borsa Usa: tecnologici sugli scudi
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo. Le ottime trimestrali dei colossi high tech hanno messo il turbo al Nasdaq Composite (+2,2%) mentre il Dow Jones (+0,14%) ha risentito della caduta di Chevron (-4,17%), Merck (-6,05%) e General Electric (-2,44%). Sopra la parità anche l'S&P 500 (+0,81%).
Sul fronte macroeconomico il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso nota la prima stima preliminare del PIL relativo al terzo trimestre 2017, indicando una variazione annualizzata del 3% dal +3,1% della rilevazione precedente (consensus +2,5%). L'indice dei prezzi al consumo del PIL, che misura il cambiamento di prezzo di tutti i beni e servizi inseriti nel PIL e rappresenta una misura chiave dell'inflazione, è cresciuto del +2,1% t/t (dato annualizzato), superiore alla rilevazione precedente pari all'1% e al consensus (+1,8%). La spesa per i consumi reali è aumentata nel terzo trimestre del 2,4% dal +3,3% della rilevazione del secondo trimestre.
Gli esperti dell'Universita' del Michigan e di Reuters hanno rivisto al ribasso la stima preliminare dell'indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi del mese di ottobre a 90,5 punti in calo dai 95,1 punti di settembre e da 91,3 punti della prima lettura. Le aspettative degli analisti erano fissate su un indice pari a 91,2 punti.
Tra i titoli in evidenza Alphabet +4,26%. La casa madre i Google ha presentato risultati migliori rispetto alle attese. Mountain View ha registrato nel terzo trimestre profitti netti in crescita da 6,33 miliardi, pari a 7,25 dollari per azione, a 6,73 miliardi, e 9,57 dollari. Nei tre mesi i ricavi sono balzati del 20% a 27,77 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era invece per 8,31 dollari di utile e 26,9 miliardi di giro d’affari.
Amazon +13,22%. Il colosso e-commerce ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati dal balzo dei ricavi del 34% a 43,74 miliardi di dollari. Dato che si confronta con i 42,14 miliardi del consensus di Thomson Reuters. Nel trimestre, il primo dalla finalizzazione del takeover di Whole Foods Market, Amazon ha registrato profitti netti per 256 milioni di dollari, pari a 52 centesimi per azione contro gli appena 2 centesimi stimati dagli analisti.
Intel +7,38%. Il numero uno al mondo dei semiconduttori ha presentato risultati relativi al terzo trimestre segnati dal balzo dei profitti netti da 3,38 miliardi di dollari, pari a 69 centesimi per azione, a 4,52 miliardi, e 94 centesimi. L’eps rettificato si è attestato a 1,01 dollari, a fronte di ricavi in crescita da 15,78 a 16,15 miliardi. Il consensus di FactSet era invece per 80 centesimi di utile e 15,72 miliardi di giro d’affari. La società californiana ha anche migliorato l’outlook per l’intero esercizio da 3,00 a 3,25 dollari per quanto riguarda l’eps rettificato e da 61,3 a 62 miliardi per i ricavi (3,01 dollari e 61,39 miliardi il consensus).
JC Penney -14,89%. La catena americana di grandi magazzini ha ridotto sensibilmente la stima sugli utili rettificati 2017 a 0,02-0,08 dollari per azione contro 0,40-0,65 dollari della precedente guidance.
Microsoft +6,41%. L'inventore del sistema operativo Windows ha comunicato risultati relativi al primo trimestre del suo esercizio segnati da profitti netti in crescita da 5,67 miliardi di dollari, pari a 72 centesimi per azione, a 6,58 miliardi, e 84 centesimi. I ricavi sono aumentati del 12% nei tre mesi a 24,5 miliardi di dollari, grazie alla performance delle attività sul cloud (Azure e Office 365 sono cresciute in termini di vendite del 90% e del 42% rispettivamente). Il consensus di FactSet era invece per 71 centesimi di utile e 23,5 miliardi di giro d’affari.
Mattel -8,91%. Il gruppo dei giocattoli ha presentato una trimestrale segnata a sorpresa da un rosso attribuito alla bancarotta di Toys ‘R’ Us. La società californiana ha registrato perdite per 603 milioni, pari a 1,75 dollari per azione, contro i 236 milioni, e 68 centesimi, di profitti del terzo trimestre 2016. Le vendite sono calate nei tre mesi da 1,79 a 1,56 miliardi di dollari. Il consensus di FactSet era invece per 57 centesimi di utile e 1,80 miliardi di giro d’affari. Mattel ha annunciato lo stop allo stacco delle cedole trimestrali.
