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lunedì 16 ottobre 2017

Petrolio Analisi Fondamentale Settimanale, Previsioni – I disordini in Iraq potrebbero fungere da supporto

I future sul petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate e quelli sullo standard internazionale, il petrolio Brent, hanno chiuso la settimana su una nota positiva, salendo ai massimi da inizio mese in seguito alla pubblicazione di dati positivi sulle importazioni dalla Cina.
I future sul petrolio greggio WTI con scadenza a dicembre hanno chiuso la settimana a $ 51,73, in rialzo da inizio settimana di $ 2,08 (+4,19%), mentre i future sul petrolio greggio Brent con scadenza a gennaio hanno concluso a $ 56,97, in rialzo di $ 1,59 (+2,87%).
Nel mese di settembre, in Cina, le importazioni di petrolio hanno toccato i 9 milioni di barili al giorno, in rialzo rispetto a un valore medio pari a 8,5 milioni di barili al giorno riscontrato nel periodo che va da gennaio a settembre.
Il mercato è stato favorito anche dai disordini in Iraq. Secondo fonti giornalistiche, le autorità curde avrebbero mandato altre migliaia di soladti verso la regione ricca di petrolio del Kirkuk, in risposta alle minacce ricevute dal governo centrale iracheno.
A inizio settimana il mercato del petrolio era sotto pressione a causa di un rapporto governativo statunitense che, nonostante l’impegno profuso dall’Opec per tagliare la produzione, ha segnalato un aumento delle riserve di combustibile.
Secondo l’agenzia di informazione sull’energia USA (EIA), infatti, nella settimana conclusasi il 6 ottobre le riserve di petrolio greggio sono scese in corrispondenza di un aumento dei tassi di raffinazione; si registra invece un forte incremento imprevisto nelle riserve di benzina.
Le riserve di greggio scendono di 2,7 milioni di barili, leggermente sopra le previsioni degli analisti che anticipavano una calo pari a 2 milioni di barili.
Salgono le riserve di benzina per 2,5 milioni di barili, contro un calo previsto pari a 480.000 barili, dati che spingono i future sulla benzina Usa verso ulteriori perdite.
Secondo i dati della EIA, inoltre, le riserve di distillato, che includono diesel e olio combustibile, scendono di 1,5 milioni di barili, a fronte di un calo previsto pari a 2,2 milioni di barili.
Il flusso di greggio trattato dalle raffinerie è salito di 229.000 barili al giorno; il tasso di utilizzo è infatti salito dell’1,1% raggiungendo l’89,2% della capacità totale.
I dati più ribassisti della settimana sono però quelli diffusi dall’agenzia internazionale per l’energia (IEA), secondo la quale nel prossimo anno la domanda di petrolio Opec scenderà a 32,5 milioni di barili al giorno – circa 150.000 barili al di sotto dei livelli registrati il mese scorso.
Si tratta di dati ribassisti perché suggeriscono che il prossimo anno la domanda di greggio Opec non sarà sufficiente per assorbire l’offerta disponibile. Questo significa sostanzialmente che, se desidera raggiungere l’obiettivo di riportare le scorte di petrolio ai livelli medi degli ultimi cinque anni, il cartello dovrà intensificare i tagli alla produzione.
Per finire, scende per la seconda settimana consecutiva il conteggio delle piattaforme petrolifere operative negli Stati Uniti, andando a estendere un calo nelle attività di estrattive che durava da due mesi nonostante il rally del petrolio che ha superato i $ 50 il barile.
Secondo la società di servizi del settore energia Baker Hughes, nella settimana conclusasi il 13 ottobre le imprese del settore hanno rinunciato acinque piattaforme petrolifere, portando il totale a 743, ai minimi da inizio giugno.
WTI dicembre, grafico giornaliero

Previsioni

Continuo a prevedere una gamma di oscillazione limitata nel breve termine; non ritengo probabile una rottura rialzista almeno fintanto che l’Opec e gli altri paesi produttori non decideranno di estendere e di intensificare i tagli alla produzione attuali.
I paesi Opec e gli altri paesi produttori, infatti, in assenza di sostegno alcuno dai produttori statunitensi, devono agire sull’offerta. I prezzi continueranno a essere frenati mentre il supporto potrebbe essere minacciato nel caso in cui le previsioni della IEA dovessero rivelarsi veritiere.
Non solo la IEA sostiene che la domanda è destinata a rimanere bassa, ma prevede anche un aumento della produzione degli Stati Uniti a 9,2 milioni di barili al giorno nel corso del 2017 e a 9,9 milioni di barili al giorno nel 2018 (dagli 8,9 milioni del 2016).
La IEA inoltre questa settimana dichiarato di prevedere una crescita della produzione di petrolio greggio statunitense di 470.000 barili al giorno nel corso del 2017 e di 1,1 milioni di barili al giorno nel corso del 2018.
I disordini in Iraq potrebbero fungere da supporto e potremmo persino assistere a un’impennata dei prezzi nel caso in cui la situazione dovesse degenerare a scontro militare, ma i rialzi saranno limitati dai timori rispetto una produzione in aumento e una domanda bassa.
Brent gennaio, grafico giornaliero
This article was originally posted on FX Empire

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