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lunedì 23 ottobre 2017

Report dei mercati




A Wall Street è ancora record
La Borsa di New York ha chiuso l'ultima seduta della settimana in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,71%, l'S&P 500 lo 0,51% e il Nasdaq Composite lo 0,36%. I tre indici hanno aggiornato i record storici.
Sul fronte macroeconomico la National Association of Realtors ha reso noto che a settembre le vendite di abitazioni esistenti sono cresciute inaspettatamente dello 0,7% rispetto ad agosto, a 5,39 milioni di unità da 5,35 milioni di unità precedenti. Il dato è risultato superiore al consensus fissato su un decremento dell'1%. Ad agosto le vendite di case erano diminuite dell'1,7%.
Tra i titoli in evidenza PayPal +5,53%. L’azienda californiana creatrice dell’omonima piattaforma per i pagamenti online ha presentato risultati relativi al terzo trimestre segnati dal balzo del 32% dell’eps rettificato a 46 centesimi di dollaro, contro i 43 centesimi del consensus di Thomson Reuters.
Nei tre mesi i ricavi sono cresciuti del 21,4% a 3,24 miliardi di dollari contro i 3,18 miliardi stimati dagli analisti. Sulla base della positiva performance Paypal ha migliorato da 1,80-1,84 a 1,86-1,88 dollari la stima di utile rettificato nell’intero esercizio. Per l’attuale trimestre, invece, l’outlook è di 50-52 centesimi contro i 51 centesimi previsti dagli analisti.
General Electric +1,02%. La conglomerata industriale ha annunciato un utile per azione adjusted trimestrale inferiore alle attese a 0,29 dollari contro i 49 centesimi del consensus. I ricavi del terzo trimestre sono invece cresciuti più del previsto a 33,47 miliardi.
Procter & Gamble -3,68%. Il gruppo dei beni di consumo ha chiuso il primo trimestre fiscale con un giro d'affari leggermente inferiore alle attese a 16,65 miliardi di dollari contro i 16,7 miliardi del consensus. Meglio del previsto invece l'utile per azione adjusted (1,09 dollari contro gli 1,08 dollari del consensus).
Ncr -10,82%. Il gruppo dei bancomat e dei sistemi di pagamento ha dichiarato di attendersi per il quarto trimestre un eps rettificato di 83-93 centesimi di dollaro, su 1,74-1,79 miliardi di ricavi. Il consensus di FactSet era invece per 1,10 dollari e 1,92 miliardi.
Nell'arco della settimana il Dow Jones ha guadagnato il 2%, l'S&P 500 lo 0,86% e il Nasdaq Composite lo 0,35%.
MERCATI ASIATICI
Tokyo celebra Shinzo Abe e il Nikkei 225 guadagna l’1,11%
La settimana dei mercati asiatici inizia all’insegna del Giappone, dopo che domenica il premier Shinzo Abe ha trionfato nelle elezioni politiche. I liberaldemocratici di Abe, partito conservatore che ha governato il Paese asiatico per gran parte degli ultimi 60 anni, hanno mantenuto i due terzi dei seggi della Camera Bassa del Parlamento nipponico e il premier si candida a diventare il leader con la più lunga carriera nel Dopoguerra in Giappone.
D’altronde, come ricorda Bloomberg, da quando Abe è salito al potere nel dicembre 2012 lo yen si è deprezzato di oltre il 20% e il Nikkei 225 ha quasi raddoppiato il suo valore. E la debolezza della valuta nipponica prosegue, complice il rafforzamento del dollaro su aspettative di una concretizzazione delle promesse di riforme fiscali del presidente Usa Donald Trump, contribuendo al balzo di Tokyo. Il Nikkei 225 chiude in rialzo dell’1,11% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque di un netto 0,84%), consolidandosi sui massimi di venti anni.
Sul fronte macroeconomico, per altro, la lettura relativa ad agosto dell’indice anticipatore del Giappone ha segnato un progresso a 107,2 punti dai 105,2 punti di luglio (105,9 punti in giugno). Il dato è superiore rispetto ai 106,8 punti comunicati su base preliminare ed è la lettura più elevata dai 108,9 punti del febbraio 2014.