Tra i titoli a maggiore capitalizzazione in evidenza Apple (+3,58%).
Nell'arco della settimana il Dow Jones ha guadagnato lo 0,45%, l'S&P 500 lo 0,23% e il Nasdaq Composite l'1,09%.
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata: Tokyo sulla parità, Shanghai in netto calo
Dopo la positiva chiusura di Wall Street giovedì al traino del settore tecnologico (il Nasdaq ha chiuso con un balzo del 2,20%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è invece contrastata con performance altalenanti per gran parte dei principali indici della regione: in Cina lo Shanghai Composite ha segnato la più netta perdita intraday per quest’anno. In settimana riflettori puntati sulle banche centrali con il meeting di 30-31 ottobre per il board della Bank of Japan (BoJ).
Mentre è attesa a giorni la scelta del successore della chairwoman della Federal Reserve (Fed) Janet Yellen da parte del presidente Usa Donald Trump, il meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) si terrà invece martedì 31 ottobre e mercoledì 1° novembre: le previsioni del mercato sono per il mantenimento dei tassi d’interesse all’1,25% e un probabile nuovo rialzo invece in dicembre.
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale progresso come lo è per altro lo yen sul biglietto verde (la valuta nipponica resta comunque vicino ai minimi da luglio). Seduta altalenante per la piazza di Tokyo: in chiusura il Nikkei 225 limita il suo guadagno ad appena lo 0,01% (performance uguale ma di segno opposto per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,01%). Sul fronte macroeconomico, secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Economia, Commercio e Industria, le vendite retail sono cresciute in Giappone in settembre del 2,2% annnuo, in accelerazione rispetto all’1,8% di luglio e agosto ma sotto al 2,3% del consensus.
Complessivamente la giornata è positiva per la regione grazie alla spinta dei titoli tecnologici soprattutto a Taiwan e Seoul su aspettative di positive vendite per l’iPhone X (la stessa rivale Samsung Electronics ne beneficia sul listino, per il ruolo di fondamentale fornitore di Apple), come confermato dal guadagno intorno allo 0,50% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. Sul fronte delle materie prime, il petrolio è poco mosso (il Wti aveva segnato un balzo del 2,40% venerdì), mentre è intorno allo 0,20% il declino dell’oro.
E con il rame vicino ai minimi di due settimane, la giornata è contrastata per i minerari a Sydney: alla fine l’S&P/ASX 200 guadagna però lo 0,27% grazie al balzo dei petroliferi e al positivo andamento dei finanziari. Di tutt’altro tenore la seduta delle piazze della Cina continentale. In chiusura Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 perdono lo 0,77% e lo 0,30% rispettivamente. Fa decisamente peggio lo Shenzhen Composite, deprezzatosi dell’1,73% al termine degli scambi.
In negativo anche Hong Kong: a circa un’ora dallo stop alle contrattazioni l’Hang Seng limita però le sue perdite appena sotto la parità (peggiore la performance dell’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in declino dello 0,30% circa). In precedenza era stato invece dello 0,21% l’apprezzamento del Kospi di Seoul.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse, bene Madrid
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana senza grandi variazioni. L'indice Stoxx Europe 600 e il Dax30 di Francoforte sono sostanzialmente piatti mentre il Cac40 di Parigi e il Ftse100 di Londra cedono rispettivamente lo 0,1% e lo 0,2%. Bene l'Ibex35 di Madrid (+1,1%) dopo il commissariamento della catalogna.
In Germania, l'Ufficio federale di statistica (Destatis) ha reso noto che nel mese di settembre le Vendite al Dettaglio hanno fatto segnare un incremento dello 0,5% su base mensile, a fronte di attese per un incremento dello 0,7%, ma in crescita dal -0,2% della rilevazione precedente. Su base annuale e in termini reali l'indice e' cresciuto del 4,1% dal +3% del consensus e della rilevazione di agosto.
Tra i titoli in evidenza Hsbc -0,2%. Il gigante del credito ha comunicato per il terzo trimestre il balzo dei profitti prima delle tasse da 843 milioni a 4,62 miliardi di dollari. Performance trainata dalle voci straordinarie, al cui netto e a valute costanti la lettura è infatti per un declino dell’1% a 5,44 miliardi di dollari, comunque sopra ai 5,41 miliardi del consensus.
Akzo Nobel -1,3%. Il produttore di vernici ha avviato trattative per una possibile fusione con la rivale Usa Axalta Coating Systems.
easyJet +1%. La compagnia aerea low cost ha comunicato che rileverà il leasing di circa 25 aerei di Air Berlin per 40 milioni di euro.
