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lunedì 2 ottobre 2017

Bond oggi: quelli che scendono e quelli che salgono


 
In un mercato incoerente e confuso si sono viste situazioni singolari nelle ultime sedute, caratterizzate da andamenti altalenanti. Quali le obbligazioni comportatesi meglio e quali peggio: ne analizziamo varie, tutte quotate sul regolamentato. Con un’avvertenza: venerdì le frecce verdi hanno segnato un netto sopravvento su quelle rosse, con i tassi fissi prevalentemente in ripresa. Salvo magari invertire il trend già nelle prossime ore. 
Il Btp 67 sta per chiudere un triangolo – Il Buono del Tesoro più scambiato, il 2067 cedola 2,8% (Isin IT0005217390), continua a muoversi fra 83,5 e 86,5 euro, che rappresentano due precisi livelli di individuazione del trend. La resistenza a 86,5 è stata testata ben undici volte da agosto in poi e fra l’altro rappresenta il punto su cui alcuni indicatori tecnici scattano di norma sul “sell”. Negli ultimi due giorni si è vista pressione rialzista dal supporto di 83,5 fino a 84,7, con il superamento fra l’altro della media mobile a 10 sedute. Attenzione però all’approssimarsi della chiusura di un triangolo formato dall’accentuata trendline superiore di un canale ribassista avviatosi a giugno e da una meno carica trendline rialzista di più lungo periodo. La compressione di volatilità porterà a possibili forti movimenti nelle prossime sedute. In quale direzione? Presumibilmente verso una correzione, perché i Btp lunghi hanno risentito finora poco delle indicazioni scaturite dal Bund. 
Il tedesco lentamente scende – Se il Future (Francoforte: 923414 - notizie) del Bund ha ancora un ruolo decisivo sui mercati europei, la sua discesa delle ultime sedute qualcosa vuol dire. Non si tratta di una svolta ma del ritorno verso i 160 punti, prima area di confermata debolezza per il titolo di Stato tedesco. E’ pur vero che i 160 e poi i 159 sono già stati rotti varie volte nel corso dell’anno, dando luogo a falsi segnali di definitiva correzione, smentiti da successivi consistenti rimbalzi. Succederà di nuovo? E’ presto per dirlo, ma il sentiment prevalente è ribassista, pur senza eccessiva pressione in tal senso. Venerdì comunque il Future è sceso ai minimi di 160,25 punti, per poi recuperare verso i 160,8. 
Il decennale al 6,5% - Un ottimo strumento per capire la percezione dei mercati è naturalmente un Bund a dieci anni. Il 6,5% 2027 (Isin DE0001135044) ha una sensibilità elevata al variare dei tassi e fotografa bene l’andamento del mercato: dopo aver toccato per due volte i 165 euro, da aprile è sceso a 158 euro, confermando una fase ribassista testimoniata da massimi e minimi discendenti compresi in un canale abbastanza contenuto. I 157,5 potrebbero costituire un livello, in caso di netto “breakout”, decisivo per chiudere un’epoca. 
Il 2019 greco resiste – Le voci di misure di austerità aggiuntive in Grecia sono state smentite: non saranno necessarie per uscire dal programma di salvataggio internazionale nell’agosto del 2018. L’ha ribadito il ministro delle Finanze di Atene, Euclid Tsakalotos. E in effetti il governativo Ggb Tf 4,75% Ap19 Eur (Isin GR0114028534) lo conferma restando sopra quota 102,3 euro con una volatilità ormai ipercompressa e medie mobili quasi sovrapposte. Un segnale di vendita? Sotto i 102 euro, su cui si è definito un supporto testato più volte. Data però la vita residua molto contenuta, solo notizie negative sul fronte politico o del debito pubblico potrebbero riportare nettamente indietro un titolo che quotava 90 euro a marzo. 
Il Cdp è arrivato – Resta uno dei bond più scambiati sul Mot perché rappresenta un’ancora di salvataggio sia per chi ha liquidità da collocare sia per chi è investitore prudente. Ma è stato anche strumento di trading nei mesi scorsi, quando le candele assumevano dimensioni di tutto rispetto. Dall’estate non è più così. Il tasso variabile Cdp 2022 (Isin IT0005090995) pagherà la prossima cedola trimestrale al tasso dello 0,0427%, equivalente all’Euribor 3 mesi +0,50%, un’inezia, che non impedisce scambi e soprattutto controvalori quotidiani significativi. Solo quando l’Euribor, oggi negativo allo 0,33%, si muoverà verso il segno più il Cdp romperà l’attuale quotazione a 99,3 euro, su cui si colloca ormai da alcune settimane.
L’indicizzato al Cms (HKSE: 0867-OL.HK - notizie) sale – Da giorni si evidenzia forte volatilità su un bond, che nell’arco di quattro anni è salito da quota 90 fino agli attuali 106 euro. Si tratta dell’Austria 25 Cms Frn (Isin XS0229808315), che paga l’Euribor 6 mesi +1,50% annuo, salvo che il tasso di riferimento, per ciascun periodo, non sia inferiore o pari allo spread index, nel qual caso il tasso di interesse applicato è dello 0%. Lo spread index è pari a 5 volte la differenza fra il tasso swap a 10 anni e il tasso swap a 2 anni. Una struttura quindi complessa, ma con la prossima cedola semestrale prevista allo 0,629%. 
Performance di lunghi in $ e “sub” Carige – Infine molto attiva la corposa pattuglia dei corporate superlunghi in dollari presenti su Tlx. Pochi li cavalcano adeguatamente ma significative oscillazioni interessano questo comparto in base a notizie su tassi e spread di credito: per esempio il Ford Motor (Swiss: F-USD.SW - notizie) 7,125% scadenza 2025 (Isin US345370BN94 – lotto 5.000), sempre molto volatile è salito venerdì dell’1,9%, l’Amazon 4,25% scadenza 2057 (Isin USU02320AK24 – lotto 2.000), dalla “duration” di 22, è progredito dell’1,65%, e infine il Petrobras 5,625% scadenza 2043 (Isin US71647NAA72 – lotto 2.000), dalla “duration” di 14, è balzato dell’1,9% in una sola seduta. Movimenti in accelerazione anche per i Venezuela e per i Pdvsa, iper volatili in una fase di assoluta incertezza, così come il Banca Carige (Dusseldorf: -BJ51.DU - notizie) subordinato 7,321%, ma in € (Isin XS0570270370 – lotto 50.000 euro), campione di performance all’insù e all’ingiù, dopo la conversione in senior. L'operazione prevede un'offerta di scambio e una cosiddetta “consent solicitation” ai fini della sostituzione di titoli subordinati - per un ammontare complessivo di 510 milioni - con nuovi senior dal prezzo di emissione pari a 100, durata 5 anni e cedola annuale a tasso fisso del 5%.

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