Dati macroeconomici in arrivo anche per la Cina, ma di tutt’altro tenore. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, infatti, l’incremento annuo dei prezzi delle case in Cina è stato del 6,3% in settembre in ulteriore arretramento rispetto all’8,3% di agosto (9,7% in luglio) e nella lettura peggiore dal 6,2% dell’aprile 2016. Una frenata del mattone cinese che conferma il primo declino dal marzo 2015 nella vendita di case comunicato settimana scorsa.
A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 si muovono tra alti e bassi intorno alla parità. In progresso, invece, lo Shenzhen Composite, che guadagna circa mezzo punto percentuale. Perde terreno Hong Kong: l’Hang Seng è infatti in flessione intorno allo 0,60% (e l’andamento è sostanzialmente uguale per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).
Complessivamente la seduta per la regione è contrastata, come conferma l’andamento invariato dell’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. A Sydney è dello 0,22% la flessione dell’S&P/ASX 200 in chiusura. Guadagna invece circa lo 0,10% il Kospi di Seoul.
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MERCATI EUROPEI
Borse europee poco mosse
Le principali Borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana senza grandi variazioni. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,2%, il Dax30 di Francoforte lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%. Piatto il Ftse100 di Londra mentre l'Ibex35 di Madrid cede lo 0,2%.
In Spagna il governo di Mariano Rajoy ha deciso di sospendere l'autonomia della Catalogna con l'attivazione dell'articolo 155. Attesa una risposta da parte dei leader separatisti.
Tra i titoli in evidenza Spire +11%. La seconda maggiore compagnia di healthcare di Gran Bretagna ha rifiutato una proposta di takeover da parte di Mediclinic International. Il gruppo ospedaliero sudafricano ha messo sul piatto 150 pence in contanti e 0,232 azioni Mediclinic per ogni azione Spire per una valutazione di quest'ultima di 1,2 miliardi di sterline.
Henkel -0,2%. Il gruppo tedesco dei detersivi, adesivi e detergenti, potrebbe espandere ulteriormente il suo business Usa attraverso acquisizioni. Lo ha dichiarato il Ceo Hans van Bylen in una intervista al Die Welt.
Pearson -0,2%. Secondo quanto riporta il Financial Times, Il gruppo dell'editoria scolastica sarebbe in trattativa avanzata per cedere la catena di scuole di lingue Wall Street English a un consorzio guidato dai private cinesi Baring Private Equity Asia e Citic Capital Holdings.
Philips +0,6%. Il gruppo olandese ha chiuso il terzo trimestre con un Ebita adjusted in crescita del 12% a 532 milioni di euro. Il giro d'affari è aumentato a perimetro costante del 4%. Confermate le stime 2017.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana debole con i bancari: Ftse Mib -0,28%.

Il Ftse Mib segna -0,28%, il Ftse Italia All-Share -0,29%, il Ftse Italia Mid Cap -0,39%, il Ftse Italia Star -0,29%.
Mercati azionari europei in rosso. DAX -0,1%, FTSE 100 -0,1%, CAC 40 -0,1%, IBEX 35 -0,7%.
Future sugli indici azionari americani in lieve ribasso. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,51%, Nasdaq Composite +036%, Dow Jones Industrial +0,71% (nuovi massimi storici per i tre indici).
Mercato azionario giapponese in accelerazione, l'indice Nikkei 225 chiude a +1,11%, sui massimi dal 1996: il premier Shinzo Abe ha trionfato nelle elezioni politiche di ieri. Borse cinesi complessivamente deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,10%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,6% circa.
Bancari in rosso: l'indice Ftse Italia Banche segna -0,7%. Perdono terreno Banco BPM (-1,3%), UBI Banca (-1,6%), Bper Banca (-1%), UniCredit (-0,8%). In controtendenza Banca Carige (+1,1%): le assemblee degli obbligazionisti hanno approvato la "Consent Solicitation" sui bond subordinati, confermando il successo dell'operazione LME. L'operazione resta soggetta all'esito positivo dell'aumento di capitale da 560 milioni di euro che sarà lanciato dalla banca ligure nel mese prossimo.
