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lunedì 30 ottobre 2017

Draghi e le tecno-tirmestrali offrono ancora da bere


La settimana scorsa, partita in sordina con qualche presa di beneficio dovuta più alle vertigini per l’incessante salita che dura da ferragosto che per motivi sostanziali, ha decisamente svoltato al rialzo a partire dal pomeriggio di giovedì, a causa di due importanti driver. Dapprima giovedì la BCE ha solleticato l’avidità speculativa dei mercati con una decisione sul QE ed un successivo discorso di Draghi che più accomodanti non potevano essere.
La mia sensazione è che l’imperturbabile SuperMario punti all’impresa di consegnare al suo successore i tassi a zero ed un attivo di bilancio della sua banca centrale ancora pieno di bond. Se questa è la sua intenzione, e se riuscirà a realizzarla (ovviamente non dipende solo da lui, ma anche dall’inflazione e dai tedeschi) la bonaccia monetaria potrebbe durare fino al 31 ottobre 2019, cioè esattamente ancora per due anni.

Giovedì comunque la risposta del mercato alle sue parole suadenti è stato è stato un rally dell’azionario e dei bond europei. Segno che non sono stato il solo ad avere la sensazione che l’inferno delle politiche restrittive possa attendere.
Il giorno seguente i Europa le gioie hanno lasciato un po’ il passo alle preoccupazioni per la Spagna, che  mandava in scena la triste dichiarazione di indipendenza della Catalogna, dapprima annunciata, poi rinviata ed infine votata in serata dal Parlamento e festeggiata da Puigdemont con una faccia da funerale che rivelava assai bene che ora la sua preoccupazione è evitare i 25 anni di carcere che Rajoy gli ha promesso.
Ma le chiavi della cantina sono passate alle borse americane, che hanno stappato lo spumante delle grandi occasioni per festeggiare alcune brillanti Tecno-trimestrali presentate nella serata di giovedì, che hanno portato alle stelle venerdì alcuni big della tecnologia (Amazon +13,2%, Intel +7,4%, Microsoft +6,4%, Alphabet-Google +4,3% e per simpatia, anche se la trimestrale la presenta solo mercoledì 1 novembre, anche Facebook +4,3%).
Con questo clima l’indice Nasdaq100 ha realizzato +2,91% e polverizzato i precedenti massimi storici, mettendo di buonumore anche SP500, che con +0,81%, notevole in questi tempi di volatilità schiacciata, ha migliorato anch’esso il suo record storico e dimenticato la minicorrezione di inizio settimana.
Di fronte a queste manifestazioni di forza insinuare qualche dubbio sembra quasi bestemmiare contro la divinità del mercato.

Pertanto me ne guardo bene. La settimana partirà al rialzo, così come è finita quella precedente. E’ possibile qualche sofferenza solo per la Spagna, per colpa dei pasticci che ha combinato con le sue stesse mani, e per il nostro indice che tende a seguirne le sorti. Gli altri non sembrano avere problemi. 
Non resta pertanto che seguire questo trend, che sta già anticipando il rally di Natale.
Occorre adeguarsi anche se quel che succede sembra frutto di ubriacatura collettiva.
Del resto, se ci pensiamo bene, in una festa in cui tutti sono ubriachi, chi è sobrio è fuori posto. O se ne va, o comincia a bere pure lui.
Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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