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martedì 3 ottobre 2017

Azionario Giappone: i dati macro sono deboli

 
Archibald Ciganer, gestore del fondo T. Rowe Price Japanese Equity, T. Rowe Price, spiega che i recenti miglioramenti nell’economia giapponese, che nel secondo trimestre del 2017 ha registrato il sesto trimestre consecutivo di crescita, insieme a un miglioramento generale dell’economia globale e agli stimoli della Bank of Japan, hanno rinnovato le speranze nei confronti di un ritorno del ciclo di crescita e inflazione a lungo atteso.
Il settore corporate è in buona salute
Tuttavia, sebbene gli operatori del mercato siano in attesa di conferme dai dati macroeconomici, i fondamentali delle società giapponesi si sono già mossi decisamente al rialzo - spiega Archibald Ciganer -. Infatti, i profitti societari hanno recentemente raggiunto due obiettivi fondamentali: superare i massimi storici, toccati nel 2007, e sorpassare gli Stati Uniti in termini di utili nel corso dell’ultimo decennio (Figura 1).
Figura 1: utili solidi per le società giapponesi
Considerando che anche i dividendi e i riacquisti di azioni stanno raggiungendo i picchi storici, possiamo considerare questa situazione come un promemoria puntuale, che ricorda che i fondamentali dell’economia e i fondamentali delle società sono due dimensioni totalmente differenti da considerare per gli investitori, soprattutto in Giappone - spiega Archibald Ciganer -. Il recente aumento degli utili dà sostanza alla nostra convinzione nel fatto che il Giappone continua a rappresentare un esempio interessante di crescita ciclica e autosostenuta a livello di profitti, indipendentemente dalla crescita economica e dal profilo sul lato dell’inflazione.
È in corso una trasformazione
Sebbene la crescita dei profitti sia notevole dal punto di vista dei dati, alcuni osservatori sono stati rapidi nel sottolineare il fatto che il picco dei profitti è stato guidato soprattutto da un aumento dei margini piuttosto che dall’aumento delle vendite - spiega Archibald Ciganer -. Tuttavia, il miglioramento dei margini di profitto indica anche che è in corso una trasformazione significativa all’interno del settore privato giapponese.
Negli ultimi anni il Governo di Abe ha fatto della riforma del settore privato un obiettivo primario, mirando – attraverso regolamentazione e incentivi di incoraggiamento – a migliorare gli standard di governance, compreso l’obbligo di assumere direttori esterni, migliori return on equity e, parlando in termini più generali, maggiori ritorni per chi fornisce i capitali, ossia gli azionisti.
Le riforme stanno iniziando a dare i loro frutti
I frutti di queste riforme stanno iniziando a farsi vedere, e l’impatto sulla profittabilità delle aziende e sulle politiche di allocazione del capitale è stato significativo - spiega Archibald Ciganer -. Tutto ciò è avvenuto in assenza di qualsiasi significativo cambiamento reale nelle condizioni macroeconomiche domestiche e nonostante la crescita contenuta delle vendite. Grazie anche alle condizioni dell’economia globale, che sta mostrando segni sia di stabilità che di lieve miglioramento, in Giappone è in corso una crescita a doppia cifra degli utili, e le previsioni continuano a mostrare un eccellente outlook per la crescita dei profitti in Giappone rispetto all’Europa e agli Stati Uniti.
La crescita delle esportazioni, l’indebolimento dello yen e lo stimolo fiscale hanno contribuito alle fasi iniziali del rally della crescita dei profitti, mentre più recentemente la spinta è arrivata da consumi e investimenti. Con una gran mole di liquidità nei bilanci, in maniera significativamente maggiore rispetto agli altri mercati sviluppati, la prospettiva che questo denaro venga sbloccato e usato per finanziare investimenti più disciplinati, o per aumentare i ritorni di capitale per gli investitori, continua ad essere un driver positivo per molte azioni giapponesi.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) frattempo, sul lato dell’inflazione..
In riferimento alla lotta del Giappone contro un’inflazione bassa, quasi negativa, ci sono segnali che fanno pensare a un’accelerazione dei prezzi in alcune aree.
Con il tasso di disoccupazione giapponese sceso al livello più basso da 23 anni, al 2,8% a giugno 2017, e con il rapporto tra posti di lavoro e persone in cerca di occupazione che ha raggiunto i massimi dal 1974, la scarsità di lavoratori sta diventando realtà - spiega Archibald Ciganer -. Visto che gli aumenti salariali rimangono modesti, i lavoratori si stanno spostando verso posizioni con salari più alti, soprattutto per quanto riguarda gli impieghi part-time. Ad un certo punto, dato che persistono le debolezze nel mercato del lavoro in un contesto di rafforzamento dell’economia globale e dei profitti delle società domestiche, è possibile che tutte queste condizioni causino un lieve aumento dell’inflazione.
Tuttavia, nonostante la situazione per l’inflazione, i fondamentali solidi delle società continuano ad evidenziare che le opportunità nell’azionario giapponese non dovrebbero essere definite dall’andamento dell’economia giapponese - spiega Archibald Ciganer -. Gli investitori che stanno aspettando di vedere una crescita domestica più forte e il ritorno dell’inflazione, potrebbero perdersi ciò che conta di più: il contesto entro il quale operano le società giapponesi, caratterizzato dall’accelerazione dei profitti societari sostenuta da una rivoluzione della governance delle aziende e dalla fase positiva per l’economia globale.

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