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lunedì 30 ottobre 2017

Petrolio Analisi Fondamentale Settimanale, Previsioni – Possibili prese di beneficio in vista della riunione dell’Opec

La scorsa settimana i future sul petrolio greggio statunitense, il West Texas Intermediate, e quelli sul petrolio internazionale, il Brent, hanno subito un’impennata in vista di un possibile accordo per un’estensione dei tagli alla produzione oltre la scadenza del marzo 2018 da parte del gruppo di paesi guidati dall’Opec. Il Brent ha messo a segno un forte rialzo superando la soglia dei $ 60 il barile, raggiungendo i massimi da metà 2015.
I future sul petrolio greggio WTI con scadenza a dicembre hanno chiuso a $ 53,90, in rialzo di $ 2,06 (+3,97%) da inizio settimana, mentre i future sul petrolio greggio Brent con scadenza a gennaio hanno chiuso la settimana a $ 60,13, in rialzo di $ 2,55 (+4,43%).
A inizio settimana i mercati hanno beneficiato di un calo dell’offerta dall’Iraq dovuto agli scontri fra esercito iracheno e curdi.
In tarda settimana i prezzi sono stati però spinti in rialzo dalle dichiarazioni del principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman a sostegno di un’estensione dei tagli all’offerta dei paesi guidati dall’Opec.
Eventuali rialzi potrebbero essere limitati dalle preoccupazioni per l’aumento della produzione di petrolio negli Stati Uniti.
Fra le altre notizie, l’agenzia di informazione sull’energia USA (EIA) ha segnalato – in riferimento alla settimana conclusasi il 20 ottobre – un incremento di scorte pari 856.000, a fronte di una flessione prevista dagli analisti di 2,6 milioni di barili.
Il rapporto della EIA ha inoltre segnalato un calo di scorte sia di benzina che di distillato per oltre 5 milioni di barili e un incremento dei tassi di utilizzo delle impianti di raffinazione del 3,3%.
Venerdì Baker Hughes ha pubblicato i dati sul conteggio settimanale delle piattaforme petrolifere segnalando un incremento di una unità, che porta il totale dei pozzi operativi nei giacimenti Usa a 737.
WTI dicembre, grafico settimanale

Previsioni

L’azione di prezzo di inizio settimana sarà determinata dalla reazione degli investitori all’annuncio, venerdì, di un cessate il fuoco fra forze irachene e i peshmerga nella regione autonoma curda, nel nord del paese. Un calo di tensione dovrebbe favorire il ritorno dei rifornimenti sul mercato, riducendo in parte il premio che aveva favorito un aumento dei prezzi.
L’azione di prezzo nel resto della settimana sarà determinata dagli speculatori responsabili del precedente rally di copertura short, in risposta alle dichiarazioni ottimistiche riguardo un’estensione dell’accordo per frenare la produzione.
La prossima riunione dell’Opec si terrà il 7 novembre a Vienna, in Austria, dove si prenderà in considerazione l’eventuale estensione dell’accordo. L’azione di prezzo attuale suggerisce che sia oramai cosa fatta, sarà perciò interessante vedere se gli speculatori continueranno ad acquistare anche successivamente o se inizieranno a ridurre l’ondata di acquisti.
Penso che probabilmente in settimana osserveremo oscillazioni su ambo i versanti, così le notizie potrebbero rilanciarsi. Sul fronte rialzista, la determinazione dimostrata dall’Arabia Saudita per equilibrare il mercato, insieme alle tensioni geopolitiche in corso in Medioriente dovrebbero continuare a fungere da supporto per il mercato del petrolio.
Fattori ribassisti rimangono la produzione di petrolio in aumento negli Stati Uniti e il persistente volume elevato di esportazioni dal paese.
Brent gennaio, grafico settimanale
This article was originally posted on FX Empire

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