Sale anche Banca Intermobiliare (+2,7%): prolungato fino al 26 ottobre il periodo di negoziazione in esclusiva tra Veneto Banca in liquidazione e Attestor. Le parti stanno ultimando la documentazione contrattuale con
l’obiettivo di pervenire alla sottoscrizione del contratto di cessione della partecipazione di controllo di Bim entro la metà della prossima settimana.
Fase delicata per Telecom Italia (-0,1%): venerdì il cda ha dato l'ok al term sheet vincolante per la creazione di una joint venture con Canal+. Lo scopo della jv è di "disegnare e realizzare l'offerta di contenuti video premium" che il gruppo offrirà ai propri clienti per accelerare lo sviluppo della connettività in fibra. La joint venture prevede la partecipazione al 60% di Telecom e al 40% di Canal+, con a.d. scelto tra i consiglieri di nomina italiana (3 sui 5 totali del board).
Il cda ha anche esaminato la decisione del governo di avviare le pratiche per l'utilizzo del golden power: gli amministratori condividono le preoccupazioni circa la tutela della sicurezza e difesa nazionale e l'intenzione è di collaborare, fermi restando gli interessi aziendali.
Sembrano quindi smentite le indiscrezioni di stampa di venerdì secondo cui l'azionista di riferimento Vivendi intende ricorrere contro la decisione del governo sul golden power: si sarebbe trattato di una mossa inattesa, soprattutto alla luce dell'esito positivo dell'incontro di giovedì tra il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e il nuovo a.d. di Telecom, Amos Genish.
Ricordiamo anche le dichiarazioni dello stesso Calenda a Repubblica TV: il ministro si è detto favorevole allo scorporo e successiva quotazione in borsa della rete della compagnia telefonica, aggiungendo che, per realizzare l'operazione, l'intervento della Cdp non è necessario.
In verde Tod's (+0,4%), STM (+1%) e gli immobiliari Beni Stabili (+3,4%) e IGD (+1,6%).
Generali (+0,3% a 15,54 euro) in territorio positivo grazie a Jefferies: la raccomandazione migliora da hold a buy, il target sale da 16,80 a 17,70 euro.
Ottimo avvio per Safilo Group (+3,4%) che stamattina ha annunciato di aver siglato con il brand americano Rebecca Minkoff un nuovo accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione mondiale delle collezioni di occhiali da sole e montature da vista. L’accordo avrà durata di sette anni fino al 31 dicembre 2024. La prima collezione di occhiali da sole Rebecca Minkoff sarà lanciata nell’autunno 2018, seguita da una collezione vista nel gennaio 2019.
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TITOLI DEL GIORNO
Sale Leonardo in scia alle parole dell'a.d. Alessandro Profumo nell'intervento al decimo Forum economico Eurasiatico di Verona. Il manager ha evidenziato che circa il 13% del fatturato del gruppo arriva dal mondo eurasiatico e che c'è la necessità di incrementare la presenza internazionale, dato che i mercati nazionali sono ormai diventati molto piccoli. Nell’ultima seduta della settimana, il titolo ha cercato di opporsi alle pressioni ribassiste originate dal mancato superamento dei 16 euro, un ostacolo che già a giugno aveva rispedito al mittente l’attacco dei compratori. Tuttavia, la permanenza sopra la base del canale che sale dai minimi dell’estate 2016, passante da 14,50 circa in corrispondenza dei minimi di giovedì, consentirebbe di accompagnare nuovamente i prezzi al cospetto con la resistenza a 16 euro. Solo il superamento di questo limite significati vo potrebbe anticipare una nuova fase di rialzo diretta verso 18 euro almeno, per il test del lato alto del canale citato e dei massimi toccati nell’agosto del 2008. La violazione di 14,50 e successive discese fino a 14,20 potrebbero invece minare la tenuta dell'uptrend. Sotto 13,90 invece eventuali ribassi assumerebbero connotati preoccupanti.
