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lunedì 2 ottobre 2017

L'economia della bici in Italia

A volte le risorse provengono dai settori più inaspettati. Oggi WeCanJob vuole raccontarvi quanto pesa in Italia il settore del ciclismo e quali conseguenze positive può portare un maggiore utilizzo delle due ruote. Grazie al I Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città, elaborato da Legambiente, VeloLove e Grab+, WeCanJob vi racconterà gli aspetti più interessanti di un settore in crescita.

Il valore economico della bicicletta in Italia: i benefici indiretti

Quando si deve valutare l’impatto economico di un settore, è necessario osservarlo a 360°, senza focalizzarsi solo sugli aspetti “classici” ma cercando di esplorare il più possibile le sue connessioni, dirette e indirette, e le sue ramificazioni. Questo vale per ogni settore economico e il mondo del ciclismo, in questo caso,non fa eccezione. Quando si pensa al valore economico di un settore per comodità lo si mostra in percentuale rispetto al Prodotto Interno Lordo, ma se dobbiamo pensare al mondo del ciclismo non bisogna fare l’errore di considerare esclusivamente, ad esempio, il guadagno delle aziende derivante dal numero di biciclette vendute. Se si pensa che solo il 3% degli italiani usa abitualmente la bicicletta, è infatti impressionante vedere come il fatturato generato da questo settore, nel solo 2015, sia superiore ai 6 miliardi di euro. Ma come è possibile un fatturato così alto per percentuali così basse?
Per calcolare questa cifra, Legambiente ha prima di tutto preso in considerazione nella sua analisi l’economia generata in maniera indiretta dalle biciclette. Nel solo 2015 l’utilizzo della bicicletta ha portato:
  • Risparmio di carburante: 127.309.788 euro
  • Benefici sanitari: 1.054.059.446
  • Benefici per la salute dei bambini: 960.000.000
  • Riduzione assenteismo: 193.180.000
  • Riduzione costi ambientali emissioni gas serra: 94.391.611
  • Riduzione costi sociali gas serra: 428.000.000
  • Miglioramento qualità dell’aria: 18.266.921
  • Contenimento dell’impatto del rumore: 12.8 40.000
  • Contenimento costi infrastrutture e artificializzazione territorio: 107.000.000
Questi numeri mostrano come l’influenza del settore ciclismo abbia un forte impatto non solo dal punto di vista economico (soltanto per questa parte di dati parliamo di circa 3 miliardi di euro), ma anche, e soprattutto, dal punto di vista ambientale. In questo caso il guadagno è da considerare indiretto, perché va a incidere su alcune situazioni della nostra vita, anche se non siamo noi in prima persona ad utilizzare abitualmente le due ruote. Accanto a un generale miglioramento della qualità della vita, temi come la riduzione delle spese mediche e i benefici per la salute o per la salvaguardia del territorio non si possono non tenere in considerazione, visto che c'è in ballo una cifra pari quasi a 2 miliardi di euro. Se inoltre si considera, come si ricordava in precedenza, che solo il 3% delle persone usa la bicicletta come mezzo principale, si può intuire come il guadagno collettivo potrebbe essere molto più alto se solo una piccola parte in più della popolazione italiana decidesse di lasciare a casa l’automobile.

L’economia generata dal settore delle biciclette

I rimanenti 3 miliardi di euro di fatturato del settore del ciclismo in Italia riguardano invece l’economia generata in maniera diretta. Sono due gli ambiti principali coinvolti:
  • Cicloturismo: 2.050.000.000 euro
  • Mercato della bicicletta: 1.161.540.000
Per quanto riguarda il primo di questi due dati, il valore del cicloturismoitaliano è considerato da Legambiente solo potenziale. Si tratta infatti di stime, perché è difficile identificare un tipo di turismo che sia esclusivamente legato al mondo della bicicletta. È facile immaginare che, per la maggior parte, le attività turistiche prevedano al loro interno solo una porzione legata, ad esempio, alle escursioni in bicicletta. Tuttavia Legambiente, nel suo Rapporto, sottolinea come questo dato sia in crescita e come sempre più si stia affermando il cicloturismo come ambito del turismo a sé stante. Non è un caso che sia da poco nata la professione dell’Accompagnatore Cicloturistico, di cui si dirà più avanti.
Per quanto riguarda il secondo dato, il mercato delle biciclette in Italia, secondo il Rapporto di Legambiente esso ha generato un fatturato pari a 1.161.540.000 euro. L’Italia è infatti uno dei maggiori produttori europei, se pensiamo che, nel solo 2015, era italiano circa il 18% delle biciclette presenti nell’Unione Europea. All’interno di questo dato, la fetta di mercato maggiore è costituita dalla vendita di biciclette, che fra mercato nazionale ed export ha generato circa 488.000.000 euro, ma quasi altrettanto è costituito dal mercato legato alle parti e agli accessori, che ha generato nello stesso anno vendite per circa 483.540.000 euro.
Anche nel settore del ciclismo l’innovazione tecnologica, del cui apporto WeCanJob vi ha spesso parlato, ha avuto un peso notevole negli ultimi anni. Basti pensare all’introduzione delle biciclette elettriche. In questo caso il trend di vendita è positivo in tutta Europa, dove a farla da padroni sono Paesi come Olanda e Germania, che da soli hanno il 60% delle E-bike vendute negli ultimi 10 anni. L’Italia ha qualche ritardo in questo senso: al 2015 le biciclette elettriche vendute in Italia erano poco più di 55.000, ma anche qui la tendenza è decisamente positiva. In generale, strumenti come le E-bike possono essere un utile incentivo all’utilizzo delle due ruote, che spesso ci spaventano perché le colleghiamo alla fatica e al sudore, e possono spingere un numero sempre maggiore di persone a prediligerle come mezzo principale di spostamento. E questo non porterebbe benefici solo all’economia ma anche, e soprattutto, al mercato del lavoro e, aggiungiamo, alla salute di tutti.

L’influenza delle due ruote sull’economia e sul lavoro

Il mondo della bicicletta è un esempio lampante di come mestieri e professionalità  anche molto diverse fra loro possano svilupparsi nello stesso settore, in maniera innovativa, instaurando un circolo virtuoso fra nuova economia e nuovi lavori. A titolo esemplificativo, nel settore turistico è emersa negli ultimi anni la figura dell’Accompagnatore Cicloturistico. Come si diceva, la nascita di questa professione è dovuta in parte all’aumento della sensibilità per un turismo a impatto zero, in parte all’utilizzo della bicicletta come mezzo “alla moda”. Questa figura è specializzata negli ambiti che non sono di diretta competenza degli accompagnatori naturalistici e delle guide turistiche e si occupa di accompagnare singoli o gruppi in percorsi cicloturistici, fornendo al tempo stesso informazioni generali sul territorio e illustrando le zone di pregio naturalistico e ambientale, come anche i siti di interesse artistico, storico e culturale attraversati.
Sintomatica della trasformazione dell’utilizzo delle due ruote in uno “status symbol” è inoltre la nascita negli ultimi anni di numerose botteghe artigianeche si occupano della manutenzione e della vendita delle biciclette. Questo è avvenuto grazie alla capacità di molti giovani che sono stati in grado di mettersi in gioco rispondendo alla crisi economica e vedendola come un’opportunità, consci fra l’altro di assecondare le tendenza dei Millenials al risparmio, da un lato, e al green, dall’altro. È quindi probabile che il trend positivo del settore delle biciclette evidenziato dal Rapporto di Legambiente, se confermato, porterà non solo a un’evoluzione dei nostri costumi, ma anche della nostra economia.

La Redazione di WeCanBlog

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