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venerdì 27 ottobre 2017

I 10 migliori titoli farmaceutici da comprare ora (parte II)


(Seconda parte: Qui il link alla prima parte del report

L'industria dell'healthcare, suggerisce Jeff Reeves, non è esente da rischi, come dimostrano le non rare fibrillazioni che ha ultimamente subìto, vuoi per via delle speculazioni su prossime modifiche della regolamentazione del settore da parte del Congresso americano, vuoi per le preoccupazioni sul futuro delle assicurazioni mediche legate al programma Affordable Care Act.

Per operatori che investono sul lungo periodo e che concentrano le loro strategie sui titoli con buoni dividendi, suggerisce però il contributore di InvestorPlace e del sito finanziario MarketWatch (gruppo Wall Street Journal), il settore presenta un ottimo potenziale che prescinde dalle fasi di volatilità di breve periodo, oltre ad aver dimostrato nel tempo di essere una delle poche aree di investimento di Wall Street "a prova di recessione": su tutto si può tagliare, è il suo ragionamento, ma non sulla salute.

Proprio sulla base di questa premessa, dunque, Reeves è convinto che molti grandi gruppi farmaceutici siano oggi tra i i candidati migliori per prossimi rialzi, prospettati da una costante espansione delle spese mediche e da una domanda che si annuncia sempre crescente nei mercati globali del 21esimo secolo.
Se a ciò si aggiunge che i titoli dell'universo "Big Pharma" sono anche tra i più generosi in tema di dividendi, vale la pena di proporre una carrellata delle migliori opzioni d'acquisto in vista di un posizionamento nel settore. Con un avvertimento: una esposizione ai farmaceutici è per investitori con lo "stomaco forte" per resistere alle frizioni sempre dietro l'angolo, che ogni dibattito parlamentare a Washington può far improvvisamente emergere.

Ecco quindi la seconda parte della sua Top 10 (QUI il link ai primi 5 titoli del report) .

6. Omega Healthcare Investors Inc (NYSE:OHI)

Capitalizzazione di mercato: 6 miliardi di dollari.
Dividend Yield: 8,2%.
Return del 2017: 2& contro il 15% dello S&P500.
Dopo la serie di colossi propriamente farmaceutici presentati nella prima parte del report, Reeves suggerisce di guardare collateralmente anche a fondi d'investimento immobiliare, i cosiddetti REIT (acronimo di Real Estate Investment Trust), che abbiano una forte esposizione al settore healthcare.

Per investitori che abbiano interesse per questo segmento di mercato, il suo consiglio è di guardare a Omega Healthcare Investors Inc, una mid-cap con sede nel Mariland che concentra i suoi investimenti su immobili destinati a istituti per anziani e strutture per l'assistenza a lungo termine.
Tra i motivi per cui Reeves ha una particolare predilezione per il titolo è che una buona parte delle proprietà della società rientrano nel cosiddetto “triple net lease”, una formula di contratto nella quale è l'individuo o l'ente locatario ad occuparsi dei costi principali dell'edificio: tasse, assicurazione e manutenzione.

Un business "comodo" che garantisce una affidabile politica di dividendi: i REIT sono tenuti a distribuire annualmente agli azionisti il 90% del loro utile tassabile, il che si traduce in un generoso dividend yield che dovrebbe assicurare buoni ritorni ad investitori di lungo periodo.

7.
Amgen, Inc. (NASDAQ:AMGN) 

Capitalizzazione di mercato: 130 miliardi di dollari.
Dividend Yield: 2,6%.
Return del 2017: 23% contro il 15% dello S&P 500
Si torna tra le mega-cap che si spartiscono la leadership nel settore biotech con Amgen, società che dopo una fase di crescita forsennata negli anni passati ha raggiunto una fase di maturazione che ha portato un certo appiattimento dei ricavi.

La "buona notizia", avverte però Reeves, è che Amgen ha adesso accettato il suo ruolo tra i grandi "notabili" dell'industria biotecnologica che una capitalizzazione di 120 miliardi le assegna, rinunciando alla ricerca a tutti i costi - ad esempio con acquisizioni a volte impulsive - di livelli di crescita ormai irrealistici, e sostituendole con una politica di soddisfazione degli investitori proprio attraverso politiche generose di restituzione degli utili.