Novartis -0,6%. Il colosso farmaceutico ha lanciato una offerta d'acquisto da 3,9 miliardi di dollari sul gruppo specializzato nel settore della medicina nucleare molecolare Advanced Accelerator Applications.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in rialzo con petroliferi e STM: Ftse Mib +0,48%.

Il Ftse Mib segna +0,48%, il Ftse Italia All-Share +0,48%, il Ftse Italia Mid Cap +0,44%, il Ftse Italia Star +0,42%.
Mercati azionari europei incerti. DAX +0,1%, FTSE 100 -0,3%, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 +1,7%.
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,1% circa. Le chiusure dei principali indici nella seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,81% (nuovo massimo storico), Nasdaq Composite +2,20% (nuovo massimo storico), Dow Jones Industrial +0,14%.
Mercato azionario giapponese poco mosso, l'indice Nikkei 225 chiude a +0,01%. Borse cinesi in calo: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha terminato a -0,30%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,36%.
STMicroelectronics (+2,7% a 20,44 euro) si conferma in ottima forma dopo aver raggiunto venerdì scorso il massimo dal 2004 a 20,47 euro. Il titolo approfitta dell'ottima intonazione del settore microchip: venerdì scorso il Nasdaq Composite ha toccato il nuovo massimo storico e l'indice SOX (PHLX Semiconductor Sector Index) ha guadagnato il 2,14% portandosi sui livelli più elevati dal 2000.
Bene i petroliferi con il recupero del greggio: il future gennaio sul Brent segna 60,40 $/barile (massimo dall'estate 2015), quello dicembre sul WTI 54,00 $/barile (massimo da febbraio/marzo). In evidenza Saipem (+2,6%), che conferma la volatilità della scorsa settimana, seguita da Tenaris (+1,2%) ed Eni (+0,4%).
Lieve rialzo per i bancari con l'indice Ftse Italia Banche a +0,3%. In evidenza Mediobanca (+1,3%) che dà continuità al rialzo di venerdì in scia ai dati trimestrali migliori delle attese. Bene anche Banco BPM (+2%): secondo il Sole 24 Ore gli accordi di bancassurance con Cattolica Assicurazioni (-0,1%) potrebbero prevedere l'acquisizione da parte di quest'ultima del 60% di Popolare Vita e Avipop Assicurazioni.
Debole invece UniCredit (-0,6%) in scia alle indiscrezioni del fine settimana secondo cui la BCE avrebbe chiesto delucidazioni sulla cessione delle sofferenze del progetto Fino a Fortress e a Pimco. Si tratta di ben 17,7 miliardi di euro di npl che dovrebbero essere venduti al 13% del valore lordo. La BCE starebbe indagando proprio su questo ultimo elemento, al fine di verificare che non siano previste commissioni capaci di ridurre il prezzo effettivo e indurre poi UniCredit a effettuare ulteriori accantonamenti.
In rosso anche Banca MPS (-0,7%): l'istituto senese ha comunicato che "non essendo ancora intervenuta l’emanazione del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativo all’acquisto da parte dello stesso Ministero delle azioni oggetto di offerta - il periodo di adesione all’offerta non potrà prendere avvio nella giornata di domani (lunedì 30 ottobre 2017)".
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TITOLI DEL GIORNO
Atlantia (-0,86% a 27,67 euro) in lieve calo venerdì dopo il rally della seduta precedente e il record storico a 28,23 euro toccato in avvio della seduta odierna. Poco fa la CNMV (equivalente in Spagna della nostra Consob) ha comunicato di aver ammesso la contro-OPAS di Hochtief (gruppo ACS) su Abertis. La decisione non presuppone alcun orientamento in merito alla concessione dell'autorizzazione dell'offerta. Ieri Reuters ha riferito che, secondo alcune fonti vicine alla situazione, Atlantia migliorerà l'offerta su Abertis ma attende che la CNMV autorizzi la contro-offerta di ACS/Hochtief lanciata la scorsa settimana. L'ok della CNMV è atteso intorno a Natale. Atlantia potrebbe incrementare la quota in contanti dell'OPAS e una delle fonti si è detta certa che la partita si chiuderà positivamente per il gruppo italiano. Dopo una partenza brillante, che ha spinto i corsi s u nuovi record assoluti a 28,23 euro, il titolo ha innescato la retromarcia terminando gli scambi sopra il 50% del corpo della candela precedente, riferimento a 27,57 euro. Sembra quindi scampato il pericolo di formazione di un “dark cloud cover” pattern dall’elevato potenziale ribassista che potrebbe ricondurre i prezzi sui supporti orizzontali a 26,40 circa. Si tratta di riferimenti strategici che dovranno rimanere intatti per scongiurare cali verso area 25. Va comunque osservato come il quadro grafico di fondo resti saldamente impostato al rialzo e una stabilizzazione oltre area 28 potrebbe favorire un allungo verso obiettivi a 28,85 circa, con obiettivo successivo in area 31,50 (lato alto del canale ipotizzabile dal 2012).
