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venerdì 27 ottobre 2017

Borse US: sul carro dei tecnologici c'è spazio per tutti


Se serviva una dimostrazione del perché i colossi dell'hi-tech americano ricevano tanta attenzione da parte della stampa finanziaria e degli investitori, dopo la giornata di report trimestrali di ieri ne è è arrivata una più che sufficiente. Anzi, ben quattro. Quelle fornite da alcune tra le più capitalizzate società dell'industria - Amazon.com, Microsoft, Intel e Alphabet, più conosciuta come Google: tutte e 4 le società hanno superato le previsioni sui loro profitti e ricavi nel terzo trimestre, mettendo insieme complessivamente un incremento di quasi 2,2 miliardi di profitti e ben 19 miliardi di ricavi rispetto all'analogo trimestre del 2016.

Un successo a tutto campo che ha provocato una reazione più che positiva nell'afterhours di ieri, con rialzi per tutti i titoli che hanno portato la capitalizzazione combinata del gruppo ben oltre i 2 mila miliardi di dollari registrata alla chiusura pomeridiana. Ecco il dettaglio dei risultati.

Alphabet

Ricavi nel terzo trimestre 2017: 27,772 miliardi
Ricavi nel terzo trimestre 2016: 22,45 miliardi
Stime di consenso sui ricavi: 27,2 miliardi
Variazione percentuale tra i due periodi: +24%
Utile netto nel terzo trimestre 2017: 6,73 miliardi di dollari, pari a 9,57 dollari per azione
Utile netto nel terzo trimestre 2016: 5,061 miliardi, pari a 7,25 dollari per azione
Consenso su utile per azione: 8,31
Il risultato forse più evidente è quello di Alphabet, che ha comunicato di aver chiuso il trimestre estivo con quasi 10 miliardi di ricavi e più di un miliardo di profitti in più rispetto al terzo trimestre dello scorso anno. Risultati che hanno stracciato i pronostici del mercato, che si aspettava un utile per azione a 8,31 dollari su ricavi a 26,9 miliardi, e che hanno portato le azioni della casa madre di Google a un passo da un nuovo record: nelle contrattazioni serali, il titolo ha raggiunto una capitalizzazione di vicinissima alla soglia dei 700 miliardi di dollari, superata la quale - e c'è poco da dubitare che ci arrivi - potrà vantarsi di essere stata la seconda società della storia ad arrivarci dopo Apple.

Durante la conference call, il CFO Ruth Porat ha spiegato che gli ottimi risultati del trimestre sono da attribuire principalmente ai numeri nel segmento delle ricerche su mobile e a quelli di Youtube e della piattaforma Cloud di Google, oltre che alle nuove strategie nel segmento hardware.
Non manca qualche piccola nuvola, ha fatto notare qualche analista, come quello legato ai dati sul cost-per-click (che definisce il costo della pubblicità), calato del 21%, o i timori sul possibile impatto sui servizi di advertising del gruppo derivante dalla nuova lotta alle fake news che sta sempre più prendendo piede nel bel mezzo dell'inchiesta sul Russiagate.

Ma intanto, proprio i ricavi del segmento pubblicitario fanno come al solito la parte del leone nei volumi delle vendite della controllata Google, toccando un nuovo record a 24,065 miliardi dai 19,821 del terzo trimestre 2016.

Amazon

Ricavi nel terzo trimestre 2017: 43,7 miliardi 
Ricavi nel terzo trimestre 2016: 32,7 miliardi 
Variazione percentuale tra i due periodi: +34%
Consenso su ricavi: 42,14 miliardi
Utile netto nel terzo trimestre 2017: 256 milioni - 0,52 dollari per azione
Utile netto nel terzo trimestre 2016: 252 milioni, pari a 0,52 dollari per azione

Consenso su utile per azione: 0,03 dollari
Sorride anche Jeff Bezos, che oltre ad essere fondatore e CEO di Amazon.Com ne detiene anche una significativa quota di partecipazione azionaria e ha dunque aggiunto ieri nell'after-hours oltre 6 miliardi di dollari al suo patrimonio personale, portandosi a una manciata di miliardi dalla vetta della classifica dei paperoni mondiali guidata da Bill Gates, quando le azioni della sua creatura hanno messo a segno un rialzo di oltre il 7% salendo nuovamente sopra un prezzo di 1000 dollari.

