-

Class CNBC
Share Video
Share Video
-04:40Live-04:40
Live

PER MANTENERTI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 5 ottobre 2017

Bond oggi: i Btp vacillano, a causa di timori e strani concambi

Colpa del referendum catalano che debilita l’euro? C’è chi lo sostiene, ma la pressione ribassista sui Btp trova altre giustificazioni, a cominciare da un concambio – il quarto da inizio anno – piuttosto complesso da capire e dall’approssimarsi delle elezioni politiche. Il Future sui nostri titoli di Stato aveva iniziato la giornata ieri con forti volumi in vendita, come non si registrava dal 21 settembre. Poi un rialzo e infine debolezza per tutto il pomeriggio. Uno dei motivi di maggiore preoccupazione ha riguardato l’operazione di swap, riservata agli istituzionali, su 2 miliardi del Btp novembre 2026 a cedola 7,25% (Isin IT0001086567) in cambio di 5 titoli - quattro Btp e un CctEu sulle scadenze 2018/2019 - per un importo complessivo di 2,755 miliardi. Il riacquisto da parte del Tesoro è avvenuto alle quotazioni di mercato con il contemporaneo passaggio sul vecchio Btp 2026 a cedola 7,25% al prezzo medio ponderato di 143,4.
I motivi di un’operazione allarmante
Perché il Tesoro ha deciso di proporre quest’iniziativa? Sostanzialmente per due ragioni: abbassare il peso dei rimborsi nei prossimi due anni e allungare la curva del debito. Se ne potrebbe aggiungere un terzo: accontentare gli istituzionali alla ricerca di rendimenti nominali più alti. Lo yield effettivo del 2026 è dell’1,97%, con “duration” 7,2, ma di qui alla scadenza scorrerà tanta acqua sotto i ponti di chi ha accettato l’operazione per far sì che si possa considerare conveniente! Tecnicamente parlando, il vero interesse a concludere il concambio l’ha avuto solo il Tesoro, che ha comunque fornito ai mercati un segnale preoccupante. Se lo swap si è concluso bene, la sua attuazione lascia infatti temere che il quadro delle finanze pubbliche non consenta una serie di cinque pesanti rimborsi entro il 2019. I maligni credono che forse al Ministero si sappia qualcosa di più sulla politica monetaria della Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) nei prossimi anni, spingendo in una direzione di struttura del debito più favorevole nel medio termine. 
Sotto la media mobile a 100 sedute
L’esito è che i Btp vacillano, confermando il lento trend ribassista in corso dall’8 settembre. Ieri il relativo Future (Francoforte: 923414 - notizie) ha rotto la media mobile a 100 sedute, mentre la 200 sta leggermente appiattendosi dopo una fase rialzista, seppur disti ancora un po’, attestandosi sui 131,9 punti contro i 134,13 in chiusura di seduta. E’ pur vero che fra le due medie la 100 appare più precisa nella definizione dei trend, avendo fornito per tutto il 2017 un esatto riferimento nei movimenti sia di rialzo sia di ribasso. Il “break out” della 100 è già avvenuto fra l’altro da giorni da parte del Btp 2,8% scadenza 2067, ma un segnale di definitiva debolezza si concretizzerà per quest’ultimo solo sotto quota 82, contro gli 83,6 di ieri.
In attesa della Bce
Se il fenomeno Catalogna non può essere considerato determinante per la debolezza dei Btp, è pur vero che un impatto indiretto l'ha. Avanza infatti il timore che la Bce trovi in questa causa una giustificazione per rinviare ogni decisione sul “tapering”, grazie anche alla rinnovata stanchezza dell’euro. E’ però quanto meno sorprendente che, mentre fino a venerdì le incertezze sulla politica monetaria in area € venivano attribuite a una valuta rafforzatasi troppo, oggi avvenga l’opposto. Ancora una volta la titubanza diventa regina e in questo quadro i mercati vendono i titoli di Stato periferici e tornano ad acquistare Bund, il cui rendimento si mantiene per il decennale sullo 0,45%. Le motivazioni addotte sembrano nondimeno fragili e servono ancora una volta a prendere solo tempo. 

Nessun commento:

Posta un commento

CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

............
Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.