Fase delicata per Telecom Italia: venerdì il cda ha dato l'ok al term sheet vincolante per la creazione di una joint venture con Canal+. Lo scopo della jv è di "disegnare e realizzare l'offerta di contenuti video premium" che il gruppo offrirà ai propri clienti per accelerare lo sviluppo della connettività in fibra. La joint venture prevede la partecipazione al 60% di Telecom e al 40% di Canal+, con a.d. scelto tra i consiglieri di nomina italiana (3 sui 5 totali del board). Il cda ha anche esaminato la decisione del governo di avviare le pratiche per l'utilizzo del golden power: gli amministratori condividono le preoccupazioni circa la tutela della sicurezza e difesa nazionale e l'intenzione è di collaborare, fermi restando gli interessi aziendali. Sembrano quindi smentite le indiscrezioni di stampa di venerdì secondo cui l'azionista di riferimento Vivendi intende ricorrere contro la decisione del governo sul golden power: si sarebbe trattato di una mossa inattesa, soprattutto alla luce dell'esito positivo dell'incontro di giovedì tra il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e il nuovo a.d. di Telecom, Amos Genish. Ricordiamo anche le dichiarazioni dello stesso Calenda a Repubblica TV: il ministro si è detto favorevole allo scorporo e successiva quotazione in borsa della rete della compagnia telefonica, aggiungendo che, per realizzare l'operazione, l'intervento della Cdp non è necessario. L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia la discesa fino a al test della base del canale ribassista in essere da metà maggio. In caso di rottura decisa di 0,74/0,75 euro il titolo rischierebbe un'accelerazione negativa verso 0,67/0,68, minimi di ottobre/novembre 2016. Durante l'oscillazione delle ultime 2/3 settimane a ridosso del supporto dinamico i prezzi hanno disegnato un potenziale testa e spalle rialzista, pattern ch e verrebbe completato in caso di superamento di 0,7860: probabile a quel punto un recupero verso 0,81/0,82, ostacoli oltre i quali si aprirebbero spazi di ascesa in direzione di 0,86 almeno.
UniCredit prova a recuperare terreno dopo le incertezze delle ultime sedute. Sul titolo si segnalano indiscrezioni relative alla possibile vendita della divisione Credito su Pegno all'austriaca Dorotheum. A metà settimana Ubs aveva alzato il prezzo obiettivo sul titolo da 15 a 18,1 euro, confermando la raccomandazione "neutral". Secondo gli esperti della banca svizzera Unicredit scambia a sconto del 10% sui peer. Il rimbalzo del titolo ha permesso di toccare venerdì un massimo intraday a 17,28 euro, bene al di sopra della chiusura del giorno prima a 16,74 euro. Per quanto estesa la reazione non cancella tuttavia ancora il duplice segnale di debolezza inviato nelle precedenti sedute violando prima a 17,30 la trend line che sale dai minimi di novembre 2016 (ora in transito a 17,60), poi con la discesa al di sotto della media mobile a 100 giorni, a 17,05 circa. Solo oltre area 17,60 verrebbero inviati segn ali in favore del test a 18,15 della linea che scende dal massimo di agosto. Resistenza successiva gli stessi massimi di agosto a 18,38 euro. Sotto i minimi di settembre a 16,38 verrebbero invece inviate ulteriori conferme negative per 15,92, gap del 26 giugno, e 15,10, minimo di giugno.
DATI MACRO ATTESI

Lunedì 23 Ottobre 2017

03:30 CINA Indice prezzi abitazioni set;
12:00 GB Indice CBI (tendenza ordini industriali) ott;
16:00 EUR Indice fiducia consumatori flash ott
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HEADLINES
Singapore: inflazione stabile allo 0,4% annuo in agosto
Secondo quanto emerge dai dati diffusi Monetary Authority (Mas, la Banca centrale) e dal ministero di Commercio e Industria di Singapore, in settembre l’inflazione nella città-Stato asiatica è rimasta stabile allo 0,4% annuo già segnato in agosto (0,6% in luglio) e in linea con le attese degli economisti. Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo è invece rimasto invariato dopo l’incremento dello 0,3% di agosto.
Corea del Sud: prezzi produzione crescono del 3,6% annuo
Secondo quanto comunicato dalla Bank of Korea, in settembre i prezzi alla produzione sono cresciuti in Corea del Sud dello 0,5% sequenziale, come in agosto (0,1% il progresso di luglio), nel terzo mese consecutivo d’espansione. Su base annuale la lettura è invece per un incremento del 3,6% contro il 3,3% di agosto (3,0% in luglio) e il 3,4% stimato dagli economisti. In questo caso si tratta dell’undicesimo mese di fila in crescita.
