-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

mercoledì 4 ottobre 2017

Putin fa virare al rialzo le quotazioni del petrolio

 
Vladimir Putin fa virare al rialzo le quotazioni del petrolio. 
Intervenuto oggi al Russian Energy Week Forum, una conferenza internazionale sull'efficienza energetica che si svolge da ieri a Mosca, il Presidente russo ha aperto all'ipotesi di un'estensione fino alla fine del 2018 del piano di tagli produttivi a guida Opec partito a gennaio di quest'anno,  dichiarando inoltre che un eventuale prolungamento dell'accordo in vigore, che sottrae al mercato 1,8 milioni di barili al giorno, dovrebbe durare almeno fino al dicembre 2018.
Putin: possibile prolungamento fino a fine 2018
Pur precisando che una decisione definitiva per la sigla di un accordo su nuovi tagli all'output tra i membri dell'Organizzazione dei Paesi Esportatori e gli altri 11 Paesi coinvolti si avrà solo in prossimità della scadenza dell'attuale piano, che sarà valido fino a marzo 2018, Putin ha spiegato che "non esclude" che si possa raggiungere un'intesa entro quella data. "Reagiremo alle condizioni del mercato" ha chiarito, ma “se parliamo di tempistiche," ha aggiunto, "allora si arriverà almeno fino alla fine del 2018".  
Il leader del Cremlino ha inoltre fatto sapere che i nuovi sforzi per riequilibrare il mercato petrolifero saranno tra i temi di discussione del suo incontro di domani con il re saudita Salman, e che Mosca e Riyad mantengono da tempo un "dialogo costante" sull'argomento". 
Greggio in recupero
Le notizie provenienti da Mosca hanno nelle ultime ore innescato un parziale recupero del prezzo della materia prima dopo un avvio di settimana debole.
I futures sul greggio americano West Texas Intermediate scambiano in rialzo dello 0,10% a quota 50,47 dollari al barile. In risalita anche i contratti sul Brent con scadenza dicembre, che vengono fotografati al momento a 56,02 dollari, in rialzo dello 0,02 dopo essere risaliti dai minimi toccati nella sessione di stamane.
I ribassi degli ultimi due giorni erano stati condizionati dai timori che il ritmo della produzione americana, rallentato all'inizio di settembre dall'uragano Harvey, stia registrando una nuova accelerazione con la rimessa in funzione dei siti estrattivi del Golfo del Messico. 
La scorsa settimana, il monitoraggio della compagnia di servizi Baker Hughes aveva mostrato che il numero delle trivelle attive negli Stati Uniti ha ricominciato a crescere per la prima volta negli ultimi due mesi, salendo nella settimana terminata il 29 settembre a 750 unità, in forte aumento rispetto alle 425 unità attive nell'analogo periodo del 2016.
Da tempo gli analisti ritengono che l'Opec dovrà necessariamente programmare altri tagli alla produzione se non vuole che il suo piano per riequilibrare il mercato del greggio sia ostacolato dalla persistente minaccia dello shale oil USA.
Per Dominic Schnider, head of commodities di UBS (Londra: 0QNR.L - notizie) , l'Opec e i suoi alleati dovranno "per necessità" rinnovare il loro patto, perché "tornare ai vecchi schemi" mentre l'offerta di shale Usa continua a crescere "non è un'opzione". 
Altre voci
Che il dialogo sul piano di riequilibrio delle riserve globali di greggio si stia intensificando è d'altra parte segnalato da messaggi provenienti nelle ultime ore da altri Paesi coinvolti nel piano Opec.
Maggiori dettagli sullo stato di avanzamento dei negoziati ha fornito sempre oggi il ministro del Petrolio del Venezula Eulogio del Pino, stando alle cui dichiarazioni la coalizione Opec-non Opec starebbe tentando di coinvolgere nei nuovi accordi un'altra decina di Paesi produttori.
"Abbiamo calcolato tra 10 e 12 Paesi aggiuntivi dal Sudamerica e dall'Africa, e ci aspettiamo di poter includere nell'accordo fino a 40 paesi," ha spiegato il ministro, suggerendo tra l'altro che se crescesse il numero dei produttori disponibili ad addossarsi una quota di tagli si ridurrebbe la necessità di prolungare l'accordo. 
Del Pino ha anche comunicato che la Guinea Equatoriale, altro membro del cartello petrolifero, starebbe cercando di convincere ad unirsi al gruppo altre 7 nazioni africane - tra cui Uganda, Chad e Congo - e che la produzione complessiva dei Paesi sondati è di circa circa 25 milioni di barili al giorno.
Il ministro russo dell'Energia Alexander Novak aveva intanto dichiarato ieri, all'indomani di un viaggio ufficiale di Putin in Turkmenistan, che anche il Paese centroasiatico potrebbe decidere di limitare le estrazioni.
Sempre questa mattina, una nota di ottimismo sul piano di tagli è arrivata anche dal ministro del petrolio iraniano Bijan Zanganeh. "Una estensione del piano di riduzioni produttive" ha dichiarato alla Reuters il rappresentante dell'esecutivo di Teheran, "dipende da decisioni collettive e dal consenso all'interno dell'Opec, ma ritengo che non si siano obiezioni contro la proposta".

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.