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venerdì 27 ottobre 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: Dow Jones e S&P 500 in rialzo, settore biotech zavorra il Nasdaq
La Borsa di New York ha chiuso la seduta in ordine sparso. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,31%, l'S&P 500 lo 0,13% mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,11%, zavorrato dal comparto biotech.
Tra i titoli in evidenza Twitter +18,49%. Il sito di microblogging ha pubblicato una trimestrale superiore alle attese. Nel terzo trimestre l'utile per azione adjusted si è attestato a 0,10 dollari su ricavi per 590 milioni. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,06 dollari su ricavi per 587 milioni.
Ford Motor +1,99%. Il gruppo automobilistico ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto in crescita del 63% a 1,56 miliardi di dollari. Escluse le poste straordinarie l'Eps si è attestato a 0,43 dollari, 10 centesimi in più delle attese. Meglio del previsto anche il giro d'affari, cresciuto a 36,5 miliardi da 35,9 miliardi dello stesso periodo di un anno prima e contro i 32,9 miliardi del consensus.
United Parcel Service +0,67%. Il gigante delle spedizioni ha registrato nel terzo trimestre profitti sostanzialmente stabili a 1,26 miliardi di dollari ed in linea con le attese. I ricavi sono invece cresciuti più del previsto a 15,98 miliardi (+7%) contro i 15,63 miliardi del consensus.
ConocoPhillips +2,98%. Il gruppo petrolifero ha annunciato un utile per azione rettificato superiore alle attese a 0,16 dollari (consensus 0,08 dollari) nel terzo trimestre ed ha tagliato gli investimenti 2017 a 4,5 miliardi (-10% rispetto alla precedente guidance).
Aetna +12,72%. Secondo indiscrezioni, il gruppo dell'assicurazione sanitaria sarebbe finito nel mirino di CVS Health.
Sul fronte macroeconomico le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono cresciute meno del previsto a 233 mila unità da 223 mila dell'ottava precedente e le 235 mila del consensus.
A settembre il deficit commerciale è salito a 64,1 miliardi di dollari da 63,3 miliardi di agosto. Gli analisti avevano previsto 64 miliardi.
Nello stesso mese le scorte all'ingrosso sono aumentate dello 0,3% contro il +0,4% del consensus e il +0,9% precedente.
L'indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato una variazione nulla nel mese di settembre dopo il calo del 2,8% rilevato ad agosto. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari allo 0,2% mese su mese. L'indice si è fermato a 106 punti.
Il petrolio ha terminato la sessione sul mercato Nymex a 52,64 dollari al barile (+0,88%), livello più alto degli ultimi sei mesi.
MERCATI ASIATICI
Asia in netto rialzo. A Tokyo il Nikkei 225 guadagna l’1,24%
Dopo il giovedì contrastato di Wall Street (in positivo S&P 500 e Dow Jones Industrial Average, mentre il Nasdaq ha perso lo 0,11%), alla riapertura degli scambi in Asia l’andamento è di generalizzato rialzo, anche in scia alle trimestrali della Corporate Usa, segnate da risultati migliori rispetto alle attese per i colossi tecnologici Alphabet, Amazon.com e Microsoft, andati in rally in after market. Unica eccezione tra i principali indici della regione è Sydney, con l’S&P/ASX 200 che ha perso lo 0,22% in chiusura. Il dollaro australiano è crollato ai minimi da luglio, dopo che la Corte Suprema ha stabilito che cinque parlamentari (compreso il vice primo ministro Barnaby Joyce) sono ineleggibili, visto che hanno la cittadinanza neozelandese. Sentenza che comporta la perdita della maggioranza per la coalizione del premier Malcolm Turnbull. Complessivamente, però, la seduta resta positiva, come confermato dal guadagno intorno a llo 0,30% dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, è in marginale progresso dopo avere guadagnato lo 0,70% giovedì (è di circa l’1% l’apprezzamento nell’ottava). Lo yen perde lo 0,20% nei confronti del biglietto verde e questo aiuta la performance di Tokyo, nonostante il deludente dato sui prezzi al consumo: in settembre, infatti, l’inflazione è rimasta stabile allo 0,7% annuo registrato in agosto. Il dato core (al netto degli alimenti freschi e benchmark su cui la Bank of Japan ha il target del 2%) è parimenti rimasto stabile allo 0,7% annuo del mese precedente. In chiusura il Nikkei 225 guadagna l’1,24% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un netto 0,98%). Deciso rialzo anche per Seoul, con il Kospi che guadagna lo 0,80% circa.
