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giovedì 5 ottobre 2017

BCE: attacco all’Italia!

 
La farò breve, non credo ci sia più nulla da aggiungere, noi possiamo solo continuare a mostrare, denunciare  come tutte le scelte che vengono portate avanti a Bruxelles e alla BCE (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) , sono dirette ad attaccare e demolire il nostro Paese, risparmiando soprattutto la Germania, la voragine con le banche fallite intorno.
Ieri l’ennesima scelta a sfavore per le banche italiane, colpevoli sin che si vuole di aver depredato in parte i patrimoni dei propri clienti, guidate da manager psicopatici, incompetenti ad essere buoni, responsabili di condotte criminale, ancora a piede libero, ma con la colpa di aver prestato male i risparmi degli italiani, magari agli amici degli amici o a qualche speculatore immobiliare o industriale.
In realtà, abbiamo ancora da osservare una sola decisione da parte della Banca centrale o delle rispettive banche centrali nazionali, che vada nella direzione di costringere le banche tedesche, inglesi o francesi, a disfare i loro portafogli derivati o strutturati, coprendo interamente con capitale proprio, i miliardi di euro, nascosti nel famigerato terzo livello, dove si continua a valorizzare asset che non hanno più alcun valore, ad un prezzo di fantasia, come se voi continuasse a cercare di vendere la vostra casa abbattuta da un terremoto allo stesso prezzo di fabbricazione o al valore di mercato di qualche anno fa.
La notizia di ieri è questa….
Oggi ha pubblicato un’appendice alle linee guida sulla gestione degli Npl che prevede svalutazioni automatiche sulle sofferenze che matureranno a partire dal 2018, ma intanto ha anticipato che nel primo trimestre del prossimo anno verranno diffuse ulteriori «considerazioni» sulla materia, destinate con ogni probabilità ad alzare ulteriormente l’asticella. «L’elevata quantità di Npl riduce la possibilità delle banche di effettuare nuovi prestiti», ha spiegato Sharon Donnery, responsabile della Task force Bce sugli Npl: «La qualità del credito è fondamentale e auspichiamo una vera e propria cultura degli accantonamenti tra le banche, che consenta di prevenire in futuro la creazione di un grande ammontare di sofferenze come quello che oggi grava sulle banche europee»
Io lo so bellezza che tu non capisci nulla di queste cose, figurarsi i tuoi presunti rappresentanti al Governo, gente che si occupa di tutt’altro, ma ti stanno prendendo per i fondelli.
Tenetevi pronti, ci sarà da ridere alle prossime elezioni, hanno già pronto l’ennesimo governo del presidente, non ci saranno i numeri per governare, la troika sta per arrivare!
Nel frattempo, le pasticcerie di mezzo mondo sono in subbuglio, sembra che la crema catalana si prepari a lasciare il pan di spagna, un divorzio che farà cadere nella disperazione i pasticcioni di Bruxelles… o forse chissà, in attesa che dai nostri vicini e dalla Sassonia arrivi la mazzata definitiva all’Europa.
A due settimane dal voto scoppia uno scandalo senza precedenti nelle elezioni austriache, che rischia di stravolgere il risultato delle urne. All’improvviso i cittadini-elettori scoprono che due pagine Facebook, aperte da marzo con il deliberato proposito di diffondere “fake news” e alimentare una campagna denigratoria nei confronti del leader dell’Övp (Partito popolare) erano gestite e finanziate dall’Spö (Partito socialdemocratico). Bersaglio delle falsità e delle calunnie era Sebastian Kurz, l’enfant prodige del Partito popolare, al governo da quando aveva 25 anni e ora, che ne ha compiuti da poco 31, ministro degli Esteri in carica e candidato capolista alle elezioni.
Kurz, da maggio ininterrottamente in testa in tutti i sondaggi, era considerato il probabile futuro cancelliere. Ora, dopo la scoperta della “dirty campainign” dei socialdemocratici, le sue chance di farcela sono accresciute, perché il suo principale competitore, il cancelliere uscente, Christian Kern, è considerato ormai un’”anatra zoppa”. Addio dunque a sogni di gloria. La finale elettorale si giocherà tra Kurz e il leader della destra radicale, Heinz-Christian Strache, che con tutta probabilità poi formeranno insieme un governo di centro-destra.
(…) Si mette male per i Verdi in Austria. Dopo le dimissioni improvvise di Eva Glawischnig, che era stata loro portavoce dal 2008 (da quando cioè il predecessore Alexander Van der Bellen aveva lasciato la politica attiva a livello nazionale), e dopo varie lacerazioni interne, ieri uno degli uomini di punta del movimento ambientalista, Peter Pilz, recentemente uscito dal partito, ha presentato ufficialmente una propria lista con cui si presenterà alle elezioni del 15 ottobre. Austria vicina
E meno male che Cicciobomba si è assopito… ;-)

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