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giovedì 7 settembre 2017

Uomini e donne: dal 2018 in pensione alla stessa età


La questione è annosa e si trascina da tempo: donne e uomini sono ormai pari di fronte alla legge e adesso lo sono anche per quanto riguarda il trattamento pensionistico.

Le modalità

Nel settore privato, dal 2018, le donne potranno ritirarsi a 66 anni e sette mesi, lo stesso livello degli uomini, (con 42 anni e 10 mesi di contributi) ma anche il più alto in Europa.
Le parti sociali sono già sul piede di guerra e chiedono di rinviare la decisione sull'aspettativa di vita al 2021 chiamando in causa il confronto con il resto dei paesi europei come la Germania dove il passaggio a 67 anni per l'uscita dal lavoro scatterà solo nel 2030 e riguarderà i nati nel 1963, in Francia se ne parlerà dopo il 2022, in Spagna nel 2027 a in Gran Bretagna nel 2028.
Purtroppo in Italia la donna spesso deve soffrire, a livello di vita contributiva, una maggiore discontinuità, così come una minore retribuzione a livello salariale e minori aiuti e agevolazioni nel rapporto tra vita lavorativa e maternità.

Gender Pay Gap

Un gap che i sindacati hanno già chiesto di veder riconosciuto anche in vista di un salto ulteriore che avverrà nel 2019 e che porterà l'età pensionabile, sia per uomini che per donne, a 67 anni; un adeguamento che è la prima, diretta conseguenza dell'aumento dell'aspettativa di vita e, ancora di più, del miglioramento della qualità.

Più vecchi e, spesso, più in salute.
Proprio per questo motivo il governo potrebbe puntare a riconoscere il valore, anche economico, del lavoro di cura parentale; al vaglio dei legislatori alcune ipotesi come quella del bonus in contributi per chi accudisce figli e genitori disabili, un'opzione che potrebbe affiancare quello che è stato l'altro incentivo cioè lo sconto di due anni sui contributi necessari, da calcolare sul singolo caso, per accedere all’Ape social, l’anticipo pensionistico che permette di ritirarsi dal lavoro 3 anni e sette mesi prima, senza vedersi decurtato l'assegno mensile.
Nel caso di riconoscimento del lavoro familiare svolto dalle donne il parametro per riuscire ad usufruire del vantaggio è ancora da stabilire: si tratterebbe, come prima ipotesi, di controllare la presenza di un'invalidità totale da parte dell'assistito, oppure l'assenza di un permesso 104.

Fonte: News Trend Online

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