A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 guadagnano intorno allo 0,10% e allo 0,40% rispettivamente. In controtendenza invece lo Shenzhen Composite, in flessione dello 0,30% circa. Sul fronte macroeconomico, i profitti del settore industriale sono cresciuti in Cina del 27,7% in settembre su base annua, in ulteriore accelerazione rispetto al già netto balzo del 24,0% di agosto (16,5% l’incremento registrato in luglio). Nei primi nove mesi del 2017 la crescita è invece stata del 22,8% annuo, contro il 21,6% del periodo gennaio-agosto (21,2% in gennaio-luglio). Positiva la seduta anche per Hong Kong: l’Hang Seng guadagna infatti oltre lo 0,70% (e fa decisamente meglio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in rialzo dell’1,60% circa).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee positive
Le principali Borse europee hanno aperto l'ultima seduta della settimana in rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,3%, il Dax30 di Francoforte lo 0,5%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,2%.
Sul fronte macroeconomico l'Ufficio Federale di Statistica Destatis ha reso noto che i prezzi alle importazioni in Germania nel mese di settembre sono cresciuti dello 0,9% su base mensile e sono aumentati del 3% su base annuale, in miglioramento rispetto all'incremento del 2,1% precedente. Le attese degli analisti erano fissate su un incremento mensile pari allo 0,41% e su una crescita del 2,6% su base annua.
In Francia diminuisce ancora la fiducia dei consumatori nelle attività economiche. L'Insee ha comunicato che a ottobre l'indice si e' attestato a 100 punti, in calo di 1 punto rispetto alla rilevazione precedente. L'indice torna sulla media a lungo termine (100 punti).
Tra i titoli in evidenza LafargeHolcim -2,7%. Il gruppo del cemento ha comunicato per il terzo trimestre profitti netti crollati del 59% a 433 milioni di franchi (372 milioni di euro), a causa soprattutto delle dismissioni. Rivista al 5-7% la previsione di crescita dell’utile operativo rettificato nell’intero esercizio (contro precedenti stime per un progresso in doppia cifra),
Linde +2,5%. Il produttore di gas industriali ha chiuso il terzo trimestre con un Ebitda in crescita del 3% a 1,03 miliardi di euro contro gli 1,02 miliardi del consensus.
Ubs +1%. La banca svizzera ha comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati dal progresso del 14% dei profitti netti da 827 a 946 milioni di franchi (da 711 a 814 milioni di euro). L’utile prima delle tasse rettificato è cresciuto del 16% a 1,51 miliardi di franchi (1,29 miliardi di euro), sopra agli 1,29 miliardi (1,11 miliardi di euro) stimati dagli analisti.
Eutelsat -10%. L'operatore satellitare ha peggiorato l'outlook 2017. I ricavi (a perimetro e cambi costanti) sono ora attesi in calo tra l'1% ed il 2% contro un dato stabile previsto in precedenza.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana positiva: Ftse Mib +0,26%.

Il Ftse Mib segna +0,26%, il Ftse Italia All-Share +0,20%, il Ftse Italia Mid Cap -0,05%, il Ftse Italia Star -0,07%.
Mercati azionari europei in rialzo. DAX +0,7%, FTSE 100 +0,3%, CAC 40 +0,6%, IBEX 35 -0,2%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,2-0,4 per cento. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,13%, Nasdaq Composite -0,11%, Dow Jones Industrial +0,31%.
