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lunedì 9 ottobre 2017

Bitcoin? È già una bolla

Bitcoin? È già una bolla
Secondo la teoria economica un’attività finanziaria è una bolla quando il valore di mercato a cui viene scambiata si discosta dal suo valore fondamentale. Lo sono dunque tutte le monete e in particolare Bitcoin. Ma non per questo è destinata a scoppiare.
Il valore di Bitcoin
Le cronache giornalistiche abbondano di commenti su Bitcoin. Si tratta di una cosiddetta cripto-valuta scambiata tra privati, su una piattaforma elettronica peer-to-peer. Di (KSE: 003160.KS - notizie) fatto, e semplificando molto, equivale a inviarsi pagamenti via e-mail, sebbene in forma crittografata. L’utilizzo di Bitcoin si va diffondendo rapidamente. Dal novembre 2013 l’Università di Nicosia, a Cipro, accetta il Bitcoin come mezzo di pagamento delle tasse universitarie.
Come quello di ogni valuta, anche il valore di Bitcoin oscilla nel tempo. Attualmente vale più di 3.700 dollari, contro un valore di 189 dollari nel febbraio 2015: un incremento del 1.989 per cento (vedi figura 1).
Figura 1
La domanda e l’offerta di Bitcoin si incontrano sul mercato esattamente come la domanda e l’offerta di dollari. La differenza sta nell’offerta, che non è controllata dal monopolio di una banca centrale (solo la Bce “stampa” gli euro). Nuovi Bitcoin sono immessi sul mercato a un tasso predefinito, seppur decrescente, nel tempo, con l’obiettivo di raggiungere un’offerta totale di 21 milioni nel 2033. È interessante notare che l’offerta dei Bitcoin segue le prescrizioni più classiche della teoria monetaria di Milton Friedman: il tasso di crescita dell’offerta di moneta deve essere il più possibile prevedibile.
La rete Bitcoin distribuisce in maniera completamente casuale un certo ammontare di monete ai clienti che contribuiscono tramite la propria potenza di calcolo alla gestione e alla sicurezza della rete stessa. La probabilità che un certo utente riceva la ricompensa in monete dipende dalla potenza computazionale che aggiunge alla rete relativamente al potere computazionale totale della rete. L’offerta di Bitcoin raggiunge quindi i vari membri della comunità sulla base di un sistema competitivo.
Le bolle non portano sempre guai
Si leggono commenti allarmati riguardo all’impressionante aumento di valore di Bitcoin. Il più frequente è che sta diventando una “bolla”. “Bolla” è un termine utilizzato spesso in modo superficiale (e con accezione negativa) per intendere che un’attività finanziaria qualsiasi (azioni, valute, case) sta crescendo “troppo” in valore; come tale, è destinata prima o poi a crollare, con prevedibili effetti negativi. Il classico esempio è quello della presunta bolla del mercato immobiliare negli Stati Uniti, causa probabile della grande recessione del 2008.
In realtà, non è vero che Bitcoin “stia diventando” una bolla. È, in tutto e per tutto, una bolla.
Che cos’è dunque una bolla? Secondo la teoria economica un’attività finanziaria (di qualsiasi tipo: una valuta così come un’azione di una società o un immobile) lo è, quando il valore “di mercato” a cui viene scambiata si discosta dal suo valore fondamentale. A sua volta, il valore fondamentale di un’attività è il valore dei redditi presenti e futuri, valutati a oggi, che la stessa attività è in grado di generare: i cosiddetti dividendi. Per capirlo, immaginiamo una spugna piena d’acqua: il suo prezzo oggi è il peso della spugna. L’acqua che è in grado di generare (strizzando la spugna) è il flusso dei redditi futuri.
Qual è il valore fondamentale della moneta? Presa come bene in quanto tale, la moneta è intrinsecamente inutile: i biglietti di carta non servono neanche per soffiarsi il naso. Il valore fondamentale della moneta è, semplicemente, pari a zero. È quindi vero che la moneta, di per sé, è una bolla.
Più precisamente, la moneta è una bolla quando la moneta stessa viene detenuta come pura riserva di valore (nonostante abbia un valore fondamentale pari a zero). È sufficiente avere l’aspettativa che sarà accettata da altri agenti in futuro. La disponibilità di Paolo ad accettare moneta da Alberto è basata unicamente sulla convinzione di Paolo di poter a sua volta offrire quei biglietti di carta colorata a Giorgio. Niente impedisce che il processo, a determinate condizioni, possa continuare all’infinito. Chiarito ciò, è anche vero che la moneta non è necessariamente sempre una bolla. Perché può avere un valore intrinseco: facilitare le transazioni. In questo senso, è moneta qualsiasi asset porti con sé una promessa di pagamento.
Che cos’è dunque Bitcoin? Strettamente parlando, oggi Bitcoin è moneta nella sua modalità di bolla. Lo è oggi, quando vale più di 3mila dollari, così come lo era ieri, quando valeva solo 1 dollaro, per il solo fatto di essersi discostata dal proprio valore fondamentale di zero. Bitcoin sarà “bolla” almeno fino a quando non assumerà un proprio “valore intrinseco”, legato cioè alla sua capacità di facilitare le transazioni. Per ora, questa caratteristica non c’è o è estremamente limitata.
Una bolla sì, ma come tale non necessariamente destinata a scoppiare, o a fare dei danni.
Di Tommaso Monacelli

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