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venerdì 13 ottobre 2017

Bond oggi: Btp, altro che short, qui si va lungo. O no?


 
Ci si attendeva un’oscillazione veloce per i Btp, ma il fronte degli shortisti era ben più armato di quello dei rialzisti. Invece tutto è stato smentito. Il Future ieri è risalito, superando anche le medie mobili corte e si riavvia e ripetere il movimento già visto a fine agosto. Quanto può durare il rimbalzo? Fintanto che resta sopra i 133 punti non ci sono problemi, sebbene l’eccessivo ottimismo vada preso con le pinze. Un’analisi infatti degli indicatori tecnici porta al giudizio netto di “buy”, ma proprio i motivi dell’“upside” consigliano prudenza. L’ottimismo dei mercati dipende da due motivi: minori tensioni sul fronte della Catalogna; dati molto positivi della produzione industriale in Europa (+3,8% su base annua). 
E ora la Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) che farà?
Il quadro appare troppo favorevole per pensare che la Bce possa rinviare l’avvio del “tapering”. Se lo facesse confermerebbe i dubbi che stia sempre più trasformandosi in un centro di potere politico. I mercati sanno che qualcosa dovrà comunque succedere; ora comprano ma sono pronti a vendere nell’arco di poche ore. E lo dimostra il Bund, il cui Future (Francoforte: 923414 - notizie) si ferma sui 161,5, esattamente a metà di un’area di congestione molto stretta compresa fra 162 e 160,8 punti. E’ un laterale come non si vedeva da mesi, poco sopra i livelli di separazione tra la zona rialzista e quella ribassista. Fra l’altro si muove compresso all’interno di varie medie mobili vicine fra loro, con la 100 ormai quasi piatta. Il verdetto dell’analisi tecnica porta così a un giudizio neutrale, con le serie storiche che suggeriscono un “sell” e molti indicatori ancora indirizzati sul “buy”. Un valore da sorvegliare è quello dei 160,83, dove si colloca un importante “pivot point” di supporto nel vagliare l’avvio di possibile debolezza di medio termine. Non dista molto dalla quotazione della chiusura di ieri a 161,5 punti. 
Corti al rialzo
La notizia più significativa è però un’altra. L’asta del Tesoro italiano ha evidenziato un triennale con rendimento salito allo 0,15% contro lo 0,05% della precedente assegnazione di settembre. E’ un balzo deciso, che non trova riscontro sulle altre scadenze: il sette anni è rimasto stabile e il trentennale è addirittura calato dal 3,38 al 3,33%. La curva dei rendimenti dei Btp sta lentamente muovendosi sulla parte corta e il segno meno caratterizza ormai solo le scadenze dal due anni in giù. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) caso dei titoli di Stato tedeschi resta invece ancorato fino al sette anni, ma dal tre anni in su si è visto, nel corso degli ultimi dodici mesi, un movimento rialzista piuttosto netto. Qualcosa quindi sta succedendo e la cautela si impone. Non fidatevi delle mezze parole dei banchieri centrali. Seguite solo i grafici: loro un po’ di verità ve la raccontano ancora. 

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