Mercato azionario giapponese in deciso progresso, l'indice Nikkei 225 chiude a +1,24%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,71%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,7% circa.
Avvio debole per Eni (-0,5% a 13,85 euro) che manda in archivio il terzo trimestre del 2017 con risultati in forte miglioramento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie al netto recupero del prezzo del petrolio (+14%, compensato parzialmente dal deprezzamento del 5% del dollaro sull'euro). I dati hanno però deluso le aspettative degli analisti visibili sul sito Internet di Eni. La produzione di idrocarburi è salita a 1,803 milioni di barili (BOE) al giorno da 1,71 un anno fa, ma con attese pari a 1,809. L'utile operativo adjusted è balzato da 258 a 947 milioni di euro contro un consensus a 1100. Il risultato netto adjusted è tornato positivo per 229 milioni di euro dopo la perdita da 484 milioni del terzo trimestre 2016, ma anche in questo caso gli analisti si attendevano un risultato decisamente superiore: 350 milioni di euro.
Bel progresso per Mediobanca (+3,6%) che sale sui massimi dall'estate 2015 grazie a dati trimestrali migliori delle attese. Il terzo trimestre 2017 (che corrisponde al primo del bilancio 2017/2018 dell'istituto di Piazzetta Cuccia) si chiude con utile netto in rialzo dell'11,2% a/a a 300,9 milioni di euro contro i 260 milioni del consensus. I ricavi salgono del 13% a/a a 598 milioni e l'utile operativo del 27% a/a a 288 milioni. Il CET1 ratio si attesta al 13,3%, in aumento di 120bps rispetto a un anno fa.
Segni positivi nel settore lusso in scia all'apprezzamento del dollaro. In evidenza Tod's (+1,5%), Moncler (+0,7%), Luxottica (+0,4%). Sottotono Salvatore Ferragamo (-0,5%): Citigroup peggiora il giudizio sul titolo a neutral.
Banca Intermobiliare (+6% a 0,71 euro) estende il rimbalzo di ieri (+17,34%) dopo il -40% circa accusato due giorni fa in scia all'annuncio da parte di Veneto Banca in liquidazione della vendita ad Attestor del 68,807% di Bim (un ulteriore 2,606% sarà ceduto al verificarsi di determinati eventi), per complessivi 24 milioni di euro circa. Il prezzo di vendita iniziale è pari a 0,22411 euro per azione, cui sarà sommato un eventuale earn-out.
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TITOLI DEL GIORNO
Molto bene ieri Campari (+3,32% a 6,68 euro): il titolo tocca il nuovo massimo storico a 6,6850 euro, approfittando ancora delle voci di mercato della scorsa settimana secondo cui un broker italiano prevede buoni risultati per il terzo trimestre. Il cda per l'approvazione dei conti al 30 settembre è in programma il 7 novembre. Si segnalano nel settore wines&spirits le buone performance di Remy Cointreau (+2,2%), Diageo (+1%), Pernod Ricard (+0,5%). La notizia mette il turbo alle quotazioni che superano i precedenti massimi a 6,665 euro e registrano nuovi record a quota 6,685 euro. Il titolo appare ben posizionato per estendere il movimento verso area 6,85 euro, target ottenuto proiettando l’ampiezza della fase di consolidamento disegnata dai top di giugno, con obiettivo di medio/lungo periodo in area 7, lato superiore di un canale che contiene le oscillazioni dai minimi del 2015. Discese sotto 6,34 circa costringerebbero invece a rinviare tali a ttese prospettando un riavvicinamento al supporto offerto a 6,20 circa dalla media mobile a 100 giorni.
