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giovedì 26 ottobre 2017

Bond oggi: quelli senza rischio Draghi e con cedole al 10%


Sono una ventina le obbligazioni presenti al Mot con super cedola, ovvero al 10% o dintorni. Inutile segnalare che si tratta solo di emissioni in valute emergenti e quindi esposte ai relativi rischi. Il gruppo è composto di titoli piuttosto volatili, che in fasi incerte, quali le attuali sul fronte euro e dollaro, offrono quanto meno un reddito elevato nel tempo, sempre che si sappia gestire bene i punti di entrata in riferimento alle divise in cui sono espressi.
Per questo motivo ne analizziamo alcuni dei più significativi. Inevitabile ricordare che cedole del 10% non significano sempre rendimenti altrettanto elevati e che quindi in vari casi ci sono emissioni meno generose in termini di flussi cedolari ma che alla fine sono più convenienti come yield.

Il fascino del 10% resta comunque alto e ciò è inesorabile.

Quattro divise per quattro campioni

Le valute su cui si deve puntare per ottenere cedole sul 10% sono naturalmente le solite: lira turca, rand sudafricano, real brasiliano e rublo russo. Che hanno tutte subito forti cali sull’euro nell’ultimo anno, pur con andamenti dissimili.
Da una “preferred list” di obbligazioni a super cedola si sono estratte quelle con rendimenti maggiori per la singola moneta.
Lira turca – E’ inevitabilmente in testa nella classifica degli yield extra fattore cambio. Il bond più interessante è un Bei, con cedola 10,5%, scadenza 29/4/2024, Isin XS1059896016, taglio 1.000 Try, quotazione al Mot sui 101,1 Try, yield 10,15%, volatilità non eccessiva rispetto ad altre emissioni nella stessa divisa e “duration” di 4,8.

Il titolo si muove da mesi fra 100 e 102,5 Try.
Rand sudafricano – In questo caso non si raggiunge l’obiettivo del 10% ma ci si ferma leggermente sotto. Un Bei a cedola 9% batte tutti gli altri in termini di rendimento facciale. Ha scadenza 31/3/2021, Isin XS0605996700, taglio 10.000 Zar e quota sui 103, con yield del 7,7% e “duration” di 3.
E’ un titolo piuttosto volatile, che nell’ultimo anno ha toccato un minimo a 100,8 e un massimo a 105,5.
Real brasiliano – La scelta è abbastanza ampia su questa valuta ma il primato della cedola va a un IFC (World Bank) con facciale al 12%. Ha scadenza 20/1/2019, Isin XS1349365764, taglio 5.000 Brl e quota sui 106, con rendimento a scadenza del 7,6% e “duration” di 1,16.

Le scadenze oltre il 2020 hanno tutte cedole più basse ma proprio con vita residua fino al passaggio di decennio si collocano un’altra IFC all’11,5% e una Ibrd all’11,75%, che prezzano però oltre 110. Le IFC hanno come valuta di liquidazione il dollaro Usa (si legga di seguito la spiegazione di cosa avviene).
Rublo russo – In questo caso la lancetta del selezionatore di bond si muove verso un’emissione di IFC (World Bank) con una variabile da considerare: la valuta di negoziazione è il rublo ma quella di liquidazione il dollaro Usa.

Ne consegue una triangolazione di divise per chi acquista in euro, con tuttavia il ribilanciamento del cambio riferito al dollaro, poiché il passaggio avviene in contemporanea. Ciò non esclude che le cedole siano pagare in $ e come tali versate, nel caso della disponibilità di un conto specifico in tale valuta.
Il titolo presenta una liquidità piuttosto ridotta. Con cedola 11% ha scadenza 21/1/2020, Isin XS1170061078, taglio 100.000 rubli, equivalenti a 1.474 euro, e quota al Mot sui 109,3 Rub, con yield del 6,5%, certamente contenuto ma effetto di un prezzo decisamente elevato, a seguito della riduzione dei tassi di interesse in area russa, scesi dall’11% di aprile all’8,5% attuale.
Fonte: News Trend Online

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