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mercoledì 18 ottobre 2017

Report dei mercati



Borsa Usa: il Dow Jones supera quota 23 mila punti
La Borsa di New York ha chiuso la seduta senza grandi variazioni. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,18%, l'S&P 500 lo 0,07%. Sostanzialmente invariato il Nasdaq Composite (-0,01%). L'indice delle blue chip ha superato per la prima volta la soglia di 23 mila punti per poi chiudere a 22.997,44 punti.
Sul fronte macroeconomico i prezzi alle importazioni sono aumentati dello 0,7% nel mese di settembre dal +0,6% di agosto, risultando superiore alle attese pari a un incremento dello 0,5%. I prezzi alle esportazioni sono cresciuti dello 0,8% su base mensile, risultando superiori al consensus e alla rilevazione precedente, rispettivamente fissate su un incremento dello 0,4% e su un calo dello 0,7%.
La Federal Reserve ha reso noto che nel mese di settembre la Produzione Industriale ha evidenziato una crescita dello 0,3% rispetto al mese precedente. Il dato e' risultato in linea con le attese e in crescita dal -0,7% della rilevazione precedente. Il tasso di utilizzo della capacita' produttiva si e' attestato al 76%, dal +75,8% della rilevazione precedente (rivisto al ribasso dal 76,1%) e inferiore alle attese pari al 76,2%.
L'Indice del Mercato Immobiliare NAHB si e' attestato nel mese di ottobre a 68 punti, dai 64 punti del consensus e della rilevazione precedente.
Tra i titoli in evidenza UnitedHealth +5,55%. Il gruppo dell'assicurazione sanitaria ha chiuso il terzo trimestre con un utile per azione adjusted superiore alle attese a 2,66 dollari contro i 2,56 dollari del consensus. La società ha incrementato la previsione di Eps rettificato per l'intero esercizio a 10 dollari da 9,75-9,90 dollari della precedente guidance. 
Morgan Stanley +0,41%. La banca d'affari ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel terzo trimestre l'utile per azione si è attestato a 0,93 dollari su ricavi per 9,2 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 0,81 dollari su ricavi per 9,02 miliardi.
Johnson & Johnson +3,4%. Il gruppo farmaceutico e dei beni di consumo ha migliorato la guidance 2017 dopo un terzo trimestre più forte del previsto. Per l'intero esercizio in corso la società ora stima un utile per azione adjusted compreso tra 7,25 e 7,30 dollari da 7,12-7,22 dollari previsti in precedenza. Alzata anche la stima sui ricavi a 76,1-76,5 miliardi da 75,8-76,1 miliardi. Nel terzo trimestre l'Eps adjusted si è attestato a 1,90 dollari su ricavi per 19,65 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps a 1,80 dollari su ricavi per 19,29 miliardi.
Netflix -1,58%. Nel terzo trimestre il pioniere dello streaming video ha conquistato 5,3 milioni di nuovi abbonati, contro i 5,2 milioni del precedente periodo, i 3,6 milioni di un anno prima, la guidance di Netflix stessa pari a 4,4 milioni e i 4,5 milioni del consensus di FactSet. Netflix, che alla fine di settembre aveva 109,3 milioni utenti a libello globale, ne ha catturati 850.000 nei soli Usa, contro gli 810.000 attesi dagli analisti (4,45 milioni sui mercati internazionali, contro i 3,69 milioni del consensus). Migliori rispetto alle attese anche utili e ricavi, attestatisi a 37 centesimi per azione e 2,98 miliardi rispettivamente, contro i 32 centesimi e 2,97 miliardi del consensus di Thomson Reuters. Sul titolo, che ha aggiornato il massimo storico, sono scattate le prese di beneficio.
Goldman Sachs -2,64%. Il gruppo finanziario ha chiuso il terzo trimestre con un utile per azione in crescita a 5,02 dollari da 4,88 dollari di un anno prima. Gli analisti avevano previsto un Eps a 4,17 dollari. meglio del previsto anche i ricavi a 8,3 miliardi contro i 7,5 miliardi del consensus. Deludono le attività di trading.
Harley-Davidson +2,02%. I profitti del produttore di motociclette sono calati nel terzo trimestre meno del previsto a 0,40 dollari contro i 39 centesimi del consensus.
