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giovedì 26 ottobre 2017

L'Angolo del Trader


Il terzo trimestre di STMicroelectronics va in archivio con risultati positivi e, soprattutto, migliori rispetto alle attese degli analisti. I ricavi salgono del 18,9% a/a a 2,14 miliardi di dollari, contro i 2,10 del consensus Bloomberg. Il margine lordo sale al 39,5% dal 35,8% di un anno fa.
L'utile netto si attesta a 236 milioni di dollari dai 71 di un anno fa e contro i 221 attesi. Per il quarto trimestre il gruppo si attende una crescita dei ricavi di circa il 10,0% come valore intermedio rispetto al terzo e un aumento del margine lordo intorno al 39,9% come valore intermedio. Per l'intero 2017 la crescita dei ricavi è stimata in un 18%, "insieme a un miglioramento sostanziale della redditività operativa e dell'utile netto".

L'analisi del grafico di STMicroelectronics evidenzia il corposo rally messo a segno a partire da fine giugno (+40% circa) con i corsi giunti sui massimi dal 2004. Il titolo appare ben posizionato per estendere il movimento verso area 19,70 euro (lato alto del canale ipotizzabile dall'estate 2016), con obiettivo di medio/lungo periodo sui massimi di fine 2003/inizio 2004 a 24/25: conferme in tal senso al superamento del recente picco a 18,13.
Discese sotto 17,30 circa anticiperebbero invece un test di 16,50/16,60, supporto statico la cui rottura preannuncerebbe un test di area 15,50, riferimento decisivo in ottica di medio periodo.
Molto bene ASTM nella seduta di mercoledì: il titolo tocca nuovi massimi storici in attesa del cda per l'approvazione dei dati al 30 settembre (calendarizzato per il 7 novembre).

Due giorni fa la controllata Itinera si è aggiudicata la gara per la realizzazione del nuovo Storstrom Bridge in Danimarca. Si tratta di una commessa da 277 milioni di euro circa, di cui Itinera avrà una quota del 51% in qualità di leader del consorzio comprendente anche Condotte d'Acqua e Grandi Lavori Fincosit.
Lo Storstrom Bridge collegherà le isole di Zealand e di Falster sul Mar Baltico sostituendo il vecchio ponte risalente al 1937 e, una volta ultimato, sarà il più lungo della Danimarca con una lunghezza di circa 6,5 chilometri. Il titolo si è spinto oltre i recenti top toccati a 23,40 euro raggiungendo nuovi massimi assoluti a 23,86 euro.

Tale movimento spazza via l'esitazione che nelle ultime sedute aveva favorito una normalizzazione degli oscillatori tecnici, ora rientrati dalla zona di ipercomprato. Possibile ora la realizzazione di un nuovo slancio verso target a 24,25 circa e 25,90, lato alto del canale disegnato da metà luglio.
Discese sotto la media mobile a 20 giorni, in transito a 22,40, rallenterebbero invece la corsa aprendo la via verso area 21,70 e 20,90 circa.
Sogefi in difficoltà come tutto il comparto auto dopo i dati Istat sugli ordini industriali: ad agosto il dato relativo al settore mezzi di trasporto ha fatto segnare un pessimo -19,6% a/a.

Su Sogefi si segnala inoltre la decisione di Kepler Cheuvreux di peggiorare la raccomandazione sul titolo da buy a hold. Per Mediobanca Securities il giudizio invece e' neutral, il target price e' a 4,2 euro. Gli analisti del broker italiano dichiarano che i risultati del terzo trimestre sono stati un leggermente piu' deboli delle attese ma ritengono comunque che il gruppo possa raggiungere le proprie stime sul 2017.
Banca Imi invece resta positiva con giudizio "add" e prezzo obiettivo a 5,1 euro. Nei primi nove mesi del 2017 Sogefi ha registrato ricavi pari a € 1.256,5 milioni, in crescita del 6,3% rispetto a € 1.181,5 milioni nei primi nove mesi del 2016 (+6,6% a cambi costanti). Dopo la sostenuta crescita del primo trimestre (+12,6%) e quella ancora significativa del secondo (+4,5%), nel terzo trimestre il Gruppo ha registrato una dinamica più contenuta (+2,0%) principalmente per un effetto dei cambi sfavorevole.

A parità di cambi la crescita trimestrale è stata più equilibrata nel corso dell'esercizio e pari a +11% e +4,6% nel primo e secondo trimestre rispettivamente e del +4,2% nel terzo trimestre. L'utile netto è stato pari a € 28,0 milioni (€ 15,8 milioni nei primi nove mesi del 2016). Le quotazioni sono scese fino a 4,234 euro per poi stabilizzarsi poco al di sopra dei 4,30 euro, comunque in netto ribasso dalla chiusura di martedi' a 4,738.
A 4,70/80 i prezzi hanno violato la linea di tendenza rialzista disegnata dai minimi di febbraio e la media mobile a 50 giorni. Rimane ora solo il supporto offerto a 4,08/4,13 dai minimi di inizio e fine agosto a difendere la tenuta dell'uptrend visto nella prima parte dell'anno. Sotto quei livelli la fase laterale disegnata dai massimi di giugno si dimostrerebbe un'ampia area di distribuzione introduttiva a ribassi verso 3,70 e 3,30.

Solo recuperi oltre 4,70/80 permetterebbero di archiviare il calo delle ultime ore come un aggiustamento temporaneo prospettando il ritorno nella parte alta del trading range degli ultimi mesi in area 5,30/5,40 euro.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis 

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