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martedì 3 ottobre 2017

Mercati: per UBS anche l'ultimo trimestre andrà bene

 
Il risultato delle ultime consultazioni in Catalogna non ha minimamente sconvolto i mercati europei che, con l’ovvia eccezione dell’indice iberico, hanno chiuso la giornata di ieri tutti in attivo: il Ftse100 registrato un progresso dello 0,9%, seguito dal Dax30 e dal Cac40 che hanno guadagnato rispettivamente lo 0,58% e lo 0,39%.
La situazione a Wall Street
In positivo anche Piazza Affari dove il Ftse Mib si è fermato sui massimi di giornata oltre che su nuovi top dell'anno a 22.811 punti, con un rialzo dello 0,51%, dopo aver segnato un minimo a 22.660 punti. Dall’altra parte dell’oceano, in una giornata tristemente contrassegnata dall’ennesima strage che ha portato, in Nevada, alla morte di 59 persone, Wall Street procede addirittura verso il triplo record: al suono della campanella, infatti, il Dow Jones Industrial Average ha visto un +0,69%, arrivando a quota 22.558,97 punti.In contemporanea l'S&P 500 è salito dello 0,39%, a quota 2.529,17 punti e il Nasdaq è cresciuto dello 0,32%, a quota 6.516,72 punti. Buone notizie anche per il Russell 200 che ha messo a segno un +1%, a quota 1.505,83 punti. A dare la spinta per l’ennesima avanzata dell’azionario sono state le prospettive di riforma fiscale in arrivo dalla Casa Bianca e quelle di utili societari in aumento per le grandi società Usa. Un ottimismo che, soprattutto nel primo caso, spaventa qualcuno tra i tanti analisti che preferiscono aggrapparsi alle più concrete visioni di un ultimo trimestre felice che di un aiuto dalle proposte del presidente in materia di tagli alle tasse, possibilità che deve vincere le non poche resistenze del Congresso e le difficoltà tecniche per i finanziamenti. Tra coloro che non nascondono una certa perplessità, in particolare di fronte a indici che corrono mentre i  rendimenti dei titoli di Stato obbligazionari americani non arrivano al 2,5%, c’è Art Cashin, managing director di Ubs Financial Services, che teme un livello di compiacimento troppo alto. In particolare sul fronte di una sorte di impermeabilità delle performance di fronte a qualsiasi tipo di notizia. Stragi, crisi politiche, incertezze sullo scenario internazionale, minacce di guerra nucleare uragani e disastri di varia natura: nulla sembra scalfire l’ottimismo di Wall Street che, imperterrita, continua per la sua strada.
I titoli da preferire
Non solo, ma nulla all’orizzonte, secondo quanto da lui stesso dichiarato, sembra poter far invertire la rotta. Almeno nel breve. L’ultimo trimestre del 2017, infatti, superato il mese di settembre, periodo statisticamente sfavorevole, sembra già avviato verso nuove luci, di conseguenza tutto si sta muovendo affinchè anche l’ultimo quarto del 2017 possa chiudersi bene. Fatto salvo il comportamento del mercato di fronte all’annunciata stretta sul portafoglio Fed: nell’ultima conferenza stampa, il governatore Janet Yellen, infatti, da confermato l’intenzione di tagliare gli acquisti sui titoli di stato per alleggerire il budget della banca centrale Usa, arrivato ormai a 4,5 miliardi di dollari divisi tra Treasurys e titoli garantiti da mutui ipotecari. Il ricordo va a quell’annuncio a suo tempo fatto dall’allora governatore Ben Bernanke che diede semplicemente l’idea di una prospettiva di riduzione e questo bastò per scuotere i mercati nel giro di qualche minuto creando al sindrome del taper tantrum. Era la primavera del 2013 e Bernanke osò annunciare ex abrupto, l’iniziativa di alleggerire il portafoglio e una possibile fine del Qe: per il mercato dei bond fu il panico e il tasso di riferimento sui Tresauries a 10 anni passò dall'1,5 al 4,5 nel giro di qualche seduta. Ma l’errore, o per meglio dire l’incomprensione, arrivò anche per la Bce quando a Sintra in Portogallo nel luglio scorso, Mario Draghi sottolineò che lo stimolo monetario non sarebbe stato eterno. Il primo risultato furono tassi in salita fino a mezzo punto. Guardando all’Europa, sempre da UBS confermano l’ottimismo sul ritorno e l’aumento dei consumi interni con una view positiva in particolar modo per il settore del food e dei prodotti per la casa, settore che vanta un p/e (prezzo/utile) sui profitti attesi nel 2018 intorno a 21. In quest’ultimo caso, guardando ai singoli nomi, gli analisti di Ubs consigliano di puntare su titoli come Danone (Neutral t.p 68 dollari), Nestlè (Buy con t.p 92 franchi), Unilever (Neutral t.p 51 euro) e L’Oreal (Buy t.p 193 euro).

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