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venerdì 27 ottobre 2017

Mediobanca cavalca la sorprendente trimestrale. Analisti bullish


Incurante dell'andamento debole di Piazza Affari, dove il Ftse Mib dopo un avvio positivo ha invertito la rotta ed è scivolato sotto la parità, prosegue in buon rialzo la seduta di Mediobanca che conquista il primo posto tra le blue chips. Il titolo, dopo aver guadagnato oltre mezzo punto percentuale ieri, quest'oggi ha avviato gli scambi in salita ed è arrivato a segnare un massimo intraday a 9,705 euro, con un progresso di oltre il 5%.
In seguito si è avuto un ritracciamento dal top, ma Mediobanca mantiene un ampio vantaggio, passando di mano a 9,515 euro, con un rally del 3,09%, alimentato da volumi di scambio vivaci, visto che fino ad ora sono transitate sul mercato oltre 5,6 milioni di azioni, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 3,1 milioni di pezzi.

I risultati del primo trimestre dell'esercizio 2017-2018

Mediobanca catalizza gli acquisti dopo la diffusione dei risultati del primo trimestre dell'esercizio 2017-2018, archiviato con un utile netto in crescita tendenziale dell'11,2% a 300,9 milioni di euro, oltre le stime di consensus fissate a 260 milioni di euro.


I ricavi sono aumentati del 12,9% a 598,4 milioni di euro, superando anche in questo caso le aspettative degli analisti che si erano preparati ad un dato meno corposo a 585 milioni di euro.
Da segnalare che nel primo trimestre è contabilizzata una posta positiva di 89 milioni di euro derivante dalla cessione di una quota residua dell'1,35% di Atlantia che ha comportato una plusvalenza netta di 89 milioni di euro e 7 milioni di oneri non ricorrenti legati alla ricapitalizzazione di C.R.

Cesena, Rimimi e San Miniato, propedeutica alla loro cessione.
Le commissioni nette sono salite del 30% a 138 milioni di euro, mentre il risultato operativo ha riportato un incremento del 27% a 288,1 milioni di euro. Il costo del rischio è sceso da 101 a 57 punti base e le rettifiche sui crediti sono calate del 39,7% a 54,6 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli indici patrimoniali, alla fine del primo trimestre sono sostanzialmente confermati i livelli di fine giugno, con il Common Equity Tier 1 phased in ratio pari al 13,3% e il Total Capital Phased in ratio al 16,74%.

Addendum BCE: un'opportunità più che una minaccia

Nel corso della conference call l'AD di Mediobanca, Alberto Nagel, ha dichiarato che la cessione di una quota del 3% della partecipata Generali resta lo scenario centrale, senza escludere che il gruppo possa restare aperta ad altre soluzioni, come ad esempio quella di approntare un veicolo in cui conferire una porzione più consistente del main investment.
Quanto all'addendum che la BCE sulla copertura dei crediti non performanti, l'AD nagel ha affermato che lo stesso è più un'opportunità che una minaccia per Mediobanca, con benefici significativi in particolare per Compass che da sempre adotta una politica anche più restrittiva di quella chiesta dalla BCE.
Infine, Mediobanca sarebbe interessata all'acquisto di Creditis, la società di crediti al consumo posta in vendita da Banca Carige nell'ambito del piano di rafforzamento patrimoniale del gruppo.

Nagel ha spiegato che l'istituto di credito da lui guidato è disponibile sia per l'acquisto che per una partnership.

I commenti delle banche d'affari sulla trimestrale

Intanto i conti diffusi oggi da Mediobanca sono stati accolti con favore anche dagli analisti di diverse banche d'affari, a partire da Bank of America-Merril Lynch che parla di un altro buon trimestre sui ricavi, evidenziando al contempo la buona disciplina sui costi.

La banca americana conferma così una view bullish sul titolo, che resta la top pick nel settore finanziario a Piazza Affari, con una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 10,5 euro.
Un invito all'acquisto giunge anche da Banca IMI che ha il target price in revisione: gli analisti affermano che la trimestrale di Mediobanca ha battuto le loro attese ed è coerente con l'outlook positivo fornito in occasione dell'ultima conference call.
Anche Equita SIM parla di numeri superiori alle previsioni ad ogni livello, segnalando in particolare che l'utile operativo è stato del 5% maggiore delle stime, grazie sia ai ricavi core che ai costi.


Alla luce di ciò gli analisti della SIM milanese rinnovano l'invito ad acquistare Mediobanca, con un fair value a 10,5 euro.
Più cauta la strategia di Banca Akros che sul titolo ha un rating "neutral", con un prezzo obiettivo a 9,2 euro, anche se gli analisti segnalano che i numeri del primo trimestre del gruppo confermano una eccellente qualità dell'attivo.
Fonte: News Trend Online

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