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giovedì 19 ottobre 2017

Il governo di coalizione laburista fra precipitare l’NZD

 
La svolta a sinistra della Nuova Zelanda fa precipitare l’NZD
By Arnaud Masset
Giovedì il dollaro neozelandese ha subito un duro colpo, cedendo più dell’1,70% contro l’USD; così hanno reagito gli investitori alla formazione del governo di coalizione. Il kiwi ha iniziato a precipitare intorno a mezzogiorno (ora locale), sulla scia delle voci che il partito laburista stava per formare un governo di coalizione. Qualche ora dopo è arrivato l’annuncio ufficiale. Winston Peter, leader del partito New Zealand First, ha annunciato che il suo partito ora appoggerà il partito laburista e non il Partito Nazionale. La flessione del kiwi ha subito un’accelerazione. Jacinda Ardern, leader del partito laburista, prenderà il posto di William English e diventerà il nuovo primo ministro neozelandese. Molto probabilmente Winston Peter diventerà vice primo-ministro.
Come da attese, il mercato non ha accolto con favore la notizia, perché gli investitori si aspettano politiche più espansioniste dal nuovo governo, come un aumento dei sussidi governativi e l’istruzione terziaria gratuita, che genereranno un aumento della spesa pubblica.
È molto probabile un’ulteriore svalutazione del kiwi, perché nei mesi estivi gli speculatori avevano accumulato ingenti posizioni lunghe. Già ad agosto avevano iniziato a liquidare le loro scommesse rialziste, perché avevano percepito che il vento stava cambiando. La scorsa settimana, le posizioni future nette lunghe non commerciali ammontavano al 15,7% circa delle posizioni complessive, rispetto al 63% di luglio. Il kiwi ha sfondato tutti i supporti e ora la strada è spianata verso $0,6818 (minimo 11 maggio).
La Catalogna non fa chiarezza e la Spagna sospende l’autonomia
By Peter Rosenstreich
Il termine entro il quale la Catalogna avrebbe dovuto fare chiarezza sulla dichiarazione d’indipendenza è scaduto. Per Madrid, la mancata risposta equivale a una richiesta d’indipendenza della Catalogna. Rajoy e il governo spagnolo hanno rifiutato di togliere il piede dall’acceleratore. L’ufficio del primo ministro ha annunciato che il governo s’incontrerà comunque per attivare l’Articolo 155 della Costituzione. Anche se l’Articolo 155 non è mai stato utilizzato prima d’ora, dovrebbe sospendere l’autonomia della Catalogna. Nell’immediato il cambio EUR/USD è sceso a 1,1770, ma poi si è subito ripreso. Nonostante l’acuirsi della crisi politica in Catalogna, con la regione che sembra sempre più smarrita, i mercati si aspettano che la Spagna e l’UE avranno la meglio. La fiducia in un sistema dominante federalista ha ripercussioni limitate, legate al rischio politico, su forex, rendimenti e volatilità. La situazione rimane fluida, probabilmente la prossima mossa arriverà dal governo regionale catalano. Rimaniamo tuttavia scettici sul rischio di contagio, vista la forza dell’Europa, e opereremmo in controtendenza rispetto alle notizie da prima pagina.

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