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lunedì 16 ottobre 2017

L'Angolo del Trader


In verde A2A nell'ultima seduta della settimana: giovedì il presidente della multiutility Giovanni Valotti ha mostrato un certo ottimismo sull'andamento del gruppo nella parte rimanente dell'esercizio. Il manager è apparso fiducioso anche sul dossier della partnership industriale e societaria con ACSM-AGAM, ASPEM, Lario Reti Holding e AEVV.
Valotti ha specificato però che la palla a questo punto è nel campo degli azionisti che impiegheranno il tempo necessario a decidere sul progetto. A fine settembre una nota di A2A ha comunicato il prolungamento delle trattative fino al 31 dicembre 2017. Dopo essersi mosso per tutta la settimana per vie laterali, in un range molto stretto compreso tra 1,40 e 1,44 euro, il titolo è tornato ad attaccare una prima resistenza a 1,4530, media mobile a 100 giorni.

Il ritorno sopra questo riferimento coinciderebbe con la rottura della linea che unisce i massimi di settembre inviando un segnale di forza che potrebbe lasciare spazi di rialzo verso area 1.50. Il test della linea che scende dai massimi di giugno passante da questi livelli potrebbe però frenare almeno in prima battuta le ambizioni di crescita.
Oltre questo ostacolo via libera invece verso il massimo pluriennale di fine giugno a 1,5380, oltre il quale verrebbe riattivata la tendenza ascendente di fondo in direzione di 1,65 almeno. Nella direzione opposta l'eventuale violazione del sostegno a quota 1,40 creerebbe invece le premesse per un test dei minimi di agosto a 1,366 e di 1,335, lato inferiore del gap del 24 aprile.
Eni tonica in chiusura di ottava.

Il titolo sale fino a toccare quota 14,03 euro (close precedente a 13,86 euro) per poi stabilizzarsi attorno ai 13,95 euro. Mediobanca Securities ha confermato di recente la raccomandazione "outperform" sul titolo con prezzo obiettivo a 20 euro. Positivo anche il giudizio di Banca Akros che ha conferma la raccomandazione "buy" con prezzo obiettivo a 18 euro.
Non impattano invece sulle quotazioni le fonti giudiziarie riportate da Reuters secondo le quali lo stralcio relativo a Shell del processo per le tangenti in Nigeria potrebbe essere riunificato con il procedimento principale. Quest'ultimo vede come imputati le società Eni e Shell e 11 persone, fra cui l'attuale a.d.

di Eni Claudio Descalzi e il suo predecessore Paolo Scaroni. Lo stralcio Shell vede imputati l'attuale presidente della Shell Foundation, Malcolm Brinded, e altri tre ex consiglieri e dirigenti del gruppo petrolifero. Il rialzo delle ultime ore ha permesso ai prezzi di avvicinare la resistenza offerta a 14,09 euro dal top del 26 settembre, messo alla prova anche nelle prime sedute del mese, ostacolo coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di maggio.
Oltre quei livelli possibile quindi il proseguimento dell'ascesa con obiettivo inizialmente a 14,35 euro, dove transita la linea che scende dal top di inizio gennaio, poi, in caso di rottura, fino a 14,62 euro, lato alto del gap ribassista del 26 maggio. La mancata rottura di area 14,10 e la violazione dei 13,80 euro potrebbero invece anticipare il test dei minimi del 19 settembre a 13,44 euro.

Supporto successivo a 13 euro circa.
Giornata importante oggi per* Telecom Italia*. E' infatti possibile che nel consiglio dei ministri odierno venga esaminato il dossier relativo all'esercizio del golden power per il cambiamento del controllo ad opera di Vivendi. La società ha effettuato la notifica al governo italiano, ribadendo però di ritenere che "nessuna notifica fosse dovuta e, coerentemente con i propri interessi, continuerà a far valere le proprie argomentazioni nelle sedi competenti".

La proposta sull'esercizio dei poteri speciali potrebbe concentrarsi sulla governance della controllata Sparkle. Ma questo non è il solo punto "caldo" per il futuro di Telecom: nel pomeriggio di venerdì scorso il titolo è improvvisamente scattato in avanti toccando il massimo da inizio mese. Dopo la chiusura del mercato Reuters ha rivelato che, secondo alcune fonti vicine alla vicenda, l'autorità italiana per le telecomunicazioni AgCom sta valutando se imporre la separazione della rete.

Ricordiamo che a metà della scorsa settimana il presidente del PD, Matteo Orfini, aveva dichiarato che sarebbe opportuno scorporare la rete e in un secondo momento integrarla con Open Fiber (joint venture nella banda larga tra Cdp ed Enel). L'analisi del grafico di Telecom Italia evidenzia la flessione delle ultime settimane e il test della base del canale discendente in forza da metà maggio.
Da questi livelli il titolo potrebbe trovare lo spunto per una reazione: conferme in tal senso oltre 0,7850 euro per i primi obiettivi a 0,81/0,82. Una vittoria su questi riferimenti aprirebbe le porte ad estensioni verso 0,86 almeno. Discese sotto 0,74/0,75 anticiperebbero invece approfondimenti verso 0,67/0,68.
(SF - www.ftaonline.com)
Autore: Financial Trend Analysis Fonte: News 

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