Risultato: le cedole a marca AMG hanno registrato un'impressionante crescita del 310% da quando la compagnia ha avviato nel 2011 la distribuzione regolare di un dividendo, che ha tra l'altro ampio margine di crescita dato che ancora soltanto un terzo dei profitti del gruppo sono impiegati per far fronte ai pagamenti.

8.
Pfizer Inc. (NYSE:PFE)

Capitalizzazione di mercato: 215 miliardi di dollari.
Dividend Yield: 3,5%.
Return del 2017: 12% contro il 15% dello S&P 500

Un ragionamento per certi aspetti analogo a quello sulla crescita di Amgen vale anche per la newyorchese Pfizer, altra mega-cap della lista che non ha da offrire agli investitori un potenziale di crescita eccessivo.

In questo senso ci si deve ricordare, fa notare Reeves, che le strategie di investimento focalizzate sui dividendi non hanno di mira l'andamento dei ricavi nel breve periodo, ma rendimenti consistenti e un business stabile che faccia da supporto nel corso degli anni a un regolare flusso di distribuzioni.
Esattamente quello che può offrire Pfizer, una compagnia da 200 miliardi di dollari che vanta un catalogo di primo livello e nuovi farmaci in grado di sostenere i ricavi mentre scadono i brevetti dei suoi prodotti di punta, come ad esempio il Viagra: la società ha pagato dividendi in qualche forma fin dal 1901, e dopo il taglio seguito alla crisi finanziaria ha recuperato i livelli precedenti il 2009: il suo dividend yield è attualmente del 3,5%.

9.

CVS Health Corp (NYSE:CVS)

Capitalizzazione di mercato: 77 miliardi di dollari.
Dividend Yield: 2,6%.
Return del 2017: -3% contro il 15% dello S&P 500

Con un valore di mercato di 77 miliardi non è una mega-cap - ma quasi - CVS Health Corp, che è la seconda più grande catena di farmacie degli Stati Uniti, con una rete di oltre 9600 punti vendita in quarantanove Stati americani, Portorico e in Brasile, ma non certamente soltanto un "retailer". Lo dimostra ad esempio,ricorda Reeves, il suo ramo Omnicare specializzato nei servizi di assistenza a lungo termine, e il gruppo ha anche costruito,una posizione dominante nel segmento dei cosiddetti "pharmacy benefits managers" (PBM), dove grazie alla quota enorme di mercato (nel 2016 ha gestito 1,3 miliardi di prescrizioni) CVS è in grado di mettere in campo efficienti economie di scala che le consentono di negoziare da una posizione vantaggiosa con i produttori di farmaci.

10.

GlaxoSmithKline plc (ADR) (NYSE:GSK)

Capitalizzazione di mercato al NYSE: 9 miliardi di dollari.
Dividend Yield: 5%.
Return del 2017: 5% contro il 15% dello S&P 500


Offre infine uno dei rendimenti più generosi tra quelli presi inconsiderazione l'ultimo titolo della rassegna, GlaxoSmithKline plc, casa farmaceutica che ha una varietà di fonti di ricavi oltre ai suoi farmaci di marca per assicurare la stabilità del suo dividendo.

Reeves ricorda ad esempio che il colosso britannico è leader mondiale nel mercato dei vaccini e in quello dei prodotti da banco, come gli antidolorifici Excedrin e i prodotti per la cura dentaria della linea Sensodyne. L'azione, precisa Reeves, è stata piuttosto "dormiente" negli ultimi anni dato che non sono venuti fuori dai suoi laboratori farmaci che si siano dimostrati dei veri e propri "blockbuster",.
Ma a parte questo non lascia certo insoddisfatti gli investitori che chiedono numeri affidabili: GlaxoSmithKline li continua ad assicurare, e lo dimostrano gli oltre 3 miliardi di free cash flow generati lo scorso anno.

Fonte: News Trend Online

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