MERCATI ASIATICI
Mercati asiatici poco mossi. Il Nikkei 225 guadagna lo 0,13%
Dopo un martedì poco mosso per Wall Street (S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso intorno alla parità, ma il Dow Jones Industrial Average ha sfondato per la prima volta quota 23.000 punti), la tendenza prosegue in Asia, mentre lo sguardo degli investitori è puntato sul congresso del Partito comunista cinese, i cui lavori sono stati avviati dal presidente Xi Jinping. Poco mosso l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che resta comunque sui massimi dal dicembre 2017. Sul fronte valutario, l’andamento è piatto anche per il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci principali monete, e per lo yen. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso con un moderato rialzo dello 0,13% (performance simile per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi di appena lo 0,07%), segnando comunque la dodicesima seduta consecutiva di guadagni. Sul fronte macroeconomico, in settembre il tasso di disoccupazione in Corea del Sud è sceso al 3,4% dal 3,6% registrato in luglio e agosto (3,8% in giugno). Il dato, rettificato su base stagionale, è invece calato al 3,7% dal 3,8% di agosto (3,6% in luglio), in linea con le attese degli economisti e contro il 3,9% del settembre 2016. A Seoul, però, il Kospi si muove sotto la parità.
Tra le materie prime, prosegue l’apprezzamento del petrolio grazie al declino delle scorte Usa e ai timori per l’impatto delle tensioni in Medio Oriente sull’offerta. Poco mosso invece l’oro. A Sydney sono ancora i titoli minerari sotto i riflettori, ma in negativo. I giganti Bhp Billiton e Rio Tinto perdono terreno: il primo dopo la pubblicazione dei dati sulla produzione del terzo trimestre (deludenti quelli relativi al minerale di ferro), il secondo su accuse di frode in arrivo dalla Sec, in relazione alle attività nel carbone del Mozambico. Alla fine l’S&P/ASX 200 riesce a restare in positivo, anche se dello 0,02% appena. A circa un’ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Csi 300 guadagnano intorno 0,20% e allo 0,50% rispettivamente, mentre si muove poco sopra la parità lo Shenzhen Composite. Sotto alla parità, invece, l’Hang Seng di Hong Kong, che perde circa lo 0,10% (andamento oppost o per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso dello 0,40%).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee in leggero rialzo
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in leggero rialzo. L'indice Stoxx Europe 600 guadagna lo 0,1%, il Dax30 di Francoforte lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,1%, il Ftse100 di Londra lo 0,2% e l'Ibex35 di Madrid lo 0,1%.
Tra i titoli in evidenza ASML Holding +0,4%. Il produttore olandese di macchinari per la manifattura di semiconduttori ha comunicato per il terzo trimestre 2017 il progresso delle vendite nette da 1,81 a 2,45 miliardi di euro, contro i 2,20 miliardi del consensus di Reuters. I profitti netti sono cresciuti da 395,9 a 557,1 milioni di euro, anche in questo caso sopra ai 474 milioni attesi dagli analisti.
Akzo Nobel -1,8%. Il produttore di vernici ha chiuso il terzo trimestre con un utile operativo in calo a 383 milioni di euro da 442 milioni di un anno prima. Il dato è anche peggiore rispetto alle attese (consensus 432 milioni).
GL event -5%. L'organizzatore di eventi ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese ed ha peggiorato la guidance 2017.
Zalando -2,5%. Il rivenditore di abbigliamento e accessori su internet prevede di chiudere il terzo trimestre con un ebit adjusted compreso tra -5 e +5 milioni di euro. Nello stesso periodo del 2016 il risultato operativo era stato positivo per 20 milioni.
Reckitt Benckiser -2%. Il gruppo britannico dei beni di largo consumo (con marchi come Durex, Veet o Vanish) ha peggiorato l’outlook per l’intero esercizio, dopo avere comunicato per il terzo trimestre una flessione dei ricavi complessivi dell’1% a perimetro costante, a 3,2 miliardi di sterline (circa 3,6 miliardi di euro), contro il progresso dello 0,5% stimato dagli analisti.
Sainsbury’s -0,4%. Il gruppo della distribuzione ha comunicato l’avvio di un programma di ristrutturazione che riguarderà le divisioni di risorse umane e supporto e comporterà il taglio di fino a 2.000 posti di lavoro, trasferendo fuori dall’azienda attività come la gestione delle buste paga.
APERTURA MERCATO ITALIANO

Borsa italiana in leggero calo: Ftse Mib -0,11%.

Il Ftse Mib segna -0,11%, il Ftse Italia All-Share -0,07%, il Ftse Italia Mid Cap +0,18%, il Ftse Italia Star +0,27%.
