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giovedì 21 settembre 2017

USD in ampio rialzo perché a ottobre la Fed ridurrà il bilancio

 
Il FOMC ha premuto il grilletto, lanciando il programma di riduzione del bilancio
By Arnaud Masset
Come ampiamente previsto, il FOMC ha finalmente dato avvio al processo per ridurre l’entità del suo bilancio da $4.500 miliardi. Anche se il processo di normalizzazione inizierà a ottobre, tempistica che potrebbe risultare un po’ affrettata, il ritmo del disinvestimento sarà molto lento ed è già stato descritto in dettaglio nell’Addendum ai Principi e Piani di Normalizzazione della Politica pubblicato a giugno.
Non sorprende, dunque, che l’USD sia stato interessato dalla volatilità dopo l’annuncio, perché gli investitori faticano a valutare le conseguenze sul breve e medio periodo di questa decisione. Le valute legate alle materie prime di alta qualità, come il CAD, l’NZD e l’AUD, sono state oggetto di vendite più marcate, soprattutto a causa della quota significativa di lunghi speculativi contro l’USD. La moneta unica ha ceduto più dell’1%, stabilizzandosi poi rapidamente leggermente sotto 1,19, invece la sterlina britannica è scivolata solo dello 0,70%, a $1,35.
Bisogna notare che, nel complesso, non è stata una riunione caratterizzata da toni aggressivi; sia il comunicato che il discorso di Yellen sono stati prudenti. La Fed ha rivisto al ribasso le sue previsioni d’inflazione. Ora i membri del FOMC ritengono che l’inflazione di fondo non raggiungerà il 2% prima del 2019. Invece le previsioni di crescita sono state riviste leggermente al rialzo, la crescita reale del PIL per il 2017 è salita al 2,4% dal 2,2% precedente. Infine, i funzionari della Fed hanno tagliato dal 3% al 2,8% le previsioni per il tasso ufficiale sul lungo termine, suggerendo una stabilizzazione dell’economia.
Banca del Giappone ancora accomodante
By Yann Quelenn
Stanotte la Banca del Giappone (BoJ) ha annunciato che il tasso resterà invariato. La Banca del Giappone ha sicuramente monitorato con attenzione le mosse della Fed, che si è riunita ieri sera. L’annuncio della banca centrale statunitense sulla riduzione del suo bilancio sta fornendo un po’ di sollievo all’USD/JPY. La coppia, infatti, è salita sopra 112.
Ora i mercati inizieranno a prezzare la fine dell’Allentamento Quantitativo (QE). La grande incognita sarà la reazione dei mercati globali dei bond, dal momento che rendimenti più alti faranno probabilmente scattare un’ondata di vendite che potrebbe risultare imponente, giacché nell’ultimo decennio il mercato è stato inondato da denaro gratuito.
La BoJ manterrà la sua politica monetaria accomodante, acquistando asset per circa 80 mila miliardi di yen all’anno. Ciò non potrà finire bene. Alcuni membri della BoJ ritengono che l’obiettivo d’inflazione al 2% sia troppo elevato per l’attuale politica monetaria che non sarebbe sufficientemente accomodante. Per il momento la BoJ mantiene l’obiettivo per il suo titolo decennale intorno allo 0 percento.
In previsione della riduzione del bilancio della banca centrale USA, crediamo che l’USD/JPY sia destinato ad apprezzarsi, salendo verso 114, nel breve termine.

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