Una reazione che si spiega col fatto che investitori e azionisti avevano aspettative molto meno rosee sui profitti del terzo trimestre dopo i risultati deludenti del secondo. Il punto forte del gruppo sono d'altra parte tradizionalmente i ricavi, fronte sul quale il colosso dell'e-commerce non ha affatto deluso.
Amazon, che ha incluso tra l'altro per la prima volta i numeri di Whole Food dopo il takeover concluso il 28 agosto, ha incrementato i ricavi di ben 11,03 miliardi rispetto al terzo trimestre 2016 e non è da dubitare che riuscirà facilmente a superare ancora il record con la stagione degli acquisti in arrivo: l'azienda ha comunicato di poter generare nel corso dell'holiday-season un giro d'affari tra i 56 e i 60,5 miliardi di dollari.

Intanto, è ancora boom per i servizi di abbonamento ad Amazon Prime (+59% a 2,4 miliardi di dollari) e soprattutto per la divisione cloud: l'utile dell'azienda di Seattle è stato spinto infatti soprattutto da Amazon Web Services, che ha archiviato una crescita del 42% a 4,58 miliardi di dollari.
Nota da non trascurare: qualche analista hanno messo in rilievo in prossimità della pubblicazione dei conti che il modello di business di Amazon è ormai maturo abbastanza per poter cominciare a pensare alla distribuzione di un dividendo, che Amazon non ha mai pagato agli azionisti.

Microsoft

Ricavi nel terzo trimestre 2017: 24,54 miliardi 
Ricavi nel terzo trimestre 2016: 22.3 miliardi 
Variazione percentuale tra i due periodi: +12%
Consenso su ricavi:  23,56 miliardi
Utile netto nel terzo trimestre 2017: 6,58 miliardi, pari a 0,84 dollari per azione
Utile netto nel terzo trimestre 2016: 5,67 miliardi , pari a 0,72 dollari per azione
.Variazione percentuale tra i due periodi: +16%

Consenso su utile per azione: 0,71 dollari
E' andata bene anche al titolo Microsoft, che dopo aver raggiunto di nuovo recentemente una capitalizzazione di mercato di 600 miliardi, una soglia non toccata dall'epoca del boom delle dot-com, ha ieri toccato nuovi massimi storici nel tardo pomeriggio grazie anche in questo caso ai risultati eccellenti del business cloud. Divisione che ha complessivamente generato un fatturato di 6,9 miliardi di dollari (+14 per cento su base annua), con una crescita tanto delle attività legate a server e servizi quanto soprattutto di Azure, che cresce del 90% su base annua.

In evidenza anche i prodotti Office, con il fatturato dell'offerta Office per aziende e utenti finali salito rispettivamente del 10% e del 12% rispetto a un anno fa, e LinkedIn, che ha prodotto entrate pari a 1,1 miliardi di dollari.  

Intel

Ricavi nel terzo trimestre 2017: 16,15 miliardi 
Ricavi nel terzo trimestre 2016: 15,78 miliardi 
Consenso su ricavi:  15,73 miliardi
Utile netto nel terzo trimestre 2017: 4,52 miliardi, pari a 0,94 dollari per azione
Utile netto nel terzo trimestre 2016: 3,38 miliardi , pari a 0,69 dollari per azione
Variazione percentuale tra i due periodi: +34%

Consenso su utile per azione: 0,71 dollari
Ha superato bene infine l'esame della trimestrale anche il veterano del gruppo dei tecnologici a stelle e strisce, cui si deve buona parte del merito se una parte della Bay Area di San Francisco è oggi meglio conosciuta come "Silicon Valley.

Il leader dell'industria dei semimconduttori viene fuori da un periodo non proprio brillante, con forti difficoltà a far crescere profitti e ricavi per aver perso il treno del mobile e sperimentato un lento declino del suo business nel mercato dei personal computers. E' proprio per questo che, pur meno appariscenti rispetto a quelli di Amazon, Microsoft e Alphabet, i suoi risultati sono apparsi agli analisti molto più importanti per il gruppo in prospettiva per ché il principale produttore di chip al mondo sembra aver trovato nuove aree di crescita: anche se la divisione client computing genera ancora una quota consistente dei ricavi complessivi (8,68 miliardi di dollari), ha mostrato dati molto promettenti la divisione dedicata ai data center (4,88 miliardi contro un consenso posizionato a 4,79 miliardi) e la società ha prospettato buone opportunità in nuovi mercati, come l'intelligenza artificiale, fronte sul quale il rinnovato attivismo di Intel è testimoniato tra l'altro da una partnership siglata con Facebook a inizio mese.

E che le cose stiano cambiando lo ha dimostrato il management, che ha alzato la sua guidance per l'intero esercizio tanto sui ricavi che sui profitti: Intel stima adesso di poter chiudere l'anno con utile per azione a 3,25 dollari su ricavi a 62 miliardi.
Fonte: News Trend Online

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