-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

lunedì 30 ottobre 2017

Munchau: l'economia europea ha bisogno ancora di aiuto

Le ultime novità da Francoforte parlano di un QE che da gennaio viene ricalibrato a 30 miliardi di euro sugli acquisti di asset, progetto che potrebbe finire, come specificato da Mario Draghi, a settembre del prossimo anno, ma anche, sempre come detto da Draghi, continuare nel caso le condizioni esterne lo richiedessero.

Le nuove misure di stimolo

E' bastato questo per far partire subito le prime polemiche.
Oltre i malumori da parte tedesca con il governatore della Bundesbank Jens Weidmann che ancora invoca la fine degli stimoli monetari, è arrivato anche l'articolo pubblicato sul Financial Times a firma di Wolfgang Munchau, secondo cui le nuove strategie messe in piedi da Francoforte non solo potrebbero continuare oltre il settembre del 2018 come potenzialmente prevedibile, ma addirittura continuare per decenni.

Il motivo? La fragilità intrinseca nell'eurozona e in particolare in alcune sue aree specifiche come l'Italia. A differenza di quanto potrebbero far pensare i dati macro recentemente pubblicati, il Vecchio Continente, non godrebbe della buona salute fin qui prospettata.

Lavoro, inflazione e...

A preoccupare, infatti, sono specifici parametri come quello del lavoro: troppi precari, sottoccupati, scoraggiati tra le liste di coloro che, in teoria e in maniera ufficiale, risultano a tutti gli effetti come "occupati".

Si tratta di una categoria che comprende non solo la disoccupazione ufficialmente registrata ma anche altre categorie di disoccupazione nascosta, persone che, nominalmente, hanno un lavoro ma, di fatto, non possono contare sulla sicurezza di un salario adeguato, certezza di conservarlo in futuro, diritti per la pensione e, quindi, serenità nel fare acquisti a lungo termine.
Ebbene, valutando questo parametro le cifre sulla disoccupazione cambierebbero notevolmente arrivando a diventare un 18% contro il corrispondente 9% degli Usa.
Non solo, ma l'evoluzione del futuro anche prossimo dell'economia della zona, non sarebbe minimamente prevedibile: in questo caso a preoccupare sarebbe l'inflazione core ovvero quella epurata da fattori come gli alimentari e gli energetici.

Prendendo in considerazione questo elemento e soprattutto la lentezza con la quale si muove, Minchau prevede che occorreranno ancora molti anni per vederla arrivare al 2%. A questo si aggiunga, infine, anche un euro particolarmente sensibile al tasso di cambio, cosa che una grande economia non dovrebbe scontare.

... Italia 

Per questo motivo la Bce, conscia dell'effettiva situazione, non avrebbe disegnato una road map precisa sulla prossima exit strategy dal Qe, limitandosi a dare il primo taglio degli acquisti da inizio gennaio 2018 fino a settembre dello stesso anno.

Sempre che tutto vada bene. Di sicuro, continua Munchau, c'è il fatto che il governatore della banca centrale sta attuando una politica che aiuterebbe l'Italia con i suoi problemi ormai storici, di debito pubblico arrivato a superare il 130% del PIl. In caso di stop da parte di Francoforte, quali sarebbero, chiede Munchau, le probabilità che Roma sia in grado di far fronte ai suoi obblighi? Un dubbio che diventa ancora più pesante alla luce del ritorno di un'altra variabile tipicamente italiana, quella dell'incertezza politica in vista delle prossime elezioni, incertezza che bloccherebbe il già lento cammino delle riforme strutturali.

Senza la stampella della Bce, conclude l'analista, si rischierebbe di far riesplodere la crisi dell'euro e quindi di riportare nuovamente la crisi finanziaria. 
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.