Giappone: indice anticipatore sui massimi dal febbraio 2014
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio di Gabinetto nipponico, la lettura relativa ad agosto dell’indice anticipatore del Giappone segna un progresso a 107,2 punti dai 105,2 punti di luglio (105,9 punti in giugno). Il dato è superiore rispetto ai 106,8 punti comunicati su base preliminare (e ai 107,1 punti stimati dagli economisti in settembre) ed è la lettura più elevata dai 108,9 punti del febbraio 2014. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell'economia, è parimenti cresciuto a 117,7 punti dai 115,7 punti di luglio (116,8 punti in giugno) e sopra ai 117,6 punti della lettura preliminare
Cina: tasso disoccupazione ai minimi dal 2001 in settembre
Secondo quanto comunicato domenica dal ministero di Risorse umane e Sicurezza sociale di Pechino, a margine del congresso del Partito comunista, la disoccupazione si è attestata in Cina al 3,95% alla fine di settembre, sui minimi di sedici anni. L’ultima volta che il tasso era sceso sotto al 4% era stato infatti nel 2001, quando era stato registrato il 3,6% di media annua. Alla fine del 2016 la lettura era stata del 4,02% dopo che la disoccupazione era rimasta stabile al 4,1% dal 2010 al 2015. La statistica non è considerata però affidabile da molti economisti, visto che Pechino misura solo l’occupazione nelle aree urbane e neppure calcola i milioni di lavoratori immigrati che costituiscono la base della manodopera cinese. Secondo quanto riporta l’agenzia stampa ufficiale Xinhua, il tasso di disoccupazione, stilato in base a un sondaggio, delle 31 maggiori città della Cina era d el 4,83% in settembre, livello più basso dal 2012.
Cina: crescita prezzi delle case ai minimi dall’aprile 2016
Venticinquesimo mese consecutivo di progresso per i prezzi delle case nelle maggiori città della Cina, dopo una striscia negativa che era durata 14 mesi, ma la crescita registrata in settembre è la più bassa dal 6,2% dell’aprile 2016. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica cinese, infatti, l’incremento annuo dei prezzi è stato del 6,3% lo scorso mese in ulteriore arretramento rispetto all’8,3% di agosto (9,7% in luglio). Su base mensile il progresso è invece stato dello 0,2% come in agosto, contro lo 0,4% di luglio. Tra le 70 città monitorate solo 44 hanno registrato incrementi mensili contro le 46 di agosto (56 in luglio). Una frenata del mattone cinese che conferma il primo declino dal marzo 2015 nella vendita di case comunicato settimana scorsa.
Per Mester (Fed) revisioni norme bancarie siano equilibrate
Secondo Loretta Mester, numero uno della Federal Reserve Bank (Fed) di Cleveland, le revisioni delle norme bancarie devono essere equilibrate. Parlando venerdì alla Columbia University, Mester ha enfatizzato come sia necessario che le regole siano cucite su misura del rischio, promuovano la cooperazione transfrontaliera e mirino alla semplicità ma non alla sovrasemplificazione. Le sue dichiarazioni arrivano in risposta alle molteplici prese di posizione al Congresso e, soprattutto, da parte dell’amministrazione del presidente Donald Trump che dipingono le regole imposte in scia alla crisi finanziaria come onerose, capricciose ed eccessivamente complesse. “Per le banche di grandi dimensioni, la combinazione di requisiti patrimoniali basati sul rischio, un rapporto di leva visto come blocco di sicurezza, riserve di liquidità e stress test annuali sono appropriati”, ha sottolineato, facen do eco a quanto già dichiarato da altri rappresentanti della Fed, a partire dalla chairwoman Janet Yellen. Il coordinamento internazionale, ha aggiunto, è altrettanto importante, perché conduce a “regimi normativi più efficaci piuttosto” che limitarsi “al minimo comune denominatore". Mester, che quest’anno non è membro votante del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie), non si è espressa in merito a un nuovo possibile rialzo dei tassi d’interesse entro fine anno.
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