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lunedì 9 ottobre 2017

Petrolio Analisi Fondamentale Settimanale, Previsioni – Se Trump decertificherà l’accordo con l’Iran, il prezzo del petrolio potrebbe schizzare in alto

Il petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate e quello internazionale, il Brent , hanno chiuso la settimana in netto ribasso, mettendo la parola fine a un rally durato diverse settimane. Secondo i trader, dietro la pressione di vendita ci sarebbero le prese di beneficio e i timori rispetto all’eccesso di offerta globale.
I future sul petrolio greggio WTI con scadenza a dicembre hanno chiuso a $ 49,65, in ribasso di $ 2,30 (-4,43%), mentre i future sul petrolio Brent con scadenza a gennaio hanno chiuso a $ 55,36, in ribasso di $ 3,23 (-2,17%).
L’azione di prezzo della scorsa settimana nel mercato del petrolio greggio è stata principalmente guidata dai rapporti sulle esportazioni di petrolio greggio dagli Stati Uniti e dagli sforzi da parte di Opec e Russia volti a tagliare la produzione.
Secondo l’agenzia di informazione sull’energia USA (EIA), nella settimana conclusasi il 29 settembre le esportazioni di petrolio greggio hanno registrato un balzo di 1,98 milioni di barili al giorno, superando il record stabilito la settimana precedente a 1,5 milioni di barili.
Stando ai dati della EIA, scendono le riserve di greggio per 6 milioni di barili, a fronte di un calo previsto dagli analisti di soli 756.000 barili. Salgono di 1,6 milioni di barili le riserve di benzina, contro un incremento di 1,1 di milioni di barili previsto. Per quanto riguarda le riserve distillato, si registra una contrazione di 2,6 milioni di barili, a fronte di un calo previsto di 1,8 milioni di barili.
In tarda settimana i mercati hanno sperimentato un aumento di volatilità, con un rialzo verificatosi in seguito alle dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin, il quale ha sostenuto che l’accordo fra Opec e altri paesi produttori, fra i quali la Russia, per tagliare la produzione di petrolio potrebbe subire un’estensione fino alla fine del 2018, ben oltre la scadenza prevista per il marzo 2018.
Venerdì, però, il prezzo del petrolio è crollato in seguito a un chiarimento da parte della Russia stessa riguardo le dichiarazioni rese dal presidente Putin; si sostiene che il presidente russo non intendeva proporre un’estensione dell’accordo per i tagli alla produzione globale di petrolio, ma solo prendere in considerazione questa possibilità.
Fra le altre notizie, la società di servizi petroliferi Buker Hughes ha segnalato in riferimento alla scorsa settimana un calo di piattaforme petrolifere operative di due unità nei giacimenti statunitensi. Il conteggio dei pozzi ha raggiunto quota 748, contro i 428 di un anno fa.
WTI dicembre grafico settimanale

Previsioni

A inizio settimana i mercati potrebbero trovarsi ad affrontare un’estensione delle vendite; gli investitori infatti dovranno assorbire una grossa quantità di fattori esterni.
Gli investitori avranno l’opportunità di reagire all’impatto dell’uragano Nate, che raggiungerà la terraferma nel fine settimana vicino al Mississippi e Alabama. L’impatto più forte potrebbe essere sul prezzo della benzina, a seconda del numero di raffinerie che saranno costrette alla chiusura.
Se la Casa Bianca dovesse decidere di de certificare l’accordo con l’Iran, il prezzo del petrolio potrebbe schizzare in alto. Il 12 ottobre il presidente Trump terrà un importante discorso politico sull’Iran. Qualora dovesse scegliere di ritirarsi dall’accordo internazionale, i prezzi del petrolio potrebbero spiccare il volo: le sanzioni Usa infatti limiterebbero la quantità di petrolio iraniano sul mercato.
I timori rispetto all’aumento di produzione dagli USA negli USA potrebbero limitare eventuali guadagni o pesare sul mercato.
Brent gennaio grafico settimanale
This article was originally posted on FX Empire

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