Eni manda in archivio il terzo trimestre del 2017 con risultati in forte miglioramento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie al netto recupero del prezzo del petrolio (+14%, compensato parzialmente dal deprezzamento del 5% del dollaro sull'euro). I dati hanno però deluso le aspettative degli analisti visibili sul sito Internet di Eni. La produzione di idrocarburi è salita a 1,803 milioni di barili (BOE) al giorno da 1,71 un anno fa, ma con attese pari a 1,809. L'utile operativo adjusted è balzato da 258 a 947 milioni di euro contro un consensus a 1100. Il risultato netto adjusted è tornato positivo per 229 milioni di euro dopo la perdita da 484 milioni del terzo trimestre 2016, ma anche in questo caso gli analisti si attendevano un risultato decisamente superiore: 350 milioni di euro. L'analisi del grafico di Eni evidenzia il recupero partito a inizio agosto e il movimento laterale in essere da circa un mese. Normalmente quest e fasi anticipano la ripresa della tendenza precedentemente in atto (in questo caso rialzista). Conferme in tal senso al superamento di 14,10 euro con primo obiettivo a 14,60 e successivo a 15,15. I deludenti dati trimestrali potrebbero però favorire la violazione del supporto a 13,70 e spingere i prezzi verso 13,45, ultimo sostegno utile a scongiurare l'inversione di tendenza e il ritorno sui minimi estivi allineati a 12,90/13,00. 
Buona performance per Datalogic che si avvicina al recente massimo storico a 32,49 euro (massimo di ieri a 32,42 euro). Il titolo estende il rally della seduta precedente, quando aveva chiuso a 31,27 euro, favorito dai dati preliminari sui ricavi del terzo trimestre 2017: 151,4 milioni di euro con una crescita dell'8,2% rispetto al terzo trimestre 2016 (+10,7% a cambi euro/dollaro costanti). L'a.d. Valentina Volta si è detta fiduciosa di proseguire il "trend di crescita anche per l'ultimo trimestre dell'anno", alla luce del "positivo riscontro avuto dalla clientela sui nuovi prodotti lanciati nel trimestre". Dopo i ricavi preliminari migliori delle attese Equita Sim ha alzato il prezzo obiettivo da 26,1 a 28 euro e ha confermato la raccomandazione "hold". Visione piu' rialzista per Kepler Cheuvreux che esprime un rating "buy" e un prezzo obiettivo a 30 euro. I prezzi hanno forzato il lato alto del canale crescente che parte dai minimi di dicembre 2016 passante a 31,5 0 euro circa. Il target ottenuto con il metodo del raddoppio del canale (al superamento di uno degli estremi della fascia si proietta l'ampiezza stessa del canale dal punto di rottura per ottenere il target successivo del movimento) si colloca a 37,50 euro circa. Resistenze intermedie a 33,70 e 35,20 euro. Solo discese nuovamente al di sotto di 31,30 metterebbero in discussione il segnale di forza appena inviato facendo temere il test a 29,70 della trend line che sale dai minimi di luglio.
DATI MACRO ATTESI
Venerdì 27 Ottobre 2017
01:30 GIA Inflazione set;
08:00 GER Indice prezzi importazioni set;
08:45 FRA Indice fiducia consumatori ott;
09:00 SPA Vendite al dettaglio set;
14:30 USA PIL (1a stima) trim3;
16:00 USA Indice fiducia consumatori (Univ. Michigan) finale ott.
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HEADLINES
Giappone: in settembre inflazione stabile allo 0,7% annuo
Secondo i dati diffusi dal ministero nipponico di Affari Interni e Comunicazione, l'inflazione del Sol Levante è cresciuta in settembre dello 0,7% annuo, in linea con il consensus e con lo stesso tasso registrato in agosto (0,4% l’incremento registrato nei quattro mesi precedenti). Il dato core (al netto degli alimenti freschi e benchmark su cui la Bank of Japan ha il target del 2%) è parimenti rimasto stabile allo 0,7% annuo registrato già in agosto (0,5% in luglio e 0,4% in maggio e giugno), come previsto dagli economisti. Su base mensile inflazione complessiva e core non hanno segnato variazioni (contro il calo dello 0,1% e la lettura invariata rispettivamente di agosto). I prezzi al consumo nella regione di Tokyo, considerata un indicatore fedele per i trend su scala nazionale (la lettura è diffusa un mese prima rispetto a quella complessiva del Giappone), sono invece calati dello 0,2% annuo in ottobre, contro il progresso dello 0,5% di agosto e settembre e l’incremento dello 0,1% stimato dagli economisti. L’inflazione core è invece aumentata dello 0,6% a Tokyo contro lo 0,5% di settembre (0,4% in agosto) e del consensus.
