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martedì 3 ottobre 2017

Borse poco mosse con Francoforte chiusa. Ferragamo sotto scacco

 
La chiusura da record registrata ieri dai tre indici principali a Wall Street, ha regalato buonumore quest'oggi alle Borse asiatiche. Ne ha approfittato anche il Nikkei 225 che è salito dell'1,05% sui massimi da oltre due anni e mezzo, beneficiando dell'indebolimento dello yen nei confronti del dollaro, favorito quest'ultimo dai buoni dati Usa diffusi ieri.
Poco mosse le Borse europee che dopo una partenza senza particolari scossoni continuano a muoversi con una bassa volatilità, complice l'assenza della piazza azionaria tedesca, rimasta chiusa per festività.
Questo si riflette anche sui volumi di scambio più bassi della media, con il Ftse100 in frazionale rialzo dello 0,08%, preceduto dal Cac40 che sale dello 0,22%.
Sul fronte macro in Europa l'unico dato macro di oggi è stato diffuso poco fa e si tratta dell'indice dei prezzi alla produzione che ad agosto ha evidenziato una variazione positiva dello 0,3%, rispetto alla lettura invariata di luglio, superando le attese degli analisti che si erano preparati ad un rialzo meno marcato dello 0,1%.
Debole Piazza Affari dove il Ftse Mib dopo aver tentato di spingersi in avanti e aver superato frazionalmente la soglia dei 22.850 punti, si è mosso a passo di gambero, presentandosi ora poco sotto i 22.800, con un ribasso dello 0,07%.
Tra le blue chips in controtendenza troviamo YNap che sale dell'1,33% dopo che Jefferies ha confermato il rating "buy" sul titolo, con un prezzo obiettivo alzato da 33 a 40 euro.
Lo stesso broker ha reiterato la raccomandazione "hold" su Luxottica (Milano: LUX.MI - notizie) , con un target price rivisto da 46 a 44 euro e il titolo reagisce con un calo dello 0,23%.
A pagare pegno più degli altri nel settore del lusso è Salvatore Ferragamo (Londra: 0P52.L - notizie) , che affonda di oltre il 3% dopo che Exane ha modificato la sua strategia da "outperform" a "neutral", con un fair value che passa da 27,9 a 24 euro.
La flessione accusata ieri dai prezzi del petrolio non sembra pesare sui titoli del settore oil con Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) in calo dello 0,22%, diversamente da ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) e Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) che avanzano dello 0,21% e dello 0,41%.
A due velocità i bancari con Banco BPM e Ubi Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) in rialzo dell'1,21% e dello 0,92%, seguiti da Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) e Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) che salgono dello 0,2% e dello 0,05%, mentre Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) e Bper Banca scendono rispettivamente dello 0,11% e dello 0,39%.
In calo dello 0,2% Fca dopo che a settembre il mercato dell'auto in Italia ha registrato immatricolazioni in crescita dell'8,13%, mentre il gruppo del Lingotto ha riportato un incremento più contenuto del 5,2%.  
La quota di mercato si è attestata al 28,29%, in calo rispetto al 29,02% registrato nello stesso mese dello scorso anno. 
Sul fronte macro Usa in agenda troviamo solo l'indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene americane, ma l'impatto di questo aggiornamento sui listini azionari è trascurabile.
Da segnalare mezz'ora prima dell'avvio degli scambi a Wall Street un discorso di Jerome Powell, membro della Federal Reserve.

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