-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 20 ottobre 2017

Bond oggi: in attesa del nuovo Btp Italia, ecco qualche conto


 
La dodicesima edizione del Btp Italia sarà in collocamento dal 13 al 15 novembre, ma per ora è solo un annuncio di massima, perché la caratteristica più importante – cioè la cedola base e quindi il rendimento minimo garantito – verrà comunicata il 10 novembre. L’unico elemento noto è la scadenza confermata nei sei anni, come in quello lanciato sul mercato a maggio, mentre i tre precedenti si erano allineati sugli otto anni. Inutile ricordare che, nel caso del Btp Italia, cedole e capitale sono rivalutati all’andamento dell’inflazione italiana con frequenza semestrale. 
Numeri per capire
Se si esclude la scadenza novembre 2017, ormai quasi in rimborso e che negli ultimi mesi è stata protagonista di frequenti forti scambi sul secondario, gli altri sei Btp Italia in vita aiutano in un certo senso a fare qualche conto (anche di redditività) riguardo alla dodicesima edizione e al suo maggiore o minore presumibile appeal. 
L’aprile 2020 (Isin IT0005012783) è un sei anni emesso il 23/4/2014, con cedola base 1,65%. Quota attualmente sui 106, con rendimento lordo extra inflazione allo 0%. Quando ha esordito sul mercato il tasso medio d’interesse di tutti i Btp su base annua si situava all’1,35%. Quindi il Btp Italia è stato collocato allo 0,30% in più rispetto a quest’ultimo.
L’ottobre 2020 (Isin IT0005058919) è un sei anni emesso il 27/10/2014, con cedola base 1,25%. Quota attualmente sui 105,9, con rendimento lordo extra inflazione dello 0,02%. Quando ha esordito sul mercato il tasso medio d’interesse di tutti i Btp su base annua si situava all’1,35%. Quindi il Btp Italia è stato collocato allo 0,10% in meno rispetto a quest’ultimo.
L’aprile 2023 (Isin IT0005105843) è un otto anni emesso il 20/4/2015, con cedola base 0,50%. Quota attualmente sui 101,7, con rendimento lordo extra inflazione dello 0,17%. Quando ha esordito sul mercato il tasso medio d’interesse di tutti i Btp su base annua si situava allo 0,70%. Quindi il Btp Italia è stato collocato allo 0,20% in meno rispetto a quest’ultimo.
Il maggio 2023 (Isin IT0005253676) è un sei anni emesso il 22/5/2017, con cedola base 0,45%. Quota attualmente sui 101,3, con rendimento lordo extra inflazione dello 0,20%. Quando ha esordito sul mercato il tasso medio d’interesse di tutti i Btp su base annua si situava (ma il valore in questo caso si ferma allo scorso mese di settembre) allo 0,73%. Quindi il Btp Italia è stato collocato allo 0,33% in meno rispetto a quest’ultimo, sebbene il dato andrebbe affinato al 31 dicembre.
L’aprile 2024 (Isin IT0005174906) è un otto anni emesso l’11/4/2016, con cedola base 0,40%. Quota attualmente sui 100,9, con rendimento lordo extra inflazione dello 0,24%. Quando ha esordito sul mercato il tasso medio d’interesse di tutti i Btp su base annua si situava allo 0,55%. Quindi il Btp Italia è stato collocato allo 0,15% in meno rispetto a quest’ultimo.
L’ottobre 2024 (Isin IT0005217770) è un otto anni emesso il 24/10/2016, con cedola base 0,35%. Quota attualmente sui 100,8, con rendimento lordo extra inflazione dello 0,23%. Quando ha esordito sul mercato il tasso medio d’interesse di tutti i Btp su base annua si situava allo 0,55%. Quindi il Btp Italia è stato collocato allo 0,20% in meno rispetto a quest’ultimo.
Se ne può trarre una conclusione
E’ evidente come nella fase attuale – considerando logicamente identica l’inflazione aggiuntiva per tutti i Btp Italia – i più lunghi garantiscano un rendimento supplementare da cedola base marginale rispetto a quelli con scadenza più vicina, il che è ovvio. Decisivo invece il fatto che in ben cinque dei sei casi la differenza della stessa cedola sia stata fra lo 0,10 e lo 0,33% in meno rispetto al rendimento medio dei Btp a tasso fisso riferito all’identico periodo di strutturazione di ogni singolo titolo. E’ inevitabile che ciò si ripeta di nuovo con la nuova emissione, da cui non si devono attendere quindi rendimenti minimi garantiti nettamente più alti. Volendo fare delle previsioni di massima, si potrà trattare di una cedola base fra lo 0,50 e lo 0,60%, seppure nella fase attuale il valore di quest’ultima sia meno determinante rispetto al passato per due motivi: l’inflazione sta risalendo e assume un peso rilevante nella valutazione complessiva; i tassi di interesse dell’area euro rialzeranno la testa forse nel 2019 e in modo prudenziale. Quindi il fattore “duration”, che va preso anche in considerazione per i Btp Italia, risulta per ora marginale. In conclusione un primo consiglio può essere anticipato: consiste nel vendere Btp Italia eventualmente in portafoglio, portare a casa la plusvalenza presente in tutti i casi – se acquistati in sottoscrizione – e reinvestire poi lo stesso importo nella nuova emissione. 

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.