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lunedì 16 ottobre 2017

Il lascito di Wolfgang Schauble all’Europa

 
Addio all’Eurogruppo di Schauble, il potente MEF della RFT. Ha voluto salutare i colleghi con un non paper dove ha delineato la sua posizione sui principali problemi economici e finanziari dell’Unione. Chiare le alternative: o si trasferiscono al centro altri pezzi di sovranità anche fiscale oppure si fanno ora altri accordi per soluzioni intergovernative da trasferire nei Trattati in un secondo tempo. La strategia è la stessa di quella del 2012 quando fu creato il MES e fu sottoscritto il Trattato sul Fiscal Compact. Il MES (meccanismo di stabilità europea, alias, salva Stati) non è una istituzione. È un tipico strumento dell’approccio intergovernativo disciplinato da un Trattato. Per istituire il MES fu modificato l’art. 122 parag. 2 secondo la procedura speciale di cui all’art. 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione, alias, Trattato di Lisbona. Sullo status giuridico e ruolo del MES vedi Luigi Gianniti all’indirizzo sotto.
Si discute oggi se incorporare il MES nel istituendo Ministero europeo dell’economia e delle finanze MEEF oppure trasformare in alternativa il MES in un c.d. Fondo monetario europeo sulla scia del FMI. La posizione tedesca (o personale) che Schauble ha voluto chiarire dovrebbe essere questa ultima ma da percorrere in due fasi e come punto di arrivo. Per la fase intermedia il MES riceverebbe un secondo mandato più ampio di quello attuale, ossia, il MES utilizzando le sue cospicue risorse dovrebbe non solo salvare gli Stati membri a rischio default ma prevenirne le crisi secondo le regole del Fiscal Compact, quelle dell’art. IV del FMI e, gradualmente, quelle del Patto di stabilità e crescita come riformato dal regolamento 1175/2011. Il nuovo MES inoltre dovrebbe potere imporre ai PM in crisi misure di ristrutturazione del debito pubblico con suddivisione dei costi tra lo stesso MES e i creditori privati. Per svolgere questi compiti, alias, il ruolo di assicuratore di ultima istanza, il MES dovrebbe monitorare i bilanci pubblici e la situazione economica e finanziaria del PM, conserverebbe il potere di emettere eurobonds per adeguare le sue risorse alla bisogna. Naturalmente un’operazione del genere svuoterebbe il ruolo della Commissione che rimarrebbe più o meno relegata al ruolo di Ufficio Studi.
Per essere ancor più chiaro, Schauble respinge ogni forma di condivisione dei rischi non solo di quelli connessi al debito pubblico ma anche di quelli bancari per il semplice motivo che, a suo giudizio, tali misure renderebbero più debole l’Unione economica e monetaria e, quindi, l’euro.
Ammette che le riforme strutturali proposte a giugno di ogni anno dalla Commissione nelle sue raccomandazioni specifiche per i PM possano risultare costose nel breve termine e si limita a prevedere degli incentivi. A tale scopo non serve una capacità fiscale intergovernativa aggiuntiva. A suo giudizio, a questo riguardo si dovrebbe valorizzare il collegamento tra suddette raccomandazioni e il c.d. semestre (sessione di bilancio) europeo e i fondi strutturali andando a costruire un primo nucleo del bilancio dell’eurozona. È del tutto evidente che in questo modo, data la dimensione striminzita di detti fondi pari a circa 350 miliardi di euro per tutto il periodo 2014-2020, detto primo nucleo non sarebbe per nulla idoneo per essere utilizzato come strumento di stabilizzazione del ciclo economico di singoli PM e, meno che mai, dell’economia europea nel suo insieme. E’ noto che anche la Commissione e il suo Presidente Juncker che sono favorevoli alla proposta del MEEF formalmente all’interno della Commissione non hanno fin qui avanzato proposte specifiche sul bilancio europeo e, soprattutto, sul superamento del divieto di indebitamento. Senza infingimenti, Schauble non riconosce la necessità di uno strumento di stabilizzazione macroeconomica per gestire i frequenti shock asimmetrici che colpiscono alcuni paesi e, come se ciò non bastasse, respinge l’idea di un sussidio di disoccupazione perché sono strumenti non necessari ai fini della stabilità dell’euro. E aggiunge che le misure anticicliche arrivano sempre tardi mentre un’indennità europea di disoccupazione dovrebbe tener conto dei differenti livelli di reddito con grandi complicazioni. Ancora più cinica è la motivazione addotta per respingere le proposte di risorse addizionali per fronteggiare i crescenti squilibri territoriali tra le regioni centrali e quelle periferiche. I motivi per cui la convergenza diminuisce invece di aumentare sono di natura strutturale e nazionale e non possono essere affrontati con capacità fiscale aggiuntiva. In chiaro, prevedere nuova capacità di indebitamento servirebbe solo a guadagnare tempo e a ripetere gli errori del passato da parte dei governi nazionali. In altre parole – lo ripeto – non servono trasferimenti compensativi di diseconomie esterne, di gap infrastrutturali, di lontananza dai mercati, o per assorbire shock asimmetrici nei limiti in cui funziona una vera unione bancaria e il mercato unico dei capitali. Con un piccolo particolare, al momento non c’è pieno funzionamento né della prima (ancora da completare) né del secondo (ancora da promuovere).
Non serve una mutualizzazione del debito, non servono nuovi eurobond in aggiunta a quelli esistenti. Basta la flessibilità prevista dal PSC (Taiwan OTC: 6577.TWO - notizie) e dal Fiscal Compact. Al riguardo trova lo spazio per respingere le critiche del FMI circa la complessità, opacità e contraddittorietà delle regole fiscali europee di suddette regole. Difende la bontà delle nuove regole sul debito messe sullo stesso piano di quelle sul deficit. Basta la flessibilità da ammettere nei limiti in cui il trend del debito pubblico è discendente.
Che dire dell’uomo politico destinato a diventare Presidente del Bundestag. Non è un economista come più volte Egli stesso ha voluto precisare. Grande coerenza, grande cocciutaggine. Non lascia un bel ricordo. E il suo lascito è da prendere con beneficio di inventario. Per fortuna non sarà più MEF ma non c’è da festeggiare perché, secondo certi pronostici, il suo probabile successore potrebbe avere proposte peggiori.

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