Questa settimana potrebbe essere quella decisiva per la definizione di un accordo tra Mediaset e Vivendi sul contenzioso relativo alla pay tv Premium. La Stampa nel fine settimana ha riferito indiscrezioni secondo cui le trattative (di cui erano già circolati rumors nell'ultimo periodo) stanno per accelerare e potrebbero chiudersi a giorni. L'accordo comprenderebbe un risarcimento in contanti a favore del gruppo di Cologno Monzese più una componente in azioni, per un controvalore complessivo compreso tra 400 e 1000 milioni di euro. Recentemente indiscrezioni di stampa hanno riferito che l'avvocato Sergio Erede sta redigendo una bozza di accordo con ipotesi di risarcimento a favore di Mediaset pari a 400 milioni di euro. Secondo altri rumor l'accordo potrebbe comprendere anche l'ingresso di Mediaset nella joint venture tra Canal+ e TIM. L'analisi del grafico di Mediaset evidenzia la correzione dopo il ri mbalzo di tre settimane fa e le difficoltà del titolo nell'alimentare il recupero. Primi segnali positivi al superamento di 3,17 circa ma solo con un vittoria oltre 3,31 i prezzi potrebbero mettere a segno un allungo consistente con primo obiettivo a 3,50 e successivo in area 3,85. L'eventuale violazione di area 3 anticiperebbe invece un pericoloso test degli importanti supporti a 2,85/2,90.
In rialzo venerdì Mediobanca ma in arretramento dai massimi dall'estate 2015 a 9,705 euro toccati in avvio di seduta grazie a dati trimestrali migliori delle attese. Il terzo trimestre 2017 (che corrisponde al primo del bilancio 2017/2018 dell'istituto di Piazzetta Cuccia) si chiude con utile netto in rialzo dell'11,2% a/a a 300,9 milioni di euro contro i 260 milioni del consensus. I ricavi salgono del 13% a/a a 598 milioni e l'utile operativo del 27% a/a a 288 milioni. Il CET1 ratio si attesta al 13,3%, in aumento di 120bps rispetto a un anno fa. Alcuni importanti broker come BofA Merrill Lynch ed Equita hanno confermato le rispettive raccomandazioni di acquisto sul titolo. Anche Fidentiis resta positiva con giudizio "buy" e range di valutazione 10-10,5 euro dopo i risultati superiori alle aspettative. Più prudente invece Kepler Cheuvreux che esprime un rating "hold" con prezzo obiettivo a 9 euro. Targ et analogo per Banca Akros, a 9,20 euro, con rating "neutral". L'a.d. Alberto Nagel ha dichiarato che per quanto riguarda i potenziali effetti negativi dell'addendum della BCE sulle coperture dei crediti deteriorati il gruppo Mediobanca non è preoccupato. Nagel ha aggiunto che l'istituto di Piazzetta Cuccia è disponibile a valutare l'acquisizione di Creditis o anche un eventuale ingresso in partnership. Creditis è attiva nel credito al consumo e fa parte del gruppo Banca Carige. Il titolo dopo il test di quota 9,705 si stabilizza in area 9,35 euro, comunque sempre molto al di sopra della chiusura precedente a quota 9,23. Graficamente è molto rilevante il superamento dei massimi del 12 luglio a 9,17 euro, una resistenza che ha calmierato il rialzo durante quasi tutto il mese di ottobre e che ora è saldamente alle spalle. Quei livelli rappresentavano il lato alto della fase laterale disegnata dai prezzi dai minimi di giugno, trading range che dovrebb e fornire ora la base per movimenti fino in area 10,10 euro. Resistenza successiva a 10,70 euro. Solo discese al di sotto di area 9 farebbe temere un nuovo passaggio verso la base del trading range posta a 8,25 euro circa.