Mercati azionari europei in verde. DAX +0,2%, FTSE 100 +0,3%, CAC 40 +0,2%, IBEX 35 -0,3%.
Future sugli indici azionari americani in lieve rialzo. Le chiusure dei principali indici della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,07% (nuovo massimo storico), Nasdaq Composite -0,01%, Dow Jones Industrial +0,18% (nuovo massimo storico).
Mercato azionario giapponese in verde, l'indice Nikkei 225 chiude a +0,13%. Borse cinesi complessivamente positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina a +0,79%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento è invariato.
Bancari in flessione: l'indice Ftse Italia Banche segna -0,4%. Sul comparto non sembra avere particolari effetti l'attacco del PD al governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco: l'indice EURO STOXX Banks segna infatti -0,4%. Deboli Bper Banca (-0,7%), UniCredit (-0,7%), Banca Carige (-1,2%) e Banco BPM (-1%): quest'ultima ieri ha concesso a Cattolica Assicurazioni (-1,3%) un periodo di esclusiva della durata di due settimane finalizzato alla negoziazione e definizione dei termini e delle condizioni del potenziale acquisto da parte della compagnia di una partecipazione di maggioranza rispettivamente in Avipop Assicurazioni e Popolare Vita con l'avvio di una partnership di lungo periodo nel bancassurance Danni e Vita sulla rete ex Banco Popolare.
Deboli anche gli assicurativi e i titoli del settore risparmio gestito. Nel disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 approvato dal governo lunedì scorso è stata inserita un'imposta di bollo del 2 per mille sulle polizze vita a capitale garantito del Ramo 1. In calo Banca Generali (-0,1%), Banca Mediolanum (-0,1%), Vittoria Assicurazioni (-0,8%).
Yoox Net-A-Porter Group (-0,6%) si conferma debole. Ieri il titolo era sceso in scia al dato sui ricavi della britannica Asos (-0,8%), inferiore alle attese degli analisti. Oggi sono in conti di Zalando (-1,9%) ad appesantire il titolo: in base ai dati preliminari nel terzo trimestre il gruppo tedesco ha realizzato un EBIT adjusted nella forchetta -5/+5 milioni di euro, contro i +6 del consensus.
Buon inizio di seduta per Salini Impregilo (+1,1% a 3,46 euro) che si prepara a realizzare un'importante operazione di rifinanziamento del debito a lungo termine per un ammontare complessivo di circa un miliardo di euro. A fine giugno il debito lordo complessivo del gruppo era pari a 2,47 miliardi di euro, mentre l'indebitamento netto si attestava a 785 milioni di euro circa. L'obiettivo dell'operazione di rifinanziamento è quello di "rafforzare ulteriormente la struttura finanziaria del Gruppo riducendo significativamente il costo del debito, estendendo contemporaneamente la durata e portando circa l'80% delle scadenze oltre il 2020". In base ai dati reperibili sul sito di Salini Impregilo, a fine 2016 il debito a medio/lungo termine ammontava a circa 1,7 miliardi di euro, di cui 641 milioni con scadenza 2021, ovvero solo il 38% del totale. Il rifinanziamento, che apporterà quindi un netto cambiamento alla struttura temporale del debito a lungo, avverrà trami te l'emissione di bond con scadenza a 7 anni per 400 milioni di euro circa e l'accensione di linee di credito per 580 milioni.
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TITOLI DEL GIORNO
Yoox Net-A-Porter Group in flessione dopo che la britannica Asos ha archiviato l'esercizio al 31 agosto con utile pre-tasse a 80 milioni di sterline dai 32,7 del precedente e ricavi a +33% a/a a 1,92 miliardi di sterline. Questo ultimo dato ha però deluso il mercato in quanto il consensus degli analisti era per ricavi a 1,94 miliardi. Asos ha iniziato la seduta in rosso a Londra ma ha poi rapidamente recuperato terreno e ora segna +1,8%. Stranamente YNAP non riesce ad accodarsi al recupero della rivale e resta ben al di sotto della parità. Nella prima parte della seduta di martedì il titolo è sceso a testare a 32,50 circa la base della fascia laterale in cui i prezzi si stanno muovendo da alcune settimane. La permanenza sopra questo riferimento permette comunque di conservare intatte le aspettative di crescita che oltre 34,50 si farebbero più concrete e permetterebbero di puntare a obiettivi a 34,89 euro, poi a 36,78 euro, top di dicembre 2015. Segnali di rallentamento giungerebbero invece in caso di ritorno sotto 32,50, preludio a cali verso area 30, quota pari al 38,2% di ritracciamento del rialzo dal flesso di giugno.
