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martedì 17 ottobre 2017

Cautela sull'Europa: la stagione degli utili non convince tutti

Alle 16.30 l'Europa viaggia in territorio positivo recuperando una debolezza che si era manifestata già dalla mattinata e che aveva visto l'indice itlaiano fare la parte della pecora nera. Ad un'ora dalla chiusura il Vecchio Continente vede il Ftse 100 in vantaggio dello 0,22%, il Dax a 0,21%, il Cac 40 non lontano con lo 0,22% e Piazza Affari praticamente sulla parità. 

Chi teme l'Europa 

L'indice Euro Stoxx 600 è aumentato del 7% dall'inizio dell'anno, ma già in molti iniziano a sospettare che l'interesse per l'azionario del Vecchio Continente sia stato gonfiato da aspettative troppo rosee sulle trimestrali in fase di pubblicazione.
Come ricordano dalla Cnbc, i dati raccolti da Reuters dimostrano che gli utili del terzo trimestre in Europa dovrebbero aumentare del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Inizialmente tutti guardavano con fiducia al dissiparsi dei rischi politici intravisti all'orizzonte nella serie di elezioni che si sarebbero snocciolate tra il 2016 e il 2017, un aumento della sicurezza che avrebbe portato con sè anche una fiducia sulla crescita e un appeal anche agli occhi degli investitori internazionali.
A questo venga poi aggiunta anche un'inflazione sana in aumento ed ecco spiegato l'entusiasmo degli investitori e il già citato 7% anno su anno.
Il sospetto degli analisti è che gli investitori stiano basando le loro strategie su una metrica troppo ottimista e che potrebbe essere delusa: guardando i numeri, infatti, si può notare come settori quali le telecomunicazioni, le utility e i titoli industriali abbiano finora migliorato i loro margini ma solo per quanto riguarda i guadagni provenienti dall'estero e non dall'Unione europea.

Inoltre, fanno notare, i rischi politici non sono del tutto dissipati (Brexit, Austria e Catalogna lo dimostrano) il che porterà le imprese europee ad essere soggette a potenziali impatti negativi.

... e chi invece, no

Ma se da un lato c'è chi guarda con sospetto alle agitazioni politiche in seno all'Europa, dall'altro c'è chi non le teme nemmeno su scala internazionale.
Al di là della crisi catalana ed andando oltre la Brexit, esiste anche una crisi curda e irachena che impatta sul prezzo del petrolio.

Ma come per l'azionario, le conseguenze saranno di breve durata. E per lo stesso motivo: le tensioni non sfoceranno in nessun tipo di strappo o di indipendenza cruenta perchè i coinvolgimenti economici per tutte queste regioni sono troppo forti così come le difficoltà che si avrebbero a livello normativo in caso di indipendenza.
Per questo motivo molti politici, pur avendo piena coscienza dell'appoggio che la popolazione offre loro, non possono fare a meno di negoziare, per lo meno sui vantaggi commerciali. 
Fonte: News Trend Online

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