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lunedì 30 ottobre 2017

Bolla sull'hitech made in Usa? I numeri rassicurano. Per ora

Stando a dati forniti da Thomson Reuters, dal 27 ottobre, il 74 per cento delle 231 società dell'indice S & P 500 che hanno pubblicato i risultati sulle trimestrali hanno battuto le attese. 

I numeri dei grandi 

Alphabet e Amazon, i colossi del web, sono diventati in pochissimo tempo anche colossi della finanza.
A decretarlo ufficialmente sono stati proprio i conti presentati nei giorni scorsi e che hanno messo il turbo ai rispettivi titoli, schizzati oltre i 1000 dollari ad azione.Per la creatura di Jeff Bezos si parla di 256 milioni di utili tra luglio e settembre di quest'anno, con un giro d'affari di 43,7 miliardi di dollari, cui hanno contribuito anche i numeri della nuova arrivata, Whole Food Market con 1,28 miliardi.

Per la holding di Google, invece, i numeri crescono grazie alla pubblicità sul padre di tutti i motori di ricerca: tradotto in numeri si parla di 6,732 miliardi di utili e ricavi a 27,77 miliardi e di questi la vendita della pubblicità ha fatto, come prevedibile, la parte del leone con oltre 24 miliardi.
Ora le attese si concentrano su Facebook, che dovrebbe pubblicare i propri conti il 1 novembre, e su Apple e Alibaba che seguiranno a ruota il giorno dopo. Buone notizie anche per Microsoft: fatturato a 24,5 miliardi, utile a 6,6 miliardi, 100 miliardi di liquidità. Lo stesso ottimismo per Intel che sfrutta 16,1 miliardi di fatturato e 4,5 di utile.

Attenti ad Apple 

Qualche timore si addensa sul panorama di Apple a causa del progressivo calo delle vendite sul nuovo nato, iPhone 8 che ha registrato le vendite più deboli in assoluto nella lunga categoria di telefonini inventati da Cupertino.

Anche in questo caso è bene guardare ai numeri, nello specifico quelli forniti da Consumer Intelligence Research Partnenr secondo i quali gli Usa copriranno, sul fronte della vendita di iPhone 8 e 8 Plus, il 16%  nel terzo trimestre, contro il 43% rappresentato in passato. Secondo gli analisti il calo è dovuto principalmente all'eccesso di modelli presentati in questi ultimi mesi, troppi perpermettere al pubblico di fidelizzarsi su un'unica richiesta.
Anche per questo motivo si guarda con curiosità all'andamento dei pre ordini riguardanti l'iPhone X, il prossimo della categoria sulle cui spalle grava la responsabilità di cambiare le sorti dell'azienda. Ma la paura di bolla nel comparto hitech sembra essere scongiurato: guardando al rapporto prezzo utili si ha una media di 25,5, ovvero 456 per Amazon, l'unica che forse potrebbe dare qualche sospetto di ipervalutazione, di 21,8 per Alphabet, di 23 per Microsoft e di 10,8 per Intel.

Il caso Twitter

Intanto, parlando dei grandi nomi, nei giorni scorsi è scoppiato il caso Twitter: i numeri degli utenti sono stati gonfiati negli ultimi tre anni alterando i parametri di inclusione.

Un caso che avrebbe potuto essere il colpo di grazia per un social che da tempo ha annaspato nel magma del blocco degli utenti ma soprattutto nell'incapacità di riuscire a monetizzare quelli già presenti e attivi sulla sua piattaforma. Invece a controbilanciare le paure sono stati i risultati dell'ultimo trimestre, che hanno evidenziato il ritorno all'utile dopo 11 anni.
In questo caso di parla di ricavi per 590 milioni di dollari pari a un calo del 4,2% sullo stesso periodo dell’anno scorso ma oltre quanto pensavano gli esperti, fermi a 587 milioni. In calo anche le perdite (21,1 milioni di dollari, contro i 103 milioni del 2016) mentre gli utenti sono stati fotografati in aumento di 4 milioni, cifra che consolida il totale a 330 milioni. 

Fonte: News Trend Online

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