Interpump tocca il nuovo massimo storico a 27,82 euro grazie a un report di Kepler Cheuvreux. Gli analisti del broker hanno incrementato il target del titolo da 28,00 a 29,50 euro e confermato la raccomandazione buy. Kepler prevede buoni risultati trimestrali e migliora le stime per il triennio 2017/2019. Il cda per l'esame e l'approvazione dei dati del terzo trimestre è in programma per l'8 novembre. Anche Banca Akros recentemente aveva confermato sul titolo la raccomandazione positiva "accumulate" con prezzo obiettivo a 27,8 euro. I prezzi si sono spinti martedì fino a quota 27,82 euro dopo avere terminato il giorno prima a 26,35 euro. A 27,20 le quotazioni si sono lasciate alle spalle il picco record del 2 giugno, una resistenza che si era dimostrata successivamente solida respingendo gli assalti dei rialzisti a inizio agosto. Tutta la fase laterale degli ultimi mesi diventa ora il trampolino a partire dal quale il rialzo potrebbe estendere almeno fino in a rea 31,50 euro, target ottenuto proiettando verso l'alto la ampiezza della fase laterale stessa dal punto della sua rottura. Oltre quei livelli resistenza a 34 euro. Il ritorno a testare dall'alto il top di maggio a 27,20 o quello di agosto a 26,73 sarebbero da inquadrare come un "return move", una flessione correttiva destinata a lasciare il posto alla ripresa del rialzo verso gli obiettivi indicati. La violazione di area 26,70 potrebbe invece fare temere ribassi più consistenti con obiettivo almeno sui minimi di agosto a 23,52 euro.
Salini Impregilo si prepara a realizzare un'importante operazione di rifinanziamento del debito a lungo termine per un ammontare complessivo di circa un miliardo di euro. A fine giugno il debito lordo complessivo del gruppo era pari a 2,47 miliardi di euro, mentre l'indebitamento netto si attestava a 785 milioni di euro circa. L'obiettivo dell'operazione di rifinanziamento è quello di "rafforzare ulteriormente la struttura finanziaria del Gruppo riducendo significativamente il costo del debito, estendendo contemporaneamente la durata e portando circa l’80% delle scadenze oltre il 2020". In base ai dati reperibili sul sito di Salini Impregilo, a fine 2016 il debito a medio/lungo termine ammontava a circa 1,7 miliardi di euro, di cui 641 milioni con scadenza 2021, ovvero solo il 38% del totale. Il rifinanziamento, che apporterà quindi un netto cambiamento alla struttura temporale del debito a lungo, avverrà tramite l'emissione di bond con scadenza a 7 anni per 400 milioni di euro circa e l'accensione di linee di credito per 580 milioni. L'analisi del grafico di Salini Impregilo evidenzia il rimbalzo dai supporti a 2,80/2,85 euro partito in agosto e l'accelerazione della scorsa settimana, con il titolo sui massimi da maggio 2016. Le quotazioni sono ora in attesa dello spunto capace di allontanarle definitivamente dalle resistenze a 3,40/3,45 e lanciare l'attacco all'ostacolo dinamico rappresentato dalla linea discendente tracciata dal massimo di fine 2013, attualmente in transito per 3,68 circa. Una vittoria su questo riferimento determinerebbe un netto miglioramento del quadro grafico di medio/lungo periodo, prospettando estensioni con primo obiettivo a 3,90 circa. Discese sotto area 3,35 anticiperebbero invece un test delle ex resistenze a 3,15/3,20, ora supporti decisivi per scongiurare un'inversione di tendenza.
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 18 Ottobre 2017
10:10 EUR Intervento Draghi (BCE);
10:30 GB Tasso di disoccupazione ago;
10:30 GB Indice retribuzioni medie ago;
10:30 GB Variazione n° richiedenti sussidi disoccupazione set;
14:30 USA Licenze edilizie set;
14:30 USA Nuovi cantieri residenziali set;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;
20:00 USA Beige Book (Fed).
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HEADLINES
Corea del Sud: disoccupazione scende al 3,4% in settembre
Secondo quanto comunicato da Statistics Korea (l’ente statistico di Seoul), in settembre il tasso di disoccupazione in Corea del Sud è sceso al 3,4% dal 3,6% registrato in luglio e agosto (3,8% in giugno). Il dato, rettificato su base stagionale, è invece calato al 3,7% dal 3,8% di agosto (3,6% in luglio), in linea con le attese degli economisti e contro il 3,9% del settembre 2016.