DATI MACRO ATTESI

Lunedì 30 Ottobre 2017

USA Apertura mercati anticipata alle 14:30 fino al 6 Novembre (passaggio a ora legale);
00:50 GIA Vendite al dettaglio set;
08:00 GER Vendite al dettaglio set;
09:00 SPA Inflazione preliminare ott;
09:00 SPA PIL preliminare trim3;
10:30 GB Credito al consumo set;
11:00 EUR Indici fiducia ott;
13:30 USA Redditi e consumi privati set;
13:30 USA Inflazione PCE set;
14:00 GER Inflazione preliminare ott.
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HEADLINES
Russia: Banca centrale taglia ancora i tassi fino all’8,25%
La Banca centrale di Russia, come previsto dagli economisti, ha tagliato venerdì i tassi d’interesse di 25 punti base all’8,25% dopo averli ridotti di 50 punti in settembre. Si tratta del quinto taglio realizzato quest’anno dopo i 25 punti di marzo, i 50 di aprile e ancora i 25 punti di giugno. “I rischi di medio periodo per un’inflazione che superi i target sono superiori a quelli di una variazione al ribasso”, ha spiegato l’istituto centrale di Mosca. “Sulla base di questo la transizione della Banca di Russia da una politica monetaria moderata a una neutra è graduale. Il board lascia aperta la possibilità di un’ulteriore riduzione dei tassi nei prossimi meeting“, ha concluso
Gran Bretagna: Moody's e Fitch confermano rating in doppia A
S&P Global Ratings e Fitch Ratings hanno confermato entrambe venerdì il giudizio in doppia A della Gran Bretagna, dopo che a fine settembre Moody's Investors Service (Moody’s) aveva ridotto la sua valutazione sul debito di lungo periodo di Londra da Aa1 ad Aa2. Le due agenzie di rating hanno però motivato l’outlook negativo sul Paese europeo con le incertezze legate alla Brexit. “La Brexit continua a rappresentare un rischio significativo per la performance economica del Regno Unito e soprattutto per il suo ampio settore finanziario”, hanno spiegato gli analisti di S&P, come riporta il Financial Times. “La complessità delle tematiche, la portata degli interessi nazionali in gioco, la mancanza di una posizione chiara della Gran Bretagna, la presa di posizione negoziale della Ue e il tempo limitato renderanno impegnativo” per Londra assicurarsi un accordo favore vole, ha invece sottolineato Fitch.
Giappone: crescita vendite retail sale al 2,2% in settembre
Vendite retail in Giappone ancora sotto le attese ma per l’undicesimo mese consecutivo in crescita dopo una striscia di contrazione durata nove. Secondo quanto comunicato dal ministero nipponico di Economia, Commercio e Industria, le vendite al dettaglio sono infatti cresciute in settembre del 2,2% annnuo, in accelerazione rispetto all’1,8% di luglio e agosto (dato quest’ultimo rivisto al ribasso dall’1,9%) e sotto al 2,3% del consensus. Su base mensile rettificata stagionalmente la lettura è invece per un progresso dello 0,8% dopo il declino dell’1,8% di agosto (in luglio l’incremento era stato dell’1,1% di luglio) e in linea con le attese degli economisti.
In settimana il nuovo capo della Fed. Powell in prima fila
In settimana il presidente Usa Donald Trump svelerà la sua scelta per il successore della chairwoman della Federal Reserve (Fed) Janet Yellen, il cui mandato scadrà in febbraio. Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha confermato venerdì che l’annuncio arriverà nei prossimi giorni. Fonti citate dal Wall Street Journal hanno poi dato come praticamente certa la nomina di Jerome Powell, dal maggio 2012 membro del Federal Reserve Board of Governors, che da tempo viene considerato il candidato in prima fila, anche se il vicepresidente Mike Pence caldeggerebbe l’economista di Stanford John Taylor.
Finlandia: fiducia consumatori a 23,1 punti in ottobre
Secondo quanto comunicato venerdì da Tilastokeskus (l’ente nazionale di statistica di Helsinki), in ottobre l’indice della fiducia dei consumatori della Finlandia è calato a 23,1 punti dai 23,7 punti di settembre (23,5 punti in agosto). Il dato è basato su un sondaggio condotto tra 2 e 19 ottobre.
Svizzera: Kof Economic Barometer sui massimi dal 2010
Il Kof Swiss Economic Institute ha comunicato che il Kof Economic Barometer, previsione dell'andamento dell'economia della Svizzera nei prossimi 6 mesi, è cresciuto in ottobre a 109,1 punti dai 106,1 punti di settembre (lettura rivista al rialzo dai 105,8 punti comunicati il mese scorso) e dai 104,2 punti di agosto. Il dato, superiore ai 106,5 punti stimati dagli economisti, si attesta sui massimi dal settembre 2010.
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