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giovedì 28 settembre 2017

WallStreet e dollaro tornano a ruggire, Trump promette miracoli

La Borsa degli Stati Uniti ha chiuso in rialzo, per il Dow Jones, salito dello 0,25% è stata la prima seduta positiva dopo una serie negativa di quattro sedute. L'S&500, in rialzo dello 0,4%, ha sfiorato il record. Nasdaq +1,15%. In evidenza il settore finanziario: L'ETF Financial Select Sectoro SPDR è salito dell'1,2%, sui massimi da 10 anni.

Nuovo massimo storico per l'indice delle small cap, il Russel 2000: +2%. Le medie e piccole aziende sono probabilmente le maggiori beneficiarie della riforma fiscale che ieri Donald Trump ha annunciato in un comizio in Indiana. Il presidente degli Stati Uniti non ha illustrato un progetto di legge ma il documento di nove pagine, neanche marchiato Casa Bianca, che promette di abbassare l'aliquota delle aziende al 20% dall'attuale 35%: in campagna elettorale si era parlato più volte di scendere al 15%. Trump ha detto che con questo provvedimento, l'economia volerà come un razzo, per la classe media sarà un "miracolo". E' arrivato anche un appello alla minoranza in Congresso, ma i democratici, hanno risposto subito con un rifiuto. In una conferenza stampa, il capogruppo al Senato, Chuck Summer, ha detto che è una riforma destinata a favorire i ricchi, soprattutto hedge fund e studi legali.

La presentazione della bozza di riforma fiscale, insieme alla fine della stagione del gradualismo da parte della Federal Reserve, hanno spinto all'insù il dollaro ed all'ingiù le obbligazioni. Ieri sera il presidente della Fed di Saint Louis, James Ballard, ha affermato che l'economia degli Stati Uniti crescerà in maniera moderata e l'inflazione resterà fiacca per un lungo periodo, una parziale correzione dei toni rispetto all'intervento del giorno prima a Cleveland di Janet Yellen.

Il rendimento del Treasury Bill a 10 anni è salito sui massimi degli ultimi due mesi a 2,33%, da 2,24% del giorno prima.
Il dollaro si è apprezzato su euro a 1,174 da 1,179 del giorno prima, stamattina il cross è a 1,173 (su livelli che non si vedevano da un mese).

L'oro ha perso quasi l'1% a 1.282 dollari l'oncia.

Il petrolio WTI, ieri in rialzo dello 0,5%, stamattina perde lo 0,3%. Il mercato sta intersecando una serie di indicatori: negli Stati Uniti le scorte sono in calo, ma la produzione è su livelli record.

Stamattina la Borsa del Giappone si avvia a chiudere in rialzo: indice Nikkei +0,4%. La valuta degli Stati Uniti è sui massimi da due mesi rispetto allo yen, a 113,05 da 112,8.

In Asia, Hong Kong perde lo 0,4%. Shanghai/Shenzen -0,1%, Mumbai -0,1%.

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