Corea del Sud: massa monetaria M2 cresce del 4,6% in agosto
Secondo quanto comunicato su base preliminare da Bank of Korea, la massa monetaria M2 di Seoul è cresciuta del 4,6% annuo in agosto, in rallentamento rispetto al progresso del 5,1% registrato in luglio. Su base mensile, la massa monetaria M2 della Corea del Sud è invece cresciuta dello 0,7% in agosto, dopo il declino dello 0,2% del mese precedente. 
La Finlandia studia Ipo da 1,6 miliardi di Altia per il 2018
Secondo quanto riporta Reuters, il governo della Finlandia si prepara a collocare sul listino Altia, società a controllo statale attiva nel settore delle bevande alcoliche. La valutazione di Altia è di circa 1,6 miliardi di euro. Il governo finlandese prevede di mantenere una quota di almeno un terzo del capitale della società nota soprattutto per la produzione di vodka. L’Ipo a Helsinki dovrebbe concretizzarsi entro la fine del 2018. 
Deutsche Bank esclude vendita del retail bancario in Spagna
Deutsche Bank conferma il suo impegno sulle attività in Spagna. “Per porre fine a tutte le speculazioni, confermiamo che rimaniamo impegnati nel nostro business profittevole e di successo in Spagna”, ha dichiarato una portavoce del colosso bancario tedesco al Financial Times, che ricorda come trattative non ufficiali per la vendita della divisione retail iberica fossero in corso da quando lo scorso marzo era stata avviata una revisione strategica delle attività del gruppo, nello stesso periodo in cui veniva realizzato l’aumento di capitale da 8 miliardi di euro. A inizio settembre, El Confidencial aveva riportato che solo il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (Bbva) era interessato all’acquisto, ma aveva offerto 3-400 milioni di euro, contro i 700 milioni che erano la cifra richiesta dai tedeschi. Deutsche Bank, che in Spagna ha 650.000 correntisti e 220 filiali, aveva chiuso in progresso dello 0,96% la seduta di lunedì a Francoforte, cont ro il declino limitato allo 0,07% del Dax. 
La Sec accusa di frode Rio Tinto e l’ex numero uno Albanese
La U.S. Securities and Exchange Commission (Sec, l’autorità di controllo dei mercati finanziari Usa) martedì ha accusato di frode Rio Tinto e gli ex chief Executive Thomas Albanese (che fino allo scorso agosto ricopriva lo stesso incarico in Vedanta Resources) e chief financial officer Guy Elliott. Secondo le accuse il colosso minerario anglo-australiano avrebbe gonfiato il valore degli asset nel carbone in Mozambico, nascondendo informazioni critiche mentre cercava di vendere le attività, acquisite nel 2011 per 3,7 miliardi di dollari da Riversdale Mining e successivamente dismesse per appena 50 milioni. Secondo la Sec Albanese ed Elliott non rispettarono i principi contabili e le politiche aziendali per valutare accuratamente le attività e iscriverle a bilancio. Le pratiche fraudolente proseguirono fino al 2013, quando un altro manager del gruppo individuò le irregolarità, poco prima che Albanese lasciasse il gruppo. Sempre marted& igrave; la Financial Conduct Authority (Fca, regolatore britannico del settore finanziario) aveva invece comunicato di avere raggiunto con Rio Tinto un accordo di patteggiamento, che prevede sanzioni per 27 milioni di sterline (circa 30 milioni di euro), sulle stesse accuse. Rio Tinto, che martedì aveva perso lo 0,23% a Londra, scambia in flessione di circa l’1% a Sydney.
Fed: Powell probabile candidato alla sostituzione di Yellen
Jerome Powell, dal maggio 2012 membro del Federal Reserve Board of Governors, è il candidato preferito alla sostituzione di Janet Yellen, il cui mandato scadrà in febbraio. Dei 40 economisti che hanno preso parte a un sondaggio condotto da Reuters poco più della metà ha indicato Powell, avvocato ed ex investment banker (dal 1997 al 2005 partner in Carlyle Group), come la scelta più probabile di Donald Trump. Dietro di lui, con 13 preferenze, Kevin Warsh, nominato nel 2006 dall’allora presidente Usa George W. Bush nel board della Fed, da cui si è dimesso nel 2011. Alla domanda relativa a chi fosse la scelta ideale per guidare l’istituto centrale di Washington, però, due terzi degli economisti intervistati ha risposto l’attuale chairwoman Yellen.
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