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martedì 3 ottobre 2017

Mercato forex ancora concentrato sulla situazione catalana

 
Rischio crescente in Catalogna
By Peter Rosenstreich
Il rischio legato alla Catalogna continua a essere sottovalutato nella determinazione del prezzo. In parte perché i mercati tendono a prevedere l’esito meno invasivo e in parte perché, stando alle voci di mercato, si tratterebbe solo di una questione interna. Quindi, se la Spagna dovesse dividersi, l’UE stringerebbe degli accordi con entrambe le parti trattandole come entità separate. Oltre ad essere una notizia fasulla, questo è anche un grossolano errore di valutazione. La Commissione Europea ha rilasciato un comunicato in cui si dice che, se la Catalogna lasciasse la Spagna con un referendum legale, sarebbe immediatamente esclusa dall’UE. Commettendo un grave errore, l’UE si è schierata ottusamente con Madrid nonostante le brutalità commesse domenica durante il referendum, e ciò ha fatto probabilmente indebolire la lealtà della Catalogna verso l’UE. Secondo noi, è stata sprecata l’argomentazione più forte perché la Catalogna rimanesse parte della Spagna, ovvero l’Europa unificata.
Il governo regionale catalano ha annunciato per oggi manifestazioni, che probabilmente induriranno entrambi i fronti e non allevieranno le tensioni. Forti della mancata considerazione per il processo democratico, i membri radicali del governo catalano hanno chiesto un’immediata dichiarazione unilaterale d’indipendenza. Per la Spagna le prospettive ora sono molto più incerte. Ci aspettiamo che questa settimana venga dichiarata l’indipendenza, con una possibile attivazione dell’Articolo 155, per cui il governo centrale assumerebbe il controllo delle politiche regionali e delle competenze fiscali. Rimaniamo ribassisti sull’euro sulla scia degli eventi spagnoli e crediamo che le cose peggioreranno prima di migliorare. La violazione del trend rialzista in atto da 5 mesi a 1,1836 indica un’estensione ribassista al minimo di agosto a 1,1660.
La RBA mantiene il tasso al minimo storico
By Yann Quelenn
Ieri sera, la banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia, RBA), ha mantenuto i tassi invariati all’1,5%; ciò ha innescato un po’ di debolezza per l’aussie. I tassi non sono stati toccati per 14 mesi di fila. I banchieri si sono detti fiduciosi sul recupero della crescita nel prossimo futuro. La RBA non ha fretta di restringere la sua politica monetaria, soprattutto perché l’AUD è ancora forte.
I fondamentali non sono omogenei, la crescita delle retribuzioni è scarsa e ciò preoccupa i membri della banca centrale. Al momento l’inflazione è inferiore al 2%, appena sotto l’obiettivo di lungo termine pari al 2-3%. Nel T2, la crescita si è attestata allo 0,8% t/t, segnando un discreto miglioramento.
L’AUD continua a essere forte. La coppia è scivolata sotto $0,78, livello minimo degli ultimi due mesi. Crediamo tuttavia che sull’AUD persisteranno le pressioni rialziste, visto il miglioramento dell’economia australiana e la forte esposizione del paese all’oro e ai metalli. Riteniamo, infatti, che i prezzi dei metalli preziosi aumenteranno sulla scia dell’aumento globale dell’inflazione.
Rischio di un taglio del tasso dalla RBI
By Peter Rosenstreich
La riunione di politica monetaria della banca centrale indiana (Reserve Bank of India, RBI) di mercoledì sarà cruciale per i prezzi delle valute emergenti. È opinione diffusa che la RBI manterrà i tassi invariati, ma un taglio del tasso a sorpresa è molto probabile. L’espansione economica dell’India ha subito un rallentamento significativo che preoccupa i banchieri. Inoltre, il calo dei tassi d’interesse reali, malgrado l’incremento delle pressioni rialziste sull’inflazione, costringerà la RBI ad intervenire. Se la riunione rispetterà le previsioni, il tono del comunicato segnalerà probabilmente che rimane possibile un altro taglio del tasso. Un cambiamento nei toni o un taglio, cui si aggiunge il calo dello spread fra i tassi USA e indiani, oltre all’incertezza sulla reazione dei mercati emergenti alla politica della Fed, farà rimanere debole la rupia indiana (INR).

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