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mercoledì 11 ottobre 2017

Piazza Affari è ancora al sicuro per ora. Quando allarmarsi?


 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alberto Maturo, analista tecnico indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.
Dopo aver segnato nuovi massimi dell'anno al di sopra dei 22.800 punti, il Ftse Mib ha avviato una fase correttiva. Come valuta l'attuale scenario del mercato e quali le attese nel breve?
Nell'ultima intervista del 18 settembre, avevo affermato che una volta usciti dal trading range intorno ai 22.000 punti, sicuramente il Ftse Mib si sarebbe spinto a testare i massimi di ottobre/novembre 2015 in area 22.800/22.850.
L'indice si è comportato come da manuale dell'analisi tecnica e al touch della resistenza statica ha visto ripartire le vendite, complice anche una divergenza ribassista presente sul CCI.
Dal grafco si nota una figura che al momento resta rialzista e solo la perdita di area 22.000 farebbe presagire una prosecuzione delle vendite. Al momento non vedo formazioni di reversal pattern per il Ftse Mib, la cui impostazione resta positiva.
Non ci sono segnali preoccupanti per ora e penso che la discesa in atto sia da ricondurre semplicemente a delle prese di beneficio. Solo lo sfondamento con forza di area 22.000 potrebbe far pensare ad una ripartenza short, ma per ora non ci sono segnali che lascino pensare ad una perdita della figura rialzista di cui parlavo poc'anzi.
L'area dei 22.000 è senza dubbio fondamentale e il test di questo supporto statico a mio avviso darà spinta a nuovi rialzi. Se ciò non dovesse accadere il Ftse Mib potrebbe scendere velocemente a testare i 21.580 punti circa.
Nelle ultime settimane il Dax30 ha avviato un bel recupero che lo ha portato su nuovi massimi storici ad un soffio da area 13.000. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?
Il Dax30 ha mostrato una grande forza, con un rialzo dai minimi a 11.865 punti fino ad un nuovo test dei massimi storici che sono stati anche superati. Sembra che il mercato sia tornato a comprare dollari, per cui prevedo per il momento una figura di rialzo anche per il listino tedesco.
Non è facile individuare dei target visto che il Dax30 viaggia su livelli mai esplorati prima, ma aiutandomi con Fibonacci possiamo segnalare una prima soglia a 13.064 punti, dove potrebbe trovare un muro, favorendo così un posizionamento al ribasso da quei livelli.
Sul CCI nel grafico giornaliero si nota la formazione di divergenze short, ma credo che per il momento il target del Dax30 sia a 13.064 punti, dove rivalutare posizioni short e non prima.
Da quei livelli potrebbe partire una base di vendite con una potenziale discesa verso area 12.500.
Solo la perdita dei 12.900 punti potrebbe far ripartire da subito le vendite ancor prima del raggiungimento dei 13.064 punti indicati in precedenza.
Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio che nelle ultime ore si è riportato al di sopra dei 50 dollari al barile?
Nell'intervista precedente avevamo indicato per il petrolio un target a 52,5 dollari circa e come da analisi tecnica il greggio ha raggiunto una resistenza dinamica di lungo periodo che ha fatto ritracciare i prezzi.
Gli ultimi dati sulle scorte Usa sono stati positivi, complice una bassa produzione in conseguenza degli uragani che hanno fermato un paio di aziende produttrici.
Dopo i dati però il trend è ripartito al ribasso fin verso i 49 dollari da cui si sta assistendo ad un recupero. Sul grafico però vedo una figura ribassista di continuazione, con la formazione di un testa spalle che ha come target finale a 47/46,5 dollari circa.
Questa figura ribassista verrebbe negata solo con il superamento dei 51 dollari e solo oltre tale soglia valuterei l'apertura di posizioni long. L'Opec sta valutando dei tagli alla produzione per far salire il prezzo, ma fino a quando non sarà chiara questa situazione mi limito alla lettura del grafico, sul quale si nota una figura di continuazione ribassista.
Per il momento non mi aspetto una ripresa decisa se non al superamento dei 51 dollari perchè per ora il recupero è da leggere solo come un pull-back. Oltre i 51 dollari al barile si potrebbe avere un allungo verso i 54 dollari, ma sarà importante vedere anche come saranno i dati sulle scorte che saranno diffusi domani.  

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