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giovedì 21 settembre 2017

Warren Buffett: Dow Jones a 1.000.000 di punti? Non è un sogno


Chi è pessimista sugli Stati Uniti non ha capito nulla del mondo e chi scommette contro il mercato azionario USA è un perdente. E lo dimostra la storia. Parola di Warren Buffett. Che fa anche una scommessa (di lunghissimo periodo): tra 100 anni l'indice Dow Jones raggiungerà quota 1 milione.
 

La previsione superbullish

L'occasione per la fantasmagorica previsione di uno degli investitori più noti di Wall Street è stata due giorni fa un evento a New York per celebrare il centesimo compleanno del magazine finanziario Forbes, che proprio in questi giorni mette la sua faccia sulla copertina di un numero dedicato ai 100 migliori "cervelli finanziari" viventi. 
“Quando sento qualcuno parlare in toni pessimistici di questo Paese, penso che siano fuori di testa", ha detto il miliardario, spiegando che l'economia USA è "in ottima forma" ed anche per questo i titoli azionari americani rappresentano un ottimo investimento.

E lo sono anche per chi volesse fare scommesse di lungo periodo. Anzi, lunghissimo.  
Buffett ha dichiarato infatti che il Dow Jones Industrial Average, l'indice che contiene 30 blue chips rappresentative dei settori dell'economia americana, sarà a oltre 1 milione di punti tra cento anni.
Una previsione a dir poco bullish se si considera che oggi l'indice segna poco più di 22,38 mila punti base, ma meno fantasiosa se si guardano i dati in prospettiva storica, spiega l'ottantasettenne Buffett: 100 anni fa, il Dow viaggiava a 81 punti.

No ai ribassisti

Poco spazio dunque per il pessimismo a dispetto di tutti gli stereotipi sulla vecchiaia.

E soprattutto nessuno per chi scommette contro il mercato. Prendendo spunto dall'iniziativa di Forbes, che pubblica la tradizionale classifica dei paperoni del mondo, Buffett, che vi figura da anni nelle primissime posizioni, ha segnalato che 1500 nuovi individui sono entrati nel ranking dei 400 più ricchi d'America dall'inizio delle rilevazioni nel 1982.
E tutti avevano un elemento in comune: “Nessuno di loro era uno short seller“, e cioé nessuno di loro ha fatto successo scommettendo al ribasso sui titoli azionari.
“Sono trascorsi 241 anni da quando Thomas Jefferson ha scritto la Dichiarazione di Indipendenza, ed essere short sull’America è stato sempre un gioco da perdenti.

E vi predico che continuerà ad essere un gioco da perdenti."

Non solo Dow 

Spazio anche per l'autoironia. Il miliardario che ha trasformato una traballante società tessile in un conglomerato che gestisce oltre 90 attività nei più svariati settori, dalle assicurazioni all'industria della grande distribuzione, dice che prova "emozione" quando gli parlano di "arrivare a cent'anni".
E tra un investimento e l'altro ha trovato il tempo di calcolare che dei 53.364 americaniche hanno raggiunto il traguardo del secolo di vita, il rapporto tra donne e uomini e di 5 a 1. "Forse", ha suggerito alla componente maschile della platea "dovremmo cominciare a pensare di cambiare sesso". 
Fonte: News Trend Online

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