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lunedì 16 ottobre 2017

Ftse Mib: vola Banco BPM grazie a Buffett. Occhio a titoli oil

 
L'Europa procede verso una mattinata tutto sommato tranquilla e positiva fatta eccezione per la Borsa di Madrid in tensione a causa dello scontro tra la capitale catalana e il governo centrale, con il secondo che minaccia il commissariamento entro giovedì e la prima che cerca di prendere tempo per poter intavolare trattative.
La situazione sui mercati
Il primo risultato di questa situazione di incertezza è un Ibex a -0,5% sullo sfondo di un'Europa in verde. Alle 12.30, infatti, il Dax è poco sopra la parità a 0,16%, il Cac40 a 0,09%, il Ftse mib a 013% e il Ftse 100 a 0,10%. Anche l'euro avverte il peso non solo della situazione spagnola ma anche dell'evolversi delle elezioni in Austria e si indebolisce arrivando a 1,18 sul dollaro. Prossimo driver per la moneta unica è il meeting della Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) previsto per il 25-26 ottobre e in cui Mario Draghi potrà dare ulteriori delucidazioni circa la politica monetaria della Bce, per la precisione una ricalibratura del QE.
Guardando ai settori, sotto i riflettori restano ancora i bancari con Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) ((+0,6%) ancora in pista per la partita Commerzbank (Xetra: CBK100 - notizie) il cui risultato, secondo gli esperti di Banca Akros, non dovrebbe impattare negativamente sul bilancio. Da citare soprattutto Banco Bpm che registra alle 12.45 addirittura un +3,16% grazie alle voci di un ingresso di Warren Buffet nel capitale, ingresso direttamente collegato con l'entrata del magnate in Cattolica Assicurazioni compagnia che potrebbe presto diventare partner assicurativo di Bpm (Other OTC: BPMI - notizie) .
Il caso di BPM 
Era l'inizio di ottobre e la notizia esplose sulla stampa italiana: nello specifico si tratta della cessione, da parte di Banca Popolare di Vicenza di 15.767.793 azioni ordinarie alla Berkshire Hathaway (Sao Paolo: BERK34.SA - notizie) , diventata quindi, primo azionista della compagnia, davanti a Fondazione Cariverona (3,47%), fondo Dimensional (3,34%) e la Fondazione Banca Monte Lombarda (3,16%) e Norges Bank (meno del 3%). Tradotto in numeri si trattava di 7,35 euro ad azione per un costo totale, da parte della società di Buffett, di 115,89 milioni di euro. Già nel 2011 quando si parlava del il caso della FondiariaSai in vena di rilancio, sempre Buffett si offrì per un ingresso nel capitale mentre due anni dopo guardò con favore a Milano Assicurazioni, anche in quel caso un'offerta arrivata approfittando dell'asta fatta da UnipolSai (Amsterdam: UQ8.AS - notizie) all'interno del più ampio riassetto dell'universo Ligresti.
La conferma delle possibili mire di Buffett su Banco Bpm, almeno ufficiosamente visto che ufficialmente nulla è stato detto, arriverebbe anche da indiscrezioni di stampa secondo cui Banco Bpm starebbe lavorando alla cessione di un pacchetto da 6 miliardi di sofferenze, il che porterebbe ad un totale di 8 miliardi i crediti incagliati e smaltiti nel corso del 2018. In tutto questo anche Cattolica Assicurazioni vanta un risultato positivo pari a +1,04% sulla scia di informazioni circa la prossima trasformazione in Spa.
Oro e petrolio
Altri protagonisti della mattinata sono oro e petrolio. Il primo conferma le quotazioni oltre i 1.300 dollari l’oncia già in avvio di ottava con un risultato che alle 12.50 arrivava a 1.305,41 dollari l’oncia. A spingere il metallo giallo, in rialzo per la terza seduta consecutiva sono le paure circa la fine dell'accordo sul nucleare iraniano mentre al momento sembra che l'inflazione non desti particolare preoccupazione con un mercato che ha già prezzato l'ultimo rialzo dei tassi da parte della Fed per il 2017.
Per quanto riguarda il petrolio, invece, il barile alle 13 toccava i 58 dollari tondi (pari a +1,45%) per il Brent e i 52,12 per il Wti (pari a +1,30%). Effetto domino su tutto il comparto con Eni (Londra: 0N9S.L - notizie) , Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) e Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) che alle 13.10 registrano rispettivamente +0,36%, +1,13% e +0,86%. Al di là dei fattori tecnici sembra che ad infiammare le quotazioni siano le tensioni geopolitiche comprendenti non solo gli attacchi del presidente Donald Trump contro l'Iran e l'accordo sul nucleare, ma gli scontri tra il governo centrale di Baghdad e le milizie curde Peshmerga per il controllo della zona di Kirkuk, particolarmente ricca di giacimenti.

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