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venerdì 29 settembre 2017

Wall Street: nessun cedimento in vista. Tre buy nell'high-tech

Wall Street: nessun cedimento in vista. Tre buy nell'high-tech
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sugli indici azionari americani e su alcuni titoli Usa.
Gli indici americani continuano a viaggiare a ridosso dei massimi storici, anche se pare abbiano perso un po' di spinta rispetto alle scorse settimane. Come valuta l'attuale situazione e quali le attese nel breve?
Wall Street ha perso un po' di spinta dopo che la Fed ha fatto sapere che i tassi di interesse non saranno alzati prima di dicembre prossimo. Come avevo già anticipato nella scorsa intervista, mi aspetto che fino a fine anno gli indici possano anche continuare a salire, ma in maniera ben più graduale di prima.
Al momento non mi aspetto uno storno degli indici visto che non c'è alcun segnale di inversione per ora. Se guardiamo i grafici sia sul daily che sul mensile e sul settimanale, l'impostazione si conferma rialzista. C'è stato qualche rallentamento, ma nessun cedimento, fermo restando che il Nasdaq Composite appare più frenato degli altri. Il listino tecnologico quando ha accennato a dei ritracciamenti lo ha fatto con una certa volatilità, ma l'analisi del trend conferma una solita impostazione rialzista.
Un primo segnale di inversione lo vedrei sul Nasdaq Composite in area 6.344 punti, sotto cui però ci sono altri livelli importanti da rompere al ribasso, quali ad esempio i 6.200 punti.
Per il Dow Jones un campanello di allarme scatterebbe solo dai 21.700 punti, mentre per l'S&P500 guarderei all'area compresa tra i 2.450 e i 2.420 punti. Fino a quando non saranno violati questi livelli, ogni discesa sarà da leggere come un semplice storno dopo il quale gli indici potranno trovare la forza per riportarsi al rialzo.
L'S&P500 ha creato una piccola congestione e poi ha ripreso la via dei guadagni, violando ora i massimi storici segnati ieri.  Oltre i 2.512 punti ci sarà spazio per un allungo fino ai 2.550 punti, mentre in caso di ripiegamenti l'indice tornerà nella congestione che ha come range di prezzo i 2.512-2.485 punti. Quest'ultimo livello lo prenderei in considerazione per un ingresso short con target a 2.453 punti.
Non diverso il discorso per il Dow Jones che si trova in un range di prezzo tra i 22.177 e i 22.431 punti. Siamo molto vicini alla resistenza e in caso di violazione della stessa avremo un target a 22.700 punti. In assenza di una rottura dei 22.431 punti valuterei uno short dai 22.177 punti, con obiettivo a 22.000/21.910 punti, area che potrebbe frenare il ribasso, mentre in più basso si guarderà ai 21.796 punti, dove verrebbe chiuso un gap-up.
Passando al Nasdaq Composite, se da una parte non vengono segnati nuovi massimi storici, dall'altra i corsi si sono spinti sopra i 6.421 punti, soglia diventata supporto ora. Il top a 6.479 punti potrebbe essere violato e in tal caso avremo un obiettivo a 6.600 punti, mentre in caso contrario aprire posizioni short a 6.421 punti con target a 6.344 punti.
Tra i titoli del Nasdaq (Francoforte: 813516 - notizie) ce ne sono alcuni che sta seguendo con più interesse di altri in questa fase?
Segnalo in primis Micron Techonlogy che nei giorni scorsi ha violato i massimi di dicembre 2014 dai quali si era innescato un trend ribassista durato per tutto il 2015 e fino a metà 2016. Il titolo in seguito è tornato al rialzo e ora è arrivato a violare questo massimo: prendiamo come riferimento i 36,59 dollari e in caso di rottura dei 39,49 dollari ci saranno buone probabilità di assistere a dei rialzi verso i 42 dollari prima e in seguito in direzione dei 44 dollari.
Valuterei uno short in caso di ritorni al di sotto dei 36,59 dollari con possibili storni verso i 34,16 dollari prima e i 32,97 dollari in un secondo momento.
Da monitorare anche Facebook (NasdaqGS: FB - notizie) che sta provando a riposizionarsi al di sopra dei 169,52 dollari, livello a metà strada della congestione creatasi sul titolo. Una rottura confermata di quest'area vedrà Facebook spingersi verso i 174-175,56 dollari, violati i quali individuerei un target piuttosto ambizioso a 200 dollari, il raggiungimento dei quali non è da escludere a priori.
Al ribasso segnalo due livelli non molto distanti tra loro e mi riferisco ai 164 e ai 161 dollari, sotto cui si guarderà ai 156 dollari, target della posizione short. Personalmente aprire posizioni short a 164 dollari, fissando uno stop in pari al raggiungimento dei 161 dollari per puntare ai 156 dollari in seguito.
Segnalo anche Amazon che ha creato un doppio minimo sul supporto a 932 dollari e ora trova una resistenza a 963,72 dollari. Con la rottura di questo ostacolo il titolo avrà un primo target a 999 dollari e un obiettivo successivo a 1.016 dollari. Su questo livello fari attenzione perchè una rottura dello stesso spingerà Amazon verso i massimi di sempre a 1.083 dollari.

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