Cina: profitti industriali crescono del 27,7% in settembre
In Cina i profitti del settore industriale, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, sono cresciuti del 27,7% in settembre su base annua, in ulteriore accelerazione rispetto al già netto balzo del 24,0% di agosto (16,5% l’incremento registrato in luglio). Nei primi nove mesi del 2017 la crescita è invece stata del 22,8% annuo, contro il 21,6% del periodo gennaio-agosto (21,2% in gennaio-luglio).
Corea del Sud: fiducia consumatori in recupero in ottobre
Recupero in ottobre per la fiducia dei consumatori della Corea del Sud grazie all’allentarsi delle tensioni tra Washington e Pyongyang. Secondo quanto comunicato dalla Bank of Korea, infatti, nel mese in chiusura l’indice della fiducia dei consumatori è cresciuto a 109,2 punti dai 107,7 punti di settembre (109,9 punti in agosto), che era il livello minimo dallo scorso aprile. L’indice resta ampiamente sopra ai 100 punti, soglia che separa ottimismo da pessimismo, e torna ad avvicinarsi ai massimi dal gennaio 2011 di 111,1 punti segnati in giugno.
Australia: prezzi alla produzione crescono dell’1,6% annuo
Secondo quanto comunicato dal Bureau of Statistics (l’ente di statistica di Canberra), i prezzi alla produzione sono cresciuti in Australia dello 0,2% sequenziale nel terzo trimestre, contro lo 0,5% dei primi due periodi dell’anno e lo 0,4% del consensus. Su base annuale la lettura è per un progresso dell’1,6% contro l’1,7% del secondo trimestre e l’1,3% del primo.
Singapore: disoccupazione cala al 2,1% nel terzo trimestre
Secondo quanto comunicato dal Ministry of Manpower di Singapore, nel terzo trimestre il tasso di disoccupazione nella città-Stato asiatica è calato al 2,1% dal 2,2% registrato nei precedenti tre periodi, che era il livello più elevato dal 2,2% segnato anche nel quarto trimestre 2010. Il tasso di disoccupazione si era attestato al 2,1% anche nel terzo trimestre dello scorso esercizio. 
Amazon in rally dell’8% al Nasdaq. Nuovo record di ricavi
Amazon.com è andata in rally dell’8% in after market al Nasdaq (la seduta di giovedì si era chiusa con una perdita limitata allo 0,05%) dopo avere comunicato risultati relativi al terzo trimestre segnati dal balzo dei ricavi del 34% a 43,74 miliardi di dollari, record assoluto ottenuto per la prima volta al di fuori dei periodi di festività cruciali per il retail (anche se in luglio Amazon ha celebrato con le promozioni del Prime Day i suoi primi vent’anni da società quotata). Dato che si confronta con i 42,14 miliardi del consensus di Thomson Reuters. Nel trimestre, il primo dalla finalizzazione del takeover di Whole Foods Market, Amazon ha registrato profitti netti per 256 milioni di dollari, pari a 52 centesimi per azione contro gli appena 2 centesimi stimati dagli analisti. I ricavi dalle sole attività cloud sono rimbalzati dal 42% annuo ma la trimestrale ha presentato comunque anche note negative: le spese operative sono rimbalza te del 45% annuo, gli utili operativi sono crollati del 40% a 347 milioni di dollari e la marginalità operativa si è attestata allo 0,8% (livello più basso dal settembre 2014). Non abbastanza comunque per deprimere i corsi del titolo, già in progresso di circa il 18% negli ultimi 12 mesi